STREET ART A BOLOGNA
Ogni volta che torno a Bologna per cercare muri mi rendo conto che la città si è già mossa. Qualcosa è sparito, qualcosa è nato. Non è una metafora: è letteralmente quello che succede. Un muro che c’era l’anno scorso potrebbe non esserci più, e in un posto che non ti aspetti è comparso qualcosa di nuovo. Questa guida prova a tenere il passo.
Info rapide prima di partire
Tempo minimo
1 giornata intera
Come muoversi
Bici o a piedi per il centro, auto per Interporto
Periodo migliore
Primavera e autunno
Livello
Tutti, ma chi conosce il writing troverà più strati
Cosa aspettarsi
Muri che cambiano. Torna tra un anno e non trovi le stesse cose
Indice della guida
Bologna è una di quelle città in cui capisci subito che l’arte urbana non è decorazione: è parte di come la città ragiona su se stessa. Non è una cosa che è capitata per caso: c’è una storia lunga, fatta di festival, di quartieri che si sono lasciati attraversare da questa roba, di persone che ci hanno creduto quando era tutto molto più underground di adesso.
Questa guida non è un elenco di muri da spuntare. È un modo per orientarsi in una città che ha ancora tanto da dire, sia a chi viene per la prima volta e non sa da dove cominciare, e a chi già conosce il Pratello e vuole capire cosa è successo nel frattempo in periferia.
Ho girato Bologna in più riprese, anni diversi. Le cose cambiano. Quello che non cambia è che vale sempre la pena andarci. Perdersi è parte del metodo.
Zona 01 · Centro storico
Pratello, Zamboni
e i portici
Poster art · Sticker · Writing politico · Saracinesche d’autore
Il centro di Bologna è il posto dove capisci che la street art qui non ha mai avuto bisogno di spazi dedicati: ha preso quello che c’era. I portici, le saracinesche, i muri dei centri sociali. Non è organizzato, non c’è un percorso ufficiale, e secondo me è proprio per questo che funziona.
Via del Pratello è il posto da cui partire. Circa 600 metri in cui le saracinesche dei locali sono diventate tele: Bisser, About Ponny, Alice, Ericailcane, MP5, Psiko, Guerrilla SPAM. Un consiglio pratico e controcorrente: andate la mattina presto, quando i negozi sono ancora chiusi e le saracinesche abbassate. È lì che si vede tutto. Nel pomeriggio metà delle opere sparisce sotto le serrande alzate. In fondo alla via c’è un’opera recente di Ericailcane che vale da sola il giro.
Video · Centro storico
In questo video giro via del Chiù, i muri BLQ di via Martelli, via Orfeo con i pezzi di Nemo’s e Bisser all’ex caserma Labas, e via Pratello.
Via Orfeo, all’ex caserma Labas, ha una concentrazione di muri che non ti aspetti. Quello di Bisser e quello gigantesco di Nemo sono tra i migliori che ho visto in città, non nel senso tecnico, ma nel senso che ti fermano davvero. Vale la camminata anche se stai facendo tutt’altro.
Via Zamboni e la zona universitaria sono più caotiche, meno curate: ma è proprio lì che il writing spontaneo è ancora vivo. Tag, paste-up, sticker. Non è il posto per chi cerca opere monumentali, è il posto per chi vuole capire come respira la scena underground di questa città.
Via del Guasto è stata chiusa ed è in corso di riqualificazione: se avete letto guide più vecchie che la citano, al momento non è accessibile.




Da sapere per questa zona
- Orario migliorePrima delle 10: le saracinesche sono abbassate, le opere visibili
- Non perdereEricailcane a fine via Pratello · Nemo in via Orfeo · Dado & Mambo in via Milazzo (sede CISL)
- 2026CHEAP Festival ha tappezzato via Indipendenza e via San Giuseppe con le nuove affissioni del tema “Conflitto e Cura”. Controllate i loro social per sapere dove sono ancora attaccati
- A piedi da quiTutto raggiungibile in 30-40 minuti di camminata
Il Navile è il quartiere che cambia più velocemente. Quando ci sono andato la prima volta era già interessante. Adesso è diventato un distretto vero. Non nel senso turistico della parola, nel senso che qui le cose succedono ancora, non solo vengono conservate.
Iniziate da via Fioravanti, sulla parete del parcheggio multipiano: il muro di DAIM è uno di quei pezzi di 3D lettering che non ti aspetti di trovare in una città italiana. È grande, è preciso, e regge il confronto con quello che si trova nelle capitali europee del writing. Poco più avanti, in via Colonna, ci sono i muri di Eron e DOES: stili opposti, entrambi al loro meglio.




