STREET ART A AIELLI
Aielli è un borgo di poco più di mille abitanti in provincia dell’Aquila, a 1.030 metri sul livello del mare, affacciato sulla piana del Fucino. Non è un posto che trovi per caso: ci devi venire apposta. E dal 2017, grazie al festival Borgo Universo, ogni anno in più lo fa. Ci sono stato a luglio 2024 e ho trovato un posto che ha capito meglio di molti altri come usare l’arte pubblica senza svuotarla di senso.
Info rapide prima di partire
Tempo minimo
Mezza giornata per il borgo, una intera se includete Aielli Stazione e la Torre delle Stelle
Come muoversi
Auto obbligatoria: uscita Aielli/Celano sulla A25. Il borgo si gira a piedi, ma Aielli Stazione è a valle e richiede il mezzo
Periodo migliore
Agosto per il festival (1-3 agosto 2025, “La Sagra della Scienza”). Primavera e autunno per girare tranquilli senza folla
Livello
Tutti: il percorso è accessibile e segnalato. Chi conosce gli artisti trova livelli di lettura in più
Risorsa utile
borgouniverso.com ha la mappa aggiornata di tutte le opere. Tour guidati ogni weekend prenotabili sul sito (10 euro, 5 per ragazzi 6-14 anni)
Indice della guida
- 01 Borgo Universo: come un paese di mille abitanti è diventato un museo a cielo aperto
- 02 Il borgo storico: Okuda, Vhils, Millo e il percorso principale
- 03 Aielli Stazione: Ericailcane, Bastardilla e i muri fuori dal percorso
- 04 Laika ad Aielli: i due murales che hanno fatto notizia
- 05 Il festival: storia, edizioni e cosa aspettarsi se ci andate ad agosto
- 06 Mappa degli spot
Aielli non è una città della street art nel senso in cui lo sono Bologna o Milano. Non ha una scena, non ha writer locali che si contendono i muri, non ha gallerie o spazi alternativi. Ha qualcosa di diverso e, in un certo senso, di più raro: ha un progetto che ha funzionato davvero. Borgo Universo nasce nel 2017 con un’idea semplice: portare artisti internazionali in un borgo di montagna in provincia dell’Aquila e fargli dipingere i muri con un filo conduttore preciso, l’astronomia e il cosmo. Il legame con le stelle non è un pretesto di marketing: viene da lontano, da Filippo Angelitti, astronomo nato qui nel 1856 che ha diretto l’osservatorio di Palermo, e continua oggi nella Torre delle Stelle, osservatorio astronomico e museo del cielo che si visita ancora adesso.
Quello che mi ha colpito quando ci sono andato a luglio 2024 non è stata la quantità di muri, che pure è notevole (oltre cinquanta opere tra murales, sculture e installazioni), ma la qualità media. A Aielli non ci sono muri di riempimento: ogni opera ha una ragione di essere lì, in quel posto, su quella parete. Alcuni dialogano con l’architettura, altri con la storia del luogo, altri ancora con i vicini di strada, nel senso letterale del termine. È un museo a cielo aperto che merita davvero quella definizione, e non tutti i posti che si definiscono così possono dire la stessa cosa.
C’è però un aspetto che vale la pena nominare subito, prima di entrare nel dettaglio delle opere. Aielli è un borgo di montagna a un’ora e mezza da Roma, raggiungibile solo in auto. La domenica molti bar e ristoranti sono chiusi, soprattutto fuori stagione. Se ci andate in un weekend tranquillo di settembre o ottobre troverete i muri per voi, il silenzio, i panorami sulla piana del Fucino: è una visita bellissima. Ma organizzatevi in anticipo su pranzo e rifornimento. Non è una tappa improvvisata: richiede un minimo di pianificazione.
