STREET ART A BARI
Bari è una delle mie città preferite in Italia, e non solo per la street art. C’è qualcosa nell’aria, nel modo in cui la gente si muove per strada, che rende tutto più vivo. Ho cominciato a documentarla anni fa e ci sono tornato nel 2026 per un progetto sul quartiere San Paolo. Nel frattempo la città ha accumulato un patrimonio murale che molti non si aspettano di trovare qui.
Info rapide prima di partire
Tempo minimo
2 giorni: 1 per il centro, 1 per San Paolo
Come muoversi
A piedi per centro e Bari Vecchia. Metro/treno per San Paolo (stazione Cittadella)
Periodo migliore
Primavera e autunno: il sole estivo è bello ma picchia forte sulle fotografie
Livello
Tutti, ma chi conosce la scena pugliese troverà molti strati in più
Cosa aspettarsi
Una città grande e dispersiva: alcune opere richiedono spostamenti impegnativi. Pianificate prima
Indice della guida
La prima cosa che mi ha colpito di Bari, girando per cercare street art, è che i muri tengono. Non nel senso che sopravvivono alla burocrazia o all’indifferenza, ma nel senso fisico: il sole picchia, il salmastro corrode, eppure opere di dieci anni fa sono ancora leggibili, ancora in forma. Non è così ovunque. Forse è la qualità delle vernici che si usano qui, forse è qualcos’altro. Di certo è una cosa che si nota subito.
La storia della street art barese è fatta di ondate. La prima risale agli anni Duemila con l’Hacktion, festival che ha portato in via Ulpiani, nel quartiere San Pasquale, i primi muri di qualità vicino al Politecnico. Poi è arrivato il vuoto: i muri dell’Hacktion ci sono ancora, quasi del tutto opacizzati, più documento storico che opera d’arte. Poi è arrivata una nuova fase, più istituzionale, che ha trasformato il quartiere San Paolo in quello che è oggi: un museo a cielo aperto con oltre venti facciate dipinte tra il 2021 e il 2024.
Il filo conduttore di tutto questo è San Nicola. Il patrono di Bari compare sui muri in ogni quartiere, in ogni stile, in ogni epoca. Non è un caso: è la materia prima simbolica di questa città, e gli artisti che vengono da fuori lo capiscono subito. Quando cerchi street art a Bari, stai anche cercando i volti di San Nicola.
Zona 01 · Centro storico e Bari Vecchia
Poster art, Sten&Lex,
Rizek e i silos del porto
Lediesis · Hogre · Merio · Geometric Bang · Zed1 · PAO · Sten&Lex · Rizek · Maupal · Guido van Helten
Il centro di Bari e la città vecchia non sono il posto in cui cercare i grandi murali. Sono il posto in cui cercare tutto il resto: poster, stencil, sticker, serrande, angoli. Se camminate senza fretta per i vicoli di Bari Vecchia con gli occhi aperti, trovate una densità di interventi che non ti aspetti in una città del Sud.
Il collettivo Lediesis, Hogre e soprattutto Merio hanno tappezzato i muri di questa zona negli ultimi anni. Merio in particolare ha fatto una cosa che mi piace molto: non un intervento, non dieci, ma centinaia. Più di 500 sticker e decine di poster distribuiti per tutta la città vecchia, fino al punto in cui il suo stile è diventato parte del paesaggio urbano. Lo riconoscete subito.
C’è anche un posto che non ti aspetti di trovare in questa lista: ODE, Officina degli Esordi, in via Crispi 5. È uno spazio di laboratorio urbano, non una galleria, non un museo. Dentro però, all’ingresso principale, c’è un grande muro di Geometric Bang realizzato nel 2017: un giardino fantastico, una selva che si apre sul vuoto. Lo spazio è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18, basta entrare. Vale la sosta, anche solo per cinque minuti.
In Corso Vittorio Emanuele si trova uno dei muri più interessanti del centro: Sten&Lex hanno lavorato su una facciata di un edificio in una delle vie principali della città. Il muro è così integrato nell’architettura circostante che molti passanti non lo riconoscono come opera d’arte. Il bianco e nero astratto del duo italiano funziona benissimo nel contesto barese, che non è una città abituata all’eccesso visivo.
