STREET ART A ASCOLI PICENO
Ascoli Piceno non è una città difficile da visitare: in un giorno solo, con un’auto, si riesce a vedere il centro storico e buona parte dei muri. Quello che è davvero complesso è dividerla in zone per la street art: non c’è un quartiere unico o un festival che concentra tutto, ma opere sparse tra Circonvallazione Nord, Monticelli, San Marcello e il centro. Il filo conduttore quasi sempre è lo stesso: Arte Pubblica, il progetto dell’Associazione Defloyd che dal 2015 porta un muro nuovo in città, uno o due alla volta.
Info rapide prima di partire
Tempo minimo
Un giorno intero, meglio due se volete girare con calma
Come muoversi
Auto per collegare le zone, a piedi nel centro storico
Periodo migliore
Primavera o autunno, quando capitano le visite guidate gratuite di Arte Pubblica
Livello
Facile nel centro storico, per appassionati nelle periferie come Monticelli
Risorsa utile
arte-pubblica.org ha l’elenco delle 18 opere del progetto
Indice della guida
Ascoli Piceno non ha mai avuto un festival di street art nel senso classico del termine, niente muri dipinti in una settimana da dieci artisti internazionali arrivati apposta. Ha qualcosa di diverso: Arte Pubblica, un progetto nato nel 2015 dall’impegno dell’Associazione Culturale Defloyd, che negli anni ha aggiunto un muro alla volta, quasi sempre con il patrocinio del Comune e il coinvolgimento di scuole, quartieri e associazioni del territorio. Il risultato oggi sono 18 opere sparse in città, quello che loro stessi chiamano un museo senza biglietto.
La cosa che disorienta un po’ quando organizzi la visita è che questi muri non sono concentrati in una zona sola. Si passa dalla Circonvallazione Nord, arteria di scorrimento poco romantica, ai vicoli del centro storico in travertino, fino a quartieri periferici come Monticelli e San Marcello, dove la street art è arrivata con un obiettivo preciso di riqualificazione urbana, non solo estetico. Non è una città che si gira con un unico percorso a piedi: bisogna accettare di spostarsi, e a volte anche di non trovare quello che si cercava.
Ci sono stato nel 2025, la mia prima visita ad Ascoli per motivi di street art, e ho girato tutte le zone che trovate in questa guida. Alcune informazioni sui muri più vecchi, quelli del 2015 e del 2016, vengono da fonti esterne che ho incrociato tra più articoli: dove serve ve lo segnalo esplicitamente.
Zona 01 · Circonvallazione Nord e Porta Cappuccina
Vicini sulla mappa,
lontani nel tempo
Vesod · Taquen · Millo
In via Zandonai 1, sulla parete di un edificio che guarda la Circonvallazione Nord, trovate “P_k0” di Vesod, artista torinese figlio del pittore surrealista Dovilo Brero: un murale del marzo 2024 che racconta la leggenda di Pico e Pomona, l’amore tra i due dopo la metamorfosi di lui in un picchio che scolpisce l’amata in un tronco d’albero. L’opera è finita in shortlist per gli Street Art Cities Awards 2024, categoria Expert Choice. A circa 200 metri, in via Galiè, c’è “Backpack Home” di Millo: un ragazzo con uno zaino di travertino in spalla, omaggio alla città, il cui bagaglio è la propria casa. Non lasciatevi ingannare dalla vicinanza: sono due opere lontanissime nel tempo, Millo l’ha dipinta nel settembre 2016, pochi giorni dopo il terremoto che aveva colpito il Centro Italia, in un progetto autofinanziato dall’Associazione Culturale Defloyd, seconda edizione di Arte Pubblica. Il terzo muro della zona, “Occhi verde oliva” di Taquen, artista spagnolo arrivato ad Ascoli in residenza artistica nel 2024, è invece più isolato: si trova sulla rotonda dell’ex Gil, lungo la provinciale, e non è raggiungibile a piedi dagli altri due. Colori tenui, tratti morbidi, un’oliva come simbolo che tiene insieme il valore economico del territorio ascolano e un richiamo alla pace.