In via Yuri Gagarin, nel quartiere Lame, ci sono altri tre muri spesso ignorati dalle guide JOYS, Deco Rabiscando, Rusty. Non sono i più famosi ma sono tra quelli che preferisco: si sente che quella zona non è stata costruita per chi viene da fuori a fare foto.
Corticella, Zona NG 6.16 è dove andare a perdersi. Navile-Gorki 6-16 è il nome tecnico di un distretto di rigenerazione urbana che negli anni ha accumulato uno strato su strato di opere. Cheko, Solo&Diamond, Bartocci, Guerrilla SPAM, Andrea Casciu. Nel mezzo cose che non troverete mai citate da nessuna parte, fatte da chi vive e lavora in quella zona. Nel 2026 continuano ad aggiungersi pezzi nuovi. È il tipo di posto in cui tornare ogni volta che siete a Bologna.
Video · Navile, Lame e Corticella
Ho girato il Navile, il quartiere Lame e Corticella a piedi. Si capisce la scala dei muri e la distanza tra le zone: utile prima di decidere come organizzare la giornata.
Da sapere per questa zona
- Come muoversiBolognina è raggiungibile a piedi dalla stazione in 15 minuti. Per Corticella conviene bici o bus
- Non perdereDAIM in via Fioravanti · Zona NG 6.16 a Corticella, lasciatevi il tempo per girarla tutta
- SottovalutatoI muri di via Yuri Gagarin nel quartiere Lame: quasi nessuna guida li cita
- TempoMezza giornata se volete fare Bolognina, Lame e Corticella con calma
Zona 03 · Quartiere San Donato
Via del Lavoro
e Ponte Stalingrado
Abstract Urban Art · Hall of Fame · Frontier
San Donato è il quartiere che mi ha convinto che Bologna non stesse solo subendo la street art come fenomeno di moda, ma stesse scegliendo di farne parte. I muri di via del Lavoro nascono dal progetto Frontier. Più di dieci anni fa, quando portare writer internazionali in periferia era ancora una scommessa. Reggono ancora benissimo: Dado e Etnik ai civici 1 e 3, Honet al 18. Stili diversi, tutti e tre a un livello che non trovate spesso.
Prima di arrivare alla via, fate una deviazione al VAG61 in via Paolo Fabbri 110: l’edificio è dipinto quasi interamente da Ericailcane. Non è un’opera singola, è un’esperienza: uno di quei posti in cui capisci perché questo artista è considerato tra i più importanti della scena italiana.



In via Giovanni Spadolini 3 c’è una coppia pazzesca: Phase2 e Dado. Phase2 è uno dei pionieri del writing internazionale. Vedere un suo muro a Bologna, in un quartiere periferico, senza nessuna targa o spiegazione, è una di quelle cose che ti fanno capire perché vale la pena girare fuori dai circuiti.
Il Ponte Stalingrado è diverso da tutto il resto: non è curato, non è un progetto, è una hall of fame che esiste per inerzia e abitudine. I muri cambiano continuamente. Quando ci sono passato ho visto un pezzo di Cake$ Stencil che valeva da solo il giro. Potrebbe non esserci più. È esattamente questo il punto.
Video · San Donato
Giro al Ponte Stalingrado, quartiere San Donato, il muro di Ericailcane al Mercato Sonato e piazza Spadolini con il pezzo di Phase2.
Da sapere per questa zona
- Non perderePhase2 + Dado in via Spadolini 3 · VAG61 con Ericailcane in via Paolo Fabbri 110
- Hall of FameVia Emilio Zago · Via Vezza intorno al civico 22 · Via del Chiù, oltre 200 metri di muri che cambiano ogni settimana
- Da sapereIl Ponte Stalingrado ha ricambio velocissimo: quello che vedete oggi potrebbe non esserci la prossima volta. Non è un difetto, è il punto.
- Come arrivareIn bici da centro, circa 20 minuti · in bus linee che passano per via Emilio Zago
Zona 04 · Ex scalo ferroviario Ravone
DumBO
Graffiti Futurism · Livepainting · Spazio urbano rigenerato
DumBO è uno di quegli spazi che non riesci a spiegare bene finché non ci entri. È un ex scalo ferroviario diventato un ecosistema: mostre, eventi, livepainting, e circa 1000 metri quadri di superfici dipinte che continuano ad aggiornarsi. Il muro del Collettivo FX è quello che tutti fotografano, e si capisce perché: è enorme, tecnicamente impressionante, e funziona anche a distanza ravvicinata.
Ci sono tornato nel 2024 nonostante il tempaccio perché volevo vedere i nuovi muri nati intorno alla mostra FRONTIERA40, una delle più importanti dedicate al writing degli ultimi anni (In via del Chiù). Vale la pena passarci del tempo, non solo guardare e andare via.