Sulla facciata esterna del GVM Santa Maria Hospital, in via Antonio de Ferrariis 22, c’è un muro di Zed1. Un ospedale non è il contesto in cui ti aspetti di trovare street art di qualità, eppure funziona: Zed1 ha uno stile narrativo e visionario che su quella facciata ha senso, anche senza sapere come è nata la commissione.
In Piazza Diaz, con vista sul mare, c’è il San Nicola di Maupal: titolo “East-West”, il santo è raffigurato come ponte tra oriente e occidente. Non sono un fan del muralismo didascalico, ma questa funziona: il contesto geografico di Bari, città affacciata sull’Adriatico, rende il senso del titolo concreto, non retorico. Sui muri dell’impianto vicino ci sono altre opere astratte e qualche poster.
In Piazza Garibaldi, PAO ha lasciato il suo omaggio ai mattoncini LEGO nel 2019. È stato deturpato più volte, restaurato più volte. Non so come si presenti oggi: ogni volta che ci passo cambia un po’. Vale comunque una sosta, anche solo per vedere in che stato si trova.
Un nome su cui voglio fermarmi è Rizek, che è anche un amico. Rizek è un artista pugliese con una presenza capillare in tutta la città: lo trovate sia in zona San Paolo che in centro. Il suo stile è riconoscibile e ha una qualità che regge il confronto con i nomi internazionali. Se cercate un artista barese da seguire, è lui.
Prima di passare ai sottovie vale la pena citare un’opera che non rientra in nessuna zona specifica ma che è probabilmente la più grande di tutta Bari: i silos granari del porto, dipinti da Guido van Helten. Sedici silos da 32 metri d’altezza ciascuno, completati nel 2024 dopo oltre un anno di lavoro. Van Helten è australiano e prima di dipingere ha girato mesi tra Bari, Durazzo, Patrasso e Myra in Turchia, per capire la storia di San Nicola e delle persone che vivono su questo tratto di Adriatico. Il risultato è fotorealistico, monumentale, e si vede da lontano. È visibile dal porto e dal lungomare: non richiede un itinerario specifico, basta avvicinarsi alla zona portuale. Vale una deviazione anche solo per capire cosa succede quando un artista di questo livello si prende il tempo di fare ricerca vera sul posto.
Video · Centro storico, Caserma Rossani e non solo
In questo video giro il centro storico di Bari, la Caserma Rossani e alcune delle opere principali fuori dal quartiere San Paolo. La descrizione del video contiene i riferimenti precisi ai singoli muri.
Da sapere per questa zona
- Bari Vecchia e centroNon ha senso mappare tutto: poster, sticker e piccoli interventi si trovano solo camminando senza meta con gli occhi alzati. Perdersi è il metodo
- ODE Officina degli EsordiVia Crispi 5. Muro di Geometric Bang all’ingresso principale. Aperto lun-ven 9-18, basta entrare
- Zed1GVM Santa Maria Hospital, via Antonio de Ferrariis 22. Facciata esterna, visibile dalla strada
- Sten&LexCorso Vittorio Emanuele: cercate la facciata in bianco e nero astratto. Il muro è talmente integrato nell’edificio che molti non lo vedono nemmeno
- MaupalPiazza Diaz, sui muri dell’impianto AGP. Vista sul mare inclusa
- RizekPresenza capillare tra centro e San Paolo. Tenete gli occhi aperti: è uno degli artisti pugliesi più attivi della scena attuale
- Silos del porto (Guido van Helten)Visibili dal porto e dal lungomare: 16 silos da 32 metri, completati nel 2024. Non richiedono un itinerario specifico, basta avvicinarsi alla zona portuale
Zona 02 · I sottovie
Ozmo, Morricone
e Pasolini
Ozmo · ReTake Bari · FNKey · Sottovia Quintino Sella · Sottopasso Duca degli Abruzzi
Bari ha due sottovie che valgono la visita, e sono molto diversi tra loro. Il primo è il Sottovia Quintino Sella, raggiungibile con la metropolitana. È lungo, è basso, e su entrambi i lati racconta due stagioni diverse della street art barese.
Da una parte ci sono le tre gigantesche figure di Ozmo dedicate a San Nicola: sono del 2013, e si vede. Non nel senso che siano degradate, ma nel senso che hanno quella patina che le opere di quel periodo accumulano, una sorta di stanchezza dignitosa. Ozmo è una figura storica della street art italiana, e questo rimane comunque un punto di riferimento. Dall’altra parte c’è il muro dedicato a Ennio Morricone, realizzato dai volontari dell’associazione ReTake Bari: colori fortissimi, molto più recente, molto più luminoso. Il confronto tra i due lati è involontario ma funziona benissimo.