Zona 02 · Il borgo storico
Il percorso principale:
Okuda, Vhils,
Millo e gli altri
Okuda San Miguel · Vhils · Millo · Ericailcane · Zamoc · 2501 · Sam3 · Aris · Agostino Iacurci · Marina Capdevila · Nicola Alessandrini · Orodè Deoro
Il percorso principale di Aielli si sviluppa tra il Corso, la Torre delle Stelle e le scalette e vicoli che collegano i livelli del borgo. È compatto, tutto a piedi, e in un’ora abbondante lo si copre per intero. Ma se volete guardare davvero le opere, fermarvi, leggere i pannelli, ci vogliono almeno due ore. Il punto di partenza naturale è la Torre delle Stelle, da cui scende un percorso segnalato che tocca la maggior parte dei muri.
L’opera più fotografata, e probabilmente la più riuscita in termini di impatto visivo, è “Illuminary Palace” di Okuda San Miguel: un arco d’ingresso al borgo trasformato in un’esplosione di geometrie colorate, simboli, forme bianche e nere. È il tipo di lavoro che Okuda fa meglio, quello in cui la sua estetica pop-surrealista trova uno spazio fisico che la esalta. I colori hanno subito un restauro non riuscitissimo negli anni scorsi, con delle campiture sovrapposte che a un occhio attento si vedono. Ma l’opera regge ancora, ed è giustamente diventata il simbolo visivo del progetto.
Vhils ha lavorato su una delle nicchie più belle del borgo, una piazzetta raccolta dove il suo grande volto scolpito nella parete dialoga con il paesaggio notturno e con le stelle. È il muro che mi ha colpito di più. Vhils non lavora spesso su commissione e non è un artista che si trova facilmente in giro per l’Italia: trovarlo qui, in questo contesto, è uno di quei momenti in cui capisci perché vale la pena fare chilometri per vedere un muro.
Millo ha dipinto quattro facciate di una piccola casa nel centro storico, con le sue figure che guardano verso il cielo e svelano un universo nascosto sotto la superficie quotidiana. È tornato più volte ad Aielli nel corso degli anni per completare e aggiungere elementi, e il risultato finale è uno dei suoi lavori più coerenti. 2501 ha realizzato una composizione astratta che parte dai raggi del sole riflessi da specchi: monocromatica, geometrica, silenziosa. È il tipo di opera che richiede un momento di sosta per capire cosa sta guardando.
Tra gli altri: Sam3 con i suoi omini che guardano il cielo, Zamoc con “La caduta di Fetonte” che cita sia la mitologia che il terremoto del 1915, Aris con i volti neri che contengono il bianco dell’infinito come in una matrioska, Nicola Alessandrini con “Pale Blue Dot” che cita la celebre fotografia della Terra vista dallo spazio. Agostino Iacurci ha dipinto “Cardi (1571-2021)”, colori vivaci e forme essenziali su un muro del centro. La ceramista Orodè Deoro ha invece realizzato tre installazioni a parete: metà mano e metà volto, proiettate verso il cielo come stelle cadenti. Marina Capdevila ha scelto di raccontare gli anziani del borgo, i suoi soggetti preferiti, con uno stile quasi caricaturale che porta vita e ironia in vicoli altrimenti silenziosi.





Da sapere per questa zona
- Punto di partenzaLa Torre delle Stelle è il centro logico da cui iniziare: da lì il percorso segnalato scende attraverso vicoli e scalette fino alle opere principali
- MappaSul sito borgouniverso.com trovate la mappa interattiva aggiornata con tutte le opere georeferenziate: scaricatela prima di arrivare perché il segnale in zona può essere ballerino
- Tour guidatiOgni weekend la Cooperativa di comunità La Maesa organizza tour tra i murales con guide locali: 10 euro a persona, 5 per ragazzi 6-14 anni, circa 1 ora e 15 minuti. Prenotazione sul sito
- OkudaI colori di “Illuminary Palace” hanno subito un restauro con campiture sovrapposte che si vedono: l’opera regge, ma non è nelle condizioni originali
- TempoUn’ora per vedere tutto di fretta, due per guardare davvero. Se volete anche la Torre delle Stelle aggiungete almeno un’altra ora
Zona 03 · A valle del borgo
Aielli Stazione:
i muri fuori
dal percorso
Ericailcane · Bastardilla · Valeria Iozzi · Zoer · Giovanni Anastasia
Aielli Stazione è la frazione a valle, raggiungibile in auto in pochi minuti dal borgo storico. Non fa parte del percorso principale segnalato, e per questo molti visitatori la saltano. Sarebbe un errore. Qui ci sono alcune delle opere più interessanti dell’intero progetto, in un contesto completamente diverso: non i vicoli medievali del borgo in cima al colle, ma una strada di fondovalle con case sparse, un bar, la chiesa di San Giuseppe con il suo portico rosso.