Video · DumBO e quartiere Porto
Ho girato il DumBO e il quartiere Porto: due zone che raccontano come l’arte urbana stia trasformando gli spazi industriali e portuali di Bologna.
Da sapere per questa zona
- Non perdereMuro del Collettivo FX · Le nuove superfici aggiunte nel 2024-2025
- ConsiglioControllate il calendario eventi del DumBO prima di andarci: spesso ci sono livepainting o aperture speciali
- Come arrivareVia Casarini, raggiungibile a piedi o in bici dal centro in circa 15 minuti
Zona 05 · Bentivoglio · Fuori città
Interporto:
l’opera più grande
d’Italia
Urban Art su scala industriale · 22 opere · Serve l’auto
Se pensavate che la street art bolognese finisse ai viali di circonvallazione, dovete ricredervi. Il polo logistico di Prologis all’Interporto di Bologna, a Bentivoglio, è diventato uno dei posti più interessanti d’Italia per chi segue l’arte urbana. Lo dico sapendo che sembra assurdo riferirlo a un parco logistico.
Il fulcro è “Panorama Vibrante” di JOYS: 2000 metri quadri sulla facciata di un edificio, la più grande opera di urban art mai realizzata in Italia. Non è una cifra di marketing: è semplicemente enorme, e la scala cambia il modo in cui la guardi. Insieme a lui ci sono Moneyless, Etnik, Zed1, Rame13: 22 opere in totale, curate da Enrico Sironi (HEMO).
Ogni opera ha un QR code che rimanda a un’audioguida con il making of e le parole dell’artista. Non è obbligatorio usarla, ma per certi pezzi aggiunge un livello di lettura che altrimenti perdereste.
Da sapere per questa zona
- Come arrivareVia Santa Maria in Duno, Area Produttiva Interporto, Bentivoglio (BO): serve l’auto, circa 20 minuti da Bologna centro
- AccessoAperto 365 giorni, 24 ore su 24, ma di giorno si vede meglio
- ConsiglioCombinatelo con una mezza giornata al DumBO: sono due facce della stessa tendenza, arte urbana che conquista lo spazio industriale
- Per chi conosce gli artistiJOYS, Moneyless ed Etnik qui lavorano in formato che non hanno praticamente mai raggiunto altrove in Italia
Festival e Progetti
Dal 2013 · Attivo
CHEAP Festival
Il festival di poster art più importante d’Italia, fondato da 6 donne. Nel 2026 il tema è “Conflitto e Cura”: una call aperta che ha portato affissioni in tutta la città. Le opere cambiano posizione nel tempo: seguite i loro social per sapere cosa è ancora in strada.
Dal 2012 · Muri ancora visibili
Frontier
Il progetto che ha cambiato la storia della street art bolognese. 13 muri commissionati a writer internazionali in quartieri periferici. I muri sono ancora visibili in via del Lavoro, via Colonna, largo Caduti del Lavoro. Nel 2026 si ragiona sulla loro conservazione museale.
Dal 2021 · In corso
URBANA / DumBO
Il festival che ha fatto conoscere al pubblico bolognese l’ex scalo Ravone. Artisti come Bartocci, Corn79, Zamoc nelle prime edizioni. Il DumBO oggi continua a essere il laboratorio principale della città. Non un museo, un posto dove le cose cambiano ancora.
Block Culture · Periferia
Block The Wall / BLQ
Il progetto dell’Associazione Culturale BLQ ha portato arte urbana nelle palazzine ACER di via Martelli (civici 11-16): Tawa, Mambo, Dado, Pazo, Lokiss. Spesso ignorato dalle guide, è uno dei pochi progetti in cui l’arte è andata nei quartieri invece di aspettare che i quartieri venissero a lei.




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Bologna non è la città della street art perché ha più muri delle altre: è la città della street art perché qui il rapporto tra chi fa i muri e chi ci vive non si è mai interrotto del tutto. È ancora una conversazione, anche quando è rumorosa o scomoda.
Quello che mi ha sempre colpito di più, girando questi quartieri, non sono le opere più famose ma quello che c’è intorno: il fatto che molte di queste cose esistono in posti dove non ci va nessuno per il turismo, in strade che non hanno niente di pittoresco. Questo è il motivo per cui Bologna continua a essere un punto di riferimento per chiunque segua seriamente questa roba. Non per quello che ha fatto in passato, ma per quello che continua a fare.
Questa guida nasce da più visite in anni diversi: non è un aggiornamento fatto a distanza. Alcune cose cambiano più velocemente di quanto riesca ad aggiornare. Se trovate qualcosa di diverso da quello che descrivo, scrivetemi. Fa parte del gioco con una forma d’arte che per definizione non dura per sempre.