Il secondo sottopasso è il Sottopasso Duca degli Abruzzi, a pochi passi dalla stazione centrale. Qui ReTake ha organizzato un murale dedicato a Pasolini, firmato da FNKey. Non sono stato nel sottopasso Duca degli Abruzzi nella mia ultima visita del 2026, ma il murale era ancora segnalato come visibile. Se ci passate, ditemi com’è.
Da sapere per questa zona
- Sottovia Quintino SellaRaggiungibile con la metropolitana di Bari. Il sottopasso è lungo: percorretelo tutto su entrambi i lati per non perdere niente
- Ozmo (2013)Le figure di San Nicola sono consumate ma ancora leggibili. Per chi conosce la storia della street art italiana, è un documento importante
- Sottopasso Duca degli AbruzziVicino alla stazione centrale, murale Pasolini di FNKey. Comodo da abbinare all’arrivo o alla partenza in treno
Zona 03 · Ex Caserma Rossani
Sam3, Elias Tano
e il Ca.Co.Fest
Writing · Muralismo politico · Occupazione · Ca.Co.Fest
LL’ex Caserma Rossani è uno di quei posti che sta cambiando velocemente, e quando ci sono tornato nel 2026 ho visto quanto sia già cambiata. Il parco è stato inaugurato nel marzo 2022: trenta mila metri quadri restituiti alla città dopo quasi trent’anni di abbandono. Quando ci vai oggi trovi skater, lettori, mercatini. Ma all’interno del compendio i cantieri sono attivi: l’Accademia delle Belle Arti sta prendendo forma in tre degli edifici storici, il parcheggio interrato è in costruzione, e a febbraio 2026 è stato aperto il primo varco carrabile da via Giulio Petroni. È un posto in trasformazione reale, non più solo annunciata.
All’esterno, sui muri che danno sulla strada, si trovano alcune delle opere più interessanti di tutta Bari. Sam3, artista spagnolo con una carriera internazionale e radici nel writing degli anni Novanta, ha lasciato qui un muro che vale il giro. Vicino c’è l’opera di Elias Tano, artista delle Canarie, che parla di anticapitalismo, migrazioni e femminismo in un linguaggio visivo molto diretto. Non è arte decorativa: è un murale con un punto di vista preciso, e si sente.
La Rossani ospita ogni anno il Ca.Co.Fest, festival dell’illustrazione indipendente con artisti internazionali. Se siete in città durante il festival, vale una visita: il contesto dell’occupazione dà all’evento una qualità che i festival in spazi istituzionali non riescono a replicare. Se la porta è aperta, entrate: le opere all’interno sono un’altra storia rispetto a quelle esterne.
Finché la Rossani rimane in piedi, è una tappa necessaria. Quando la demoliranno o la trasformeranno, sparirà con lei anche una parte della memoria della street art barese. Andate prima che succeda.
Da sapere per questa zona
- Stato attuale (2026)Ancora in piedi, ma i lavori di riqualificazione sono in corso da anni. Andate prima che cambi tutto
- AccessoI muri esterni sono sempre visibili dalla strada. Se la porta è aperta durante il Ca.Co.Fest, entrate: le opere interne sono un altro livello
- Ca.Co.FestFestival dell’illustrazione indipendente, si tiene ogni anno nell’area. Controllate le date sui loro canali social prima di partire
Zona 04 · Zone decentrate
Blu, Ericailcane
e Bartocci
Via Fanelli · Scuola Primaria San Pasquale · Hacktion (archivio storico)
In via Fanelli, in una posizione che non è facile da raggiungere e richiede un po’ di impegno, si trova quello che considero il muro più importante di tutta Bari. Sul fronte dell’ex Liceo Socrate, edificio che è stato occupato e poi trasformato in struttura per rifugiati, c’è un’opera a quattro mani di Blu e Ericailcane. L’ho vista nel 2026: è ancora integra. Tenetelo presente perché in questo tipo di contesti le condizioni possono cambiare velocemente.