Ericailcane e Bastardilla hanno dipinto insieme un muro lungo la strada principale: un cielo stellato e umano fa da sfondo al sonno degli animali. È uno di quei lavori in cui i due artisti bolognesi lavorano al meglio, con quella capacità di costruire immagini che hanno insieme una dimensione favolistica e una inquietudine di fondo. È un muro che cambia a seconda della luce: la mattina presto e nel tardo pomeriggio è tutta un’altra cosa rispetto a mezzogiorno.
Nella piazza della chiesa c’è “Chi resta e chi va?” di Valeria Iozzi: l’architettura reale della chiesa si mescola con un mondo fantastico fatto di stelle, montagne e rondini. Una figura femminile emerge dalla natura, radicata nella terra e libera nel cielo. È un muro che non ti aspetti in una piccola piazza di paese, e forse è proprio per questo che funziona così bene.
Il murale “Nuru” di Zoer e Giovanni Anastasia è il primo eco-murale di Borgo Universo, realizzato con vernice purifica-aria Airlite. Il concept parte dall’equilibrio ritrovato nel territorio dopo il prosciugamento del lago di Fucino, con quattro elementi: terra, uomo, acqua, fuoco. Zoer è uno degli artisti europei più interessanti degli ultimi anni per la sua gestione della luce e del colore, e questa collaborazione con Anastasia ha prodotto qualcosa di più maturo rispetto ai lavori di entrambi presi singolarmente. Non l’ho visto di persona nella sua versione finale: se ci andate, scrivetemi com’è.


Da sapere per questa zona
- Come arrivarciAielli Stazione è a valle rispetto al borgo storico: in auto sono pochi minuti, a piedi la discesa è fattibile ma la risalita è impegnativa. Prendete il mezzo
- Ericailcane e BastardillaIl muro si trova lungo la strada principale della Stazione. La luce cambia molto nel corso della giornata: mattina presto o tardo pomeriggio per le foto migliori
- Valeria IozziIl murale “Chi resta e chi va?” è nella piazza della Chiesa di San Giuseppe, riconoscibile dal portico rosso. È uno dei muri meno citati della zona e uno dei più belli
- NuruPrimo eco-murale del progetto, realizzato con vernice Airlite purifica-aria. Se notate differenze di resa cromatica rispetto alle foto online, è normale: la vernice tecnica reagisce in modo diverso alla luce diretta
Zona 04 · Palazzo municipale e dintorni
Laika ad Aielli:
due murales
che hanno fatto notizia
Laika · Giuseppe Di Matteo · Paola Egonu · 2023-2024
C’è una storia recente di Aielli che non ha niente a che vedere con l’astronomia, ma che dice molto su come questo borgo stia usando l’arte pubblica. Protagonista è Laika, la street artist romana che molti conoscono come “la Banksy italiana”: lavora di notte, tiene il volto coperto da una maschera, non accetta compensi. Non è abituata a lavorare su commissione. Ad Aielli lo ha fatto due volte in meno di due anni, e in entrambi i casi la storia dietro il murale vale quanto il murale stesso.