Video · Ascoli Piceno, giro completo
Il video copre tutta la città, zona per zona: qui trovate anche Circonvallazione Nord, Monticelli, San Marcello e centro storico, così potete farvi un’idea di come sono distribuiti i muri prima di partire.
Da sapere per questa zona
- VesodVia Zandonai 1, parete che guarda la Circonvallazione Nord
- MilloVia Galiè, circa 200 metri a piedi da Vesod
- TaquenRotonda dell’ex Gil, lungo la provinciale: non raggiungibile a piedi dagli altri due, serve l’auto
- Come arrivareVesod e Millo si fanno comodamente a piedi insieme, Taquen è una tappa a parte in auto
Zona 02 · Periferia sud-est
Monticelli:
la street art come
riqualificazione
Emmanuel Jarus · Psiko
Monticelli è una frazione periferica di Ascoli, fragile secondo la definizione che ne danno gli stessi organizzatori del progetto, e qui la street art non è arrivata per abbellire: è arrivata dentro un piano di rigenerazione urbana chiamato “R3, Monticelli nel Futuro, Resilienza, Riutilizzo e Riattivazione dei capitali urbani”. La storia è più lunga di quanto sembri: già nel 2019 era stato scelto Emmanuel Jarus, muralista canadese, per dipingere uno dei grattacieli simbolo del quartiere, quello di via dei Gerani 3. Poi tra bonus 110% e fermo Covid il progetto si è bloccato, e quando è ripartito gli spazi disponibili erano cambiati.
Le due nuove location trovate sono state la palestra comunale di via degli Iris e il nuovo campo di calcio di via dei Narcisi, e la scelta di quale opera realizzare non è stata fatta a tavolino: i cittadini hanno votato online tra i bozzetti proposti. Su via degli Iris è arrivata “Atleti in armonia” di Jarus: giocatori di calcio indoor e pallavolo dipinti in una palette di blu, ispirati a fotografie scattate dentro la palestra stessa. Jarus l’ha descritta come un tributo alla dedizione e allo spirito di squadra di chi si allena lì dentro, non un’opera pensata per essere ammirata da fuori.
Sul campetto di calcio di via dei Narcisi c’è invece “Apif” di Psiko, artista torinese: due apicoltori immersi nei fiori, circondati da api, con lo skyline delle montagne che circondano Ascoli sullo sfondo. Psiko ha scelto il soggetto anche per un motivo pratico: il quartiere ha vie dedicate ai fiori, via dei Narcisi compresa. Le due opere sono state raccontate in un video promozionale girato da Jacopo Cecchini, con le rime del rapper ascolano Claver Gold in sottofondo: se lo trovate online vale la pena guardarlo prima di andarci, aiuta a capire il contesto del quartiere meglio di quanto possa fare questo testo.


Da sapere per questa zona
- JarusPalestra Comunale, Via degli Iris 13
- PsikoCampetto di calcio, Via dei Narcisi 2
- Distanza tra i due muriCirca 4 km, serve l’auto
- Come arrivareZona periferica, non pedonabile dal centro: circa 10-15 minuti in auto da Piazza del Popolo
Zona 03 · Quartiere popolare
San Marcello:
un solo muro
ma pesante
Gomez
San Marcello, o Pennile di sotto a seconda di chi lo chiama come, è un quartiere popolare dove nel 2018 è comparso un volto che difficilmente si dimentica. Gomez, artista venezuelano all’anagrafe Luis Gomez de Teran, ha dipinto “Aika” sulla facciata di una casa popolare in via Lazio 4: il volto di una bambina ispirato a un dipinto ottocentesco di Adolphe Bouguereau, con un pesante strato di stucco applicato sopra come una lacrima di cemento. Non è un ritratto rassicurante, ed è voluto.
Lo stesso gesto di Gomez racconta bene lo spirito dell’opera: non un’immagine di bellezza rassicurante, ma un volto quasi perfetto che l’artista sceglie di segnare, di “graffiare” con lo strato di stucco applicato sopra. Un modo per dire che la realtà non è mai splendida e impeccabile, ma piena di problemi e sofferenze, e che vale la pena fermarsi a guardarla davvero invece di scorrerla via.