Non è un muro facile. Non è in una posizione centrale, non è su un edificio con una funzione ovvia, e il quartiere intorno non è quello che ci si aspetta per una tappa turistica. Ma è esattamente il tipo di opera per cui vale organizzare una deviazione: Blu e Ericailcane che lavorano insieme su larga scala si trovano in pochi posti in Italia, e questo è uno di quei posti.
In via Tauro Giacomo, sulle due facciate della Scuola Primaria Statale del quartiere San Pasquale, si trovano due opere di Giorgio Bartocci, titolo “BodyMuralism”. Sono forse le opere più difficili da raggiungere di questa guida. Se avete poco tempo, lasciatele perdere. Se avete tempo e conoscete Bartocci e il suo stile corporeo e visionario, vale il giro.
In via Ulpiani, vicino al Politecnico, si trovano i resti dell’Hacktion, il festival che negli anni Duemila ha dato il via alla storia recente della street art barese. Nel 2026 quei muri sono praticamente andati: opacizzati, crossati, coperti di grigio. Ci passo ancora ogni tanto, ma non per vedere le opere. Ci passo per ricordare che anche le cose che sembrano importanti possono sparire, e che documentare ha un valore che si capisce solo dopo. Non vi suggerisco di andarci apposta: se siete nei dintorni, una sosta veloce. Niente di più.
Da sapere per questa zona
- Blu + Ericailcane (via Fanelli)Ex Liceo Socrate. Non è facile da raggiungere, richiede un’auto o un percorso dedicato. Ma è il muro più importante di Bari: organizzatevi di conseguenza. Ancora integro nel 2026
- Bartocci (via Tauro Giacomo)Scuola Primaria Statale del quartiere San Pasquale. Solo se avete tempo in più e conoscete l’artista: non è una tappa prioritaria per chi viene per la prima volta
- Hacktion (via Ulpiani)I muri del festival storico sono quasi completamente andati nel 2026. Non vale un viaggio apposta: curiosità storica, niente di più
Zona 05 · Quartiere San Paolo
QM San Paolo
e SanPArt
C215 · Hogre · James Reka · Rizek · Vesod · Cheone · Zoer · e altri 14 artisti
Il quartiere San Paolo è il motivo principale per cui Bari è finita su questa guida. Non perché fosse già interessante, ma perché è diventata qualcosa di diverso nel giro di tre anni. È a circa trenta minuti di metropolitana o treno dal centro, stazione Cittadella: già appena usciti dalla stazione, sui muri della ferrovia, si vedono vecchi writing opacizzati dal sole che sono lì da chissà quanto.
Il San Paolo è un quartiere di edilizia popolare. Ho passato estati da bambino in posti simili in Salento, e quando ci ho messo piede per la prima volta ho capito subito il tipo di posto. Non è pericoloso, ma è periferia vera: distanza dal centro, case popolari, una vita che non ha niente a che fare con il Bari che si racconta ai turisti. Ed è esattamente per questo che i due progetti che ci hanno lavorato hanno un senso che va oltre la riqualificazione estetica.
Il primo è QM Quartiere Museo San Paolo, inaugurato nel 2021: dieci murali su dieci facciate delle palazzine ARCA Puglia, con cinque artisti pugliesi (RIZEK, SKOLP, CHEKOS, AWER, DAVIDE DPA) e cinque internazionali (Hogre, Manu Invisible, C215, James Reka, David Pompili). La selezione è buona: Hogre porta il suo politico e grezzo, C215 porta i ritratti stencil che lo hanno reso famoso, James Reka porta quel surreale australiano che non sembra mai fuori posto. La zona di riferimento è via Saverio Altamura e dintorni.
Nel 2024 è arrivato il secondo: SanPArt, undici murali su undici facciate, altri artisti internazionali. Tra i nomi ci sono Vesod (Torino, ha dipinto il rosone posteriore della Cattedrale di San Sabino: il murale riprende il gioco di luci che ogni 21 giugno, al solstizio d’estate, proietta il rosone reale sul pavimento della cattedrale), Zoer (Francia), Cheone, Spider Tag (Spagna), Thiago Mazza (Brasile), Iota (Belgio), Slim Safont. I muri partono da via Cifariello e si distribuiscono tra via Giacomo Pugliese, via Andrea Miglionico, via delle Regioni, via Ludwig van Beethoven. La logica narrativa di SanPArt parte dalla toponomastica: ogni artista si è ispirato al personaggio a cui è intitolata la strada. È un’idea semplice che funziona, perché ancòra il murale al luogo invece di renderlo intercambiabile.