Il primo arriva nel marzo 2023, pochi giorni dopo il trasferimento di Matteo Messina Denaro nel carcere de L’Aquila. Laika dipinge di notte, vicino al carcere, il ritratto di Giuseppe Di Matteo: il bambino di 12 anni rapito nel 1993, torturato e sciolto nell’acido nel 1996 perché figlio di un collaboratore di giustizia. Il murale si intitola “Mafia sucks” e dura poche ore prima di essere rimosso da ignoti. Il sindaco di Aielli, Enzo Di Natale, la chiama e le propone di rifarlo sulla facciata del municipio. Lei accetta, senza chiedere rimborsi né compensi. Il murale viene inaugurato in aprile con Don Luigi Ciotti, il fratello di Giuseppe, la sindaca di Altofonte. È uno di quei momenti in cui l’arte urbana smette di essere decorazione e diventa qualcosa di più scomodo e necessario. Nell’agosto 2025 il padre di Giuseppe, Santino Di Matteo, ha visitato il murale in silenzio. Ha appoggiato le mani sulla parete. Una storia che continua.
Il secondo arriva nell’ottobre 2024. Laika aveva dipinto davanti alla sede del CONI di Roma un murale antirazzista dedicato a Paola Egonu, dopo la vittoria olimpica della squadra italiana di pallavolo: due giorni dopo era già stato sfregiato. Di Natale la chiama di nuovo. Il murale rinasce ad Aielli, “Italianità”, e stavolta rimane. È un pattern che si ripete: Aielli come posto in cui le opere che vengono cancellate altrove trovano una seconda vita. Non è un caso, è una scelta politica precisa da parte di chi gestisce il borgo.
Questi due muri non stanno nel percorso astronomico di Borgo Universo, non parlano di stelle o di cosmo. Stanno nel centro del paese e parlano di mafia, di razzismo, di memoria. Il fatto che convivano con Okuda e Vhils senza sembrare fuori posto dice qualcosa di importante su come Aielli stia costruendo la propria identità culturale.
Da sapere per questa zona
- Mafia sucksIl murale di Laika dedicato a Giuseppe Di Matteo si trova sulla facciata del municipio, in piazza. Inaugurato ad aprile 2023 con Don Luigi Ciotti e il fratello di Giuseppe, Nicola Di Matteo
- ItalianitàIl murale dedicato a Paola Egonu è arrivato ad Aielli nell’ottobre 2024, dopo che l’originale davanti al CONI di Roma era stato sfregiato dopo due giorni
- LaikaStreet artist romana attiva dal 2019, lavora di notte e tiene il volto coperto. Non accetta compensi: entrambi i murales di Aielli sono stati realizzati gratuitamente su invito del sindaco
- ContestoQuesti due muri non fanno parte del percorso astronomico ufficiale ma sono nel centro del paese: impossibile non vederli girando tra le vie principali
Il festival
Borgo Universo:
nove edizioni, oltre
cinquanta opere
Dal 2017 ogni agosto Aielli accoglie artisti internazionali in residenza. Quello che rimane non è solo un museo a cielo aperto: è un archivio in crescita di come l’arte pubblica può trasformare un luogo senza snaturarlo.
2017-2022 · Edizioni 1-6
Le fondamenta del museo
Le prime sei edizioni portano ad Aielli i nomi che ancora oggi definiscono il progetto: Okuda San Miguel, Vhils, Millo, Ericailcane, Bastardilla, Sam3, 2501, Zamoc. Si costruisce il percorso principale tra il Corso e la Torre delle Stelle. Il borgo inizia ad apparire sulle guide nazionali e i pullman turistici arrivano già d’estate.
2023 · Settima edizione
Filippo Angelitti e Palermo
L’edizione è dedicata a Filippo Angelitti, l’astronomo aiellese che diresse l’osservatorio di Palermo. La Torre delle Stelle e l’osservatorio palermitano realizzano una mostra condivisa. Nuovi artisti in residenza: Agostino Iacurci, Marina Capdevila. Nello stesso anno arriva il murale antimafia di Laika sul municipio, inaugurato con Don Luigi Ciotti.
2024 · Ottava edizione
L’arte della scienza
Festival il 14 e 15 agosto 2024. Nuovi murales di Er Pinto, Giovanni Anastasia, Antonio Cotecchia, Taqi Spateen (for Palestine). In ottobre Laika torna per il murale dedicato a Paola Egonu, l’opera antirazzista sfregiata a Roma due giorni dopo la vittoria olimpica. Aielli viene inserita tra le “Top Experience 2024-2025” di Autostrade per l’Italia.