Da sapere per questa zona
- IndirizzoVia Lazio 4, quartiere San Marcello/Pennile di sotto
- Un solo muroNon aspettatevi altro nei dintorni: è un’opera isolata, la deviazione va valutata in base al tempo che avete
- Come arrivareIn auto, circa 10 minuti dal centro storico
Zona 04 · Il nucleo originario
Centro storico:
dove tutto
è cominciato
Alice Pasquini · Pietro Cardarelli · Francesca Mariani · Andrea Tarli
Prima di Vesod, prima di Jarus, prima di qualsiasi altro nome citato in questa guida, c’è stato via Cristoforo Colombo, zona Tribunale, dicembre 2015. È qui che è nata la prima edizione di Arte Pubblica, quando l’Associazione Defloyd ha scelto tre artisti italiani, Alice Pasquini, Pietro Cardarelli e Francesca Mariani, per dipingere due muri in un angolo dimenticato della città. È l’esperimento che ha aperto la strada a tutto quello che avete letto nelle altre zone di questa guida: undici anni dopo, quella prima idea è diventata un progetto con 18 opere sparse per Ascoli.
Alice Pasquini, affermata street artist romana, si è ispirata a un mosaico di una domus romana ritrovato proprio vicino al Tribunale e oggi conservato nel Museo Archeologico Statale della città: un modo per far dialogare la street art con la storia sepolta sotto l’asfalto. Devo essere onesto: oggi il muro è coperto da alberi e vegetazione cresciuta negli anni, e non si vede quasi più. Se ci passate senza saperlo rischiate di non accorgervene nemmeno.
Pietro Cardarelli, artista ascolano poliedrico tra scenografia e light design, ha lavorato sul pensiero di John Cage: l’idea che tutto sia musica, che suoni e vibrazioni siano già dentro di noi. Francesca Mariani, anche lei ascolana, ha raccontato invece l’armonia tra musica, natura e sentimenti umani, con un grammofono da cui nasce una danza di fiori e note. I loro due muri sono a pochi metri l’uno dall’altro, sulla stessa via di Alice Pasquini, ma più visibili.
Andrea Tarli lo aggiungo in questa zona anche se il suo muro non è in centro storico in senso stretto: “Azul #1”, in via delle Canterine 16, arriva dalla seconda edizione di Arte Pubblica nel 2016, la stessa che ha portato Millo in città. Non ho trovato molto altro sull’opera oltre al titolo e alla collocazione, quindi se ci passate e volete raccontarmi qualcosa in più, scrivetemi.

Da sapere per questa zona
- Alice Pasquini, Cardarelli, MarianiVia Cristoforo Colombo 11, zona Tribunale
- AttenzioneIl muro di Alice Pasquini è oggi coperto da vegetazione: non aspettatevi di vederlo bene
- Andrea TarliVia delle Canterine 16, richiede una deviazione separata dagli altri tre muri
- Come arrivareA piedi dal centro, tutta la zona è comoda per chi gira senza auto
Zona 05 · Due muri isolati
Fuori dal centro:
due muri isolati
SeaCreative · Etsom
Questi due muri li metto insieme più per comodità di percorso che per un legame reale tra loro: sono entrambi fuori dal centro, in direzioni leggermente diverse, e nessuno dei due fa parte di un itinerario segnalato. SeaCreative ha realizzato “Frammenti” sui muri dell’Anagrafe di Ascoli Piceno, in via Abruzzo, nel 2016, la stessa edizione di Arte Pubblica che ha portato Millo e Andrea Tarli in città. Non ho trovato molto di più su questa specifica opera oltre al titolo: se ci passate e sapete raccontarmi il soggetto, aggiorno questo paragrafo.
L’altro muro è “Ci vuole un fiore” di Etsom, nome d’arte di Alessandro Etsom Conti, artista bergamasco. È un’opera del 2021 con un’origine diversa da tutte le altre di questa guida: nasce da un progetto dell’Associazione ANFFAS Onlus di Ascoli Piceno, realizzato con il sostegno della Fondazione Carisap, sui muri d’ingresso dell’ex Sanatorio in via delle Zeppelle. Il tema è la natura, ma non in astratto: l’opera si ispira alle attività concrete del progetto ANFFAS, la manipolazione della creta, l’ortoterapia, la pet therapy. È uno dei pochi muri della città legati esplicitamente al mondo della disabilità, e per questo lo trovo uno dei più interessanti anche se meno fotogenico degli altri.