In totale, tra QM e SanPArt, ci sono oltre venti facciate dipinte distribuite nel quartiere. Ci sono tornato nel 2026 per un progetto editoriale sul San Paolo: uscirà un libro con interventi miei all’interno, ma non ho ancora i dettagli da condividere. Appena li avrò, lo annuncio sui miei canali. Nel frattempo, se volete prepararvi la visita, il video qui sotto è il punto di partenza migliore.
Video · Quartiere San Paolo: QM e SanPArt
Giro completo del quartiere San Paolo con tutti i murali dei due progetti. Il video mostra la scala delle facciate e il contesto del quartiere meglio di qualsiasi descrizione scritta.
Da sapere per questa zona
- Come arrivareMetro o treno dalla stazione centrale, scendere a Cittadella. Circa 30 minuti dal centro
- QM San Paolo (2021)10 murali intorno a via Saverio Altamura: C215, Hogre, James Reka tra i nomi principali. Zona ben percorribile a piedi
- SanPArt (2024)11 murali distribuiti tra via Cifariello, via delle Regioni, via Giacomo Pugliese e dintorni. Portatevi la mappa del progetto: le facciate sono su strade diverse
- Tempo necessarioMinimo 2-3 ore per vedere tutto con calma. Pianificate un pomeriggio intero e tornate in centro per cena
I progetti del San Paolo
Due fasi, venti facciate,
un quartiere trasformato
2021 · 10 murali · Attivo
QM Quartiere Museo San Paolo
Progetto a cura di Mecenate 90, finanziato dalla Regione Puglia. 5 artisti pugliesi (Rizek, Skolp, Chekos, Awer, Davide DPA) e 5 internazionali (C215, Hogre, James Reka, Manu Invisible, David Pompili). Zone intorno a via Saverio Altamura.
2024 · 11 murali · Completato
SanPArt
Progetto promosso da Doc Creativity, vincitore del bando Arte Urbana del Comune di Bari. 11 artisti da 7 paesi: Vesod, Zoer, Cheone, Spider Tag, Thiago Mazza, Iota, Dimitri Taxis tra gli altri. Narrazioni visive legate alla toponomastica del quartiere.
In corso · 2026
Il libro sul San Paolo
Sono tornato al San Paolo nel 2026 per contribuire a un libro sul quartiere e i suoi murali. Ci saranno interventi miei all’interno. Non ho ancora tutti i dettagli: li condivido appena li ho sulla newsletter e sui social.
Bari non è una città che si racconta facilmente. È grande, è dispersiva, ha zone che sembrano non avere niente a che fare con le altre. Ma è anche una delle poche città italiane in cui sento che la street art ha una storia reale, non solo una presenza: dall’Hacktion al San Paolo, ci sono stati momenti in cui qualcuno ha creduto in quello che stava facendo, non solo per eseguire un progetto finanziato.
Il San Paolo è la cosa più interessante in questo momento: non per i singoli murali, che pure ci sono, ma per quello che rappresenta come tentativo di usare l’arte per cambiare la percezione di un posto. Se sta funzionando, lo si capisce parlandoci dentro, non guardando le facciate. Ci sono tornato nel 2026 e la sensazione è che qualcosa si stia muovendo, anche se lentamente. Bari è una città che vale la pazienza
Questa guida nasce da visite in anni diversi, incluso un ritorno nel 2026 per il progetto sul San Paolo. Alcune informazioni sul centro storico vengono da visite precedenti: se trovate muri spariti o cambiati, scrivetemi. La situazione della Caserma Rossani in particolare è in evoluzione: verificate prima di organizzare una visita specifica.
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In mappa trovate i punti principali: i sottovie, la Caserma Rossani, Via Fanelli e i due estremi del quartiere San Paolo. Per San Paolo la cosa migliore è camminare: i murali si distribuiscono tra le palazzine e non c’è un percorso unico. Se volete farlo in modo sistematico, aspettate il libro in uscita che conterrà un itinerario dettagliato con tutti i muri.
Per il centro storico e Bari Vecchia non ha senso mappare tutto: la poster art, gli sticker e i piccoli interventi si trovano solo camminando senza meta. Mettere un pin su ogni poster sarebbe inutile, e toglierebbe il senso della ricerca.