2025 · Nona edizione
La Sagra della Scienza
1-3 agosto 2025. Tema: la scienza raccontata attraverso arte, musica, cibo e divulgazione. Otto stand tematici tra Aielli e Aielli Stazione, da “Dentro il Sole” a “Viaggio nel Sistema Solare”. Nuovi murales di Rame13 e altri artisti in residenza. Installazione immersiva “Infinito/Finito” di Donatella Pinocci con proiezioni celesti e suoni registrati da ESA e NASA.
Una cosa che vale la pena dire sul festival: se ci andate durante le giornate del festival trovate un posto completamente diverso rispetto al resto dell’anno. Ci sono concerti, djset, laboratori scientifici per adulti e bambini, food truck, un’area mercato con artigianato locale. Gli artisti lavorano in residenza e li vedete all’opera per le strade, l’ingresso al festival è gratuito. È una formula che funziona perché non si limita a portare gente a guardare muri: porta gente a stare nel borgo, a mangiare, a fermarsi. Il museo a cielo aperto è il pretesto, la comunità che si ricostruisce attorno è l’obiettivo vero.
Se invece preferite girare fuori dal periodo del festival, il consiglio è primavera inoltrata o inizio autunno. Le opere sono sempre visitabili, il borgo è silenzioso, i panorami sulla piana del Fucino con i Monti Marsicani sullo sfondo sono tra le cose più belle che ho visto in Abruzzo. Portate scarpe comode: il borgo è tutto in salita e discesa, con scalette di pietra e vicoli stretti.
Aielli è uno di quei posti che ti rimane in testa non per un singolo muro ma per la somma delle cose. Il fatto che funzioni, che il percorso sia curato, che le opere siano mantenute, che il borgo non si sia limitato a fare da sfondo passivo ma abbia costruito un’identità propria attorno a tutto questo: non è scontato. Ho visto molti progetti simili in Italia, borghi che hanno puntato sull’arte pubblica come strategia di rilancio turistico, e la maggior parte dopo qualche edizione si sgonfia. Aielli è alla nona edizione e il progetto sembra più solido di quando ha cominciato. Questo dice qualcosa.
La cosa che mi ha colpito di più, ripensandoci, è la coerenza tematica. Il filo dell’astronomia non è un’idea buttata lì per dare un nome al festival: è reale, viene da una storia vera, e si sente nelle scelte artistiche. Quando Nicola Alessandrini cita il “Pale Blue Dot” di Sagan o quando Zamoc dipinge la caduta di Fetonte mettendo insieme mitologia e terremoto del 1915, non stai guardando un’opera decorativa. Stai guardando qualcuno che ha capito il luogo in cui stava lavorando. Questo è il livello che distingue Borgo Universo dalla media dei festival italiani di street art.
Sono stato ad Aielli a luglio 2024. Le edizioni 2024 e 2025 di Borgo Universo hanno aggiunto nuove opere che non ho visto di persona: le informazioni su quegli artisti e quei murales vengono da fonti esterne, non da esperienza diretta. Alcune opere citate, soprattutto a Aielli Stazione, potrebbero aver subito cambiamenti nel frattempo. Se trovate qualcosa di diverso da quello che descrivo, o se volete segnalare nuovi muri, scrivetemi. E se andate durante il festival ad agosto, raccontatemi com’è: non ci sono mai stato in quella stagione.
Mappa degli spot
Come orientarsi
tra i murales
Per il borgo storico in cima al colle una mappa ha poco senso: si tratta di vicoli stretti, scalette, piazzette nascoste. L’unico modo per vederli tutti è camminare lentamente e guardarsi intorno. Nessun GPS vi aiuterà meglio delle gambe.
Per Aielli Stazione la situazione è un po’ diversa: le opere sono distribuite lungo la strada principale e nelle piazze della frazione, e orientarsi è meno immediato. In questo caso la mappa ufficiale di Borgo Universo può aiutare come punto di partenza.
Per indicazioni più precise, scrivetemi direttamente su Instagram: mi impegno a darvi direzioni migliori caso per caso.
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