Da sapere per questa zona
- SeaCreativeVia Abruzzo, sui muri dell’Anagrafe di Ascoli Piceno
- EtsomVia delle Zeppelle 84, muri d’ingresso dell’ex Sanatorio
- Come arrivareIn auto, i due muri non sono vicini tra loro: valutate se rientrano nel vostro percorso o se vale la pena saltarli
La storia dietro i muri
Arte Pubblica
e Associazione Defloyd
Dal 2015 · 18 opere in città
Praticamente ogni muro citato in questa guida porta lo stesso nome dietro le quinte: Arte Pubblica, il progetto ideato e portato avanti dall’Associazione Culturale Defloyd, attiva sul territorio ascolano dal 2015. Non è un festival con una data fissa ogni anno, è più simile a un lavoro continuo: un muro alla volta, spesso con il patrocinio del Comune, a volte con partner diversi come UniCAM, la Fondazione Ascoli Cultura o la Fondazione Carisap a seconda del progetto specifico. In quasi undici anni sono arrivati a 18 opere dentro i confini cittadini.
C’è un’opera che non ho incluso nelle zone di questa guida e voglio essere onesto sul perché: “Il nostro disegno, la mappa del Tesoro di Poggio” di UfoCinque, realizzata nel 2024 presso la Scuola dell’Infanzia Marcucci a Poggio di Bretta, una frazione fuori città. Non l’ho vista di persona, e trovandosi dentro una scuola dell’infanzia non è nemmeno un muro che si può visitare liberamente come gli altri. La cito solo per completezza, ma non la trovate nella mappa di questa guida.



Dal 2015 · Attivo
Arte Pubblica
Il progetto che ha portato tutti i muri di questa guida, dalla prima edizione del 2015 in via Cristoforo Colombo fino ai lavori più recenti sulla Circonvallazione Nord. 18 opere in città, un ritmo di crescita lento ma continuo.
Chi c’è dietro
Associazione Defloyd
L’associazione culturale che idea e realizza ogni intervento, spesso in partnership diverse a seconda del progetto: Comune, UniCAM, Fondazione Ascoli Cultura, Fondazione Carisap. Il filo conduttore di tutta la scena cittadina.
Risorsa · Sito ufficiale
arte-pubblica.org
Il sito del progetto elenca le opere e i partner coinvolti nel tempo. Utile per controllare aggiornamenti prima di partire, visto quanto è distribuita la scena in città.
Ascoli Piceno non è la prima città che pensi quando parli di street art in Italia, e probabilmente è giusto così: Bologna o Roma hanno scene più dense, più stratificate, più facili da raccontare in un unico percorso a piedi. Quello che ho trovato qui è diverso: una città che ha deciso, muro dopo muro, di usare l’arte urbana per parlare di quartieri fragili, di scuole, di associazioni come ANFFAS, prima ancora che per attirare turisti. Non è un caso che il progetto si chiami Arte Pubblica: il pubblico qui non è chi viene da fuori a fotografare, è chi ci vive.
La cosa che mi ha colpito di più girando in auto tra Circonvallazione Nord, Monticelli e San Marcello è quanto poco tutto questo assomigli a un itinerario turistico standard. Alcuni muri li trovi per caso, altri li cerchi apposta e ti chiedi se ne è valsa la pena, come il muro di Alice Pasquini ormai coperto dagli alberi. Ma è proprio questa imprevedibilità, insieme al travertino del centro storico che resta comunque il vero motivo per venire qui, a rendere Ascoli una tappa che consiglio, anche solo per un giorno.
Questa è la mia prima visita ad Ascoli Piceno per motivi di street art, nel 2025. Il muro di UfoCinque a Poggio di Bretta non l’ho visitato di persona e non è nella mappa di questa guida. Se trovate qualcosa di diverso da quello che descrivo, o se un muro non c’è più, scrivetemi: aggiorno la guida.
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