Eroi urbani
o influencer
del decoro?
I paladini del decoro sono gli eroi dei titoli di giornale. Ma se loro sono gli eroi, noi cosa saremmo? Non i nemici: gli antieroi. Gli eroi cancellano, noi aggiungiamo.
Da anni esistono associazioni di quartiere che, in autonomia, ripuliscono muri, sistemano aiuole e riordinano strade. E non sono mai mancate imprese che fanno lo stesso mestiere, con la differenza che lì qualcuno paga la fattura (perché, alla fine, è un lavoro). Negli ultimi anni, però, grazie ai social e a una narrazione spinta a forza, sono spuntati i paladini del decoro. Armati di rulli e idropulitrici, si presentano come custodi della bellezza urbana, pronti a cancellare tutto ciò che non rientra nel loro concetto di accettabile.
Non è mia intenzione annoiarti con la solita discussione giusto/sbagliato, arte/vandalismo: è roba già vista. Quello che fa ridere sono i titoli dei giornali: “Eroe silenzioso. Eroe armato di rulli. Eroe anti-degrado. Eroe del decoro.” Ma se loro sono gli eroi e chi li applaude sono gli amanti del bello, noi cosa saremmo? I nemici, ovviamente, perché senza antagonista non c’è mai una storia.
E invece no. Noi non siamo i nemici: siamo gli antieroi. Viviamo la stessa città, la amiamo allo stesso modo, ma con strumenti diversi. Non abbiamo mantelli né codici morali universali. Ci muoviamo in zone grigie, disturbiamo, lasciamo domande. Il nostro contributo non è un’illusione di ordine, ma un promemoria scomodo: i problemi non spariscono con una mano di bianco.
Scrivo un editoriale al mese e lo mando prima di tutto via newsletter. Sul sito lo archivio a metà mese, quindi chi è iscritto lo legge con un po’ di anticipo. Gratis, niente spam.
Iscriviti gratisLa differenza è semplice: loro tolgono, noi proponiamo. E la cosa più ironica è che basta un dettaglio minimo per ribaltare la percezione: con la giusta luce una scritta diventa poesia, e nel contesto giusto una tag diventa bella.
Alla fine, i paladini del decoro non inventano niente: è sempre imbiancare e pulire, solo con un buon ufficio stampa. Like, interviste, applausi ed ecco una nuova commissione (e sottolineo che questo non è affatto un problema, anzi, brav* loro se riescono a ottenere dei lavori così).
Gli antieroi invece non finiscono in prima serata, ma senza di loro la trama non regge. Perché senza muri sporchi non ci sarebbero muri da ripulire. Ogni volta che un eroe urbano cancella, nasce un nuovo antieroe pronto a scrivere. Ogni volta che un antieroe smette, la città diventa più bella, ma l’eroe resta senza missione.
E forse un giorno li vedremo, i nostri eroi, salire su un colle con il rullo come fosse Excalibur. Guarderanno dall’alto la città linda, pulita, come hanno sempre desiderato. Capiranno che per loro non c’è più spazio, che non c’è più lavoro. Disoccupati, tristi, dovranno accettare che le persone dimenticano facilmente, che la massa un giorno ti premia e il giorno seguente ti affossa. E in preda al panico non potranno fare altro che cercare un modo di farsi sentire.
Prenderanno in mano uno spray e scriveranno su un muro pulito: “QUESTO MURO È PULITO GRAZIE A ME, INGRATI”. E solo in quel momento gli eroi capiranno che l’unica tela della città che dà voce a chi non viene ascoltato sono proprio i muri.
Questo editoriale riporta la mia opinione personale. Le immagini sono pubblicate a scopo di documentazione: se sei l’autore di una foto e vuoi essere citato o chiederne la rimozione, scrivimi.
