STREET ART A BRESCIA
Brescia non è una città che mette in vetrina la sua street art. Devi andarla a cercare nei quartieri periferici, con la pazienza di chi sa che i muri più interessanti non sono quasi mai vicino al centro. Otto edizioni di un festival, un progetto europeo con Bergamo e un museo nato dentro un deposito della metropolitana: questa guida racconta quello che ho visto di persona e quello che è successo dopo la mia ultima visita.
Info rapide prima di partire
Tempo minimo
Una giornata intera, due se volete includere il MUM
Come muoversi
Metropolitana per Sanpolino, auto o bici per gli altri quartieri: sono distanti tra loro
Periodo migliore
Tutto l’anno: il LINK Festival non fa più edizioni dal 2023/2024
Livello
Tutti, ma la distanza tra i quartieri richiede organizzazione
Risorsa utile
arteinmetro.it per la mappa del MUM e delle stazioni della metro
Indice della guida
La street art a Brescia ha un solo, grande difetto: è sparsa in quartieri lontanissimi tra loro. Non è una passeggiata da fare in un pomeriggio, è un itinerario che va organizzato con calma, spostandosi tra la periferia nord e quella sud della città. Dall’altra parte, è proprio questa distanza che rende la scena bresciana diversa da altre: qui l’arte urbana è stata usata deliberatamente come strumento per riqualificare e dare visibilità ai quartieri periferici, non per decorare il centro storico.
Per otto edizioni, dal 2016 al 2023/2024, il LINK Urban Art Festival organizzato dall’associazione True Quality ha portato più di sessanta artisti internazionali a lavorare su Sanpolino, Villaggio Violino, San Bartolomeo e Lamarmora. Il festival si è concluso, ma i muri sono rimasti, e nel 2023, con BGBS2023 (Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura), la città ha ricevuto un’ulteriore spinta con nuovi interventi e un progetto di realtà aumentata chiamato MAUA.
Nel frattempo è nato anche il MUM, un museo a cielo aperto dentro il deposito della metropolitana: la cosa più recente e meno raccontata online, che non ho ancora visitato di persona ma che merita un capitolo a parte.
Il writing
Yellow Jam:
il muro dei writer
Yellow Fat Crew · Roncadelle · Writing internazionale
Se cercate writing puro, quello fatto di lettere e stile e non di murales figurativi, il posto giusto non è in uno dei quartieri del LINK Festival ma qui: il muro storico legato al raduno Yellow Jam, organizzato dalla Yellow Fat Crew a Roncadelle. Ogni edizione ha portato writer da tutta Europa a dipingere lungo la controstrada industriale, ed è per questo che secondo me è ancora oggi il posto migliore per vedere il writing a Brescia: cambia spesso, è denso, e non è mai stato pensato per i turisti.
Il video che ho girato parte proprio da qui, e copre tutto l’itinerario che racconto in questa guida: dal writing di Yellow Jam ai murales figurativi dei quartieri periferici.
Video · Street art a Brescia, il tour completo
In questo video ho girato tutti i quartieri di cui parlo in questa guida: da Yellow Jam a Sanpolino, dal Villaggio Violino a San Bartolomeo. Se volete farvi un’idea prima di partire, è il punto giusto da cui cominciare.
Da sapere per questa zona
- DoveCercate la controstrada industriale di Roncadelle, non il centro del paese
- Perché andarciÈ il punto migliore della zona per vedere writing puro, non murales figurativi
- Cambia spessoNon aspettatevi di trovare esattamente quello che vedete nel video: qui il ricambio è la norma
Dove tutto è iniziato
Sanpolino:
il cuore del LINK
27 artisti · 26 piloni · Quasi un chilometro di galleria a cielo aperto
Le prime tre edizioni del LINK Urban Art Festival si sono svolte tutte qui, intorno alla stazione della metropolitana di Sanpolino. Ventisette artisti hanno decorato ventisei piloni strutturali del viadotto, trasformando quello che era un elemento puramente funzionale in una galleria a cielo aperto lunga quasi un chilometro. È il progetto che secondo me racconta meglio l’idea di fondo di tutto il festival: prendere un’infrastruttura anonima e restituirla ai quartieri.
Il festival, organizzato dall’associazione True Quality, è nato nel 2016 e si è chiuso con l’ottava edizione tra il 2023 e il 2024: nel complesso ha coinvolto più di sessanta artisti in diverse aree della città. Non ci sono più nuove edizioni in programma, ma dal 2023 ventotto delle opere realizzate durante gli anni del LINK, comprese diverse qui a Sanpolino, sono entrate nel circuito MAUA (Museo di Arte Urbana Aumentata): inquadrandole con l’app gratuita Bepart, i murales si animano in realtà aumentata. Non l’ho ancora provato di persona, ma è un dettaglio che vale la pena sapere prima di andarci.
Oltre ai piloni, la zona comprende la stazione metro di Sanpolino stessa e la ciclabile che la costeggia: tutta l’area vale una visita con calma, a piedi o in bici, senza fretta di passare al quartiere successivo.
Da sapere per questa zona
- Come arrivareMetropolitana di Brescia, fermata Sanpolino: i piloni sono proprio lì, non serve altro mezzo
- Realtà aumentataApp gratuita Bepart per vedere le opere del circuito MAUA animate, comprese diverse qui
- TempoUn’ora buona per vedere tutti i piloni e la ciclabile con calma
Periferia ovest
Villaggio Violino:
Vesod e 108
Vesod · 108 · Camilla Falsini
Al Villaggio Violino il muro che tutti fotografano è “Era” di Vesod, artista figurativo piemontese: due figure femminili che fluttuano dentro quella che sembra la cupola di una cattedrale, con un chiaro riferimento alla Creazione di Adamo di Michelangelo. È dipinto sulla facciata di un palazzo in piazza Don Giovanni Teotti, ed è probabilmente il muro più fotogenico di tutto il festival.
Poco distante c’è l’intervento di 108 (Guido Bisagni): una macchia scura che si espande sulla facciata di un edificio, quasi estranea rispetto all’architettura circostante. È uno stile completamente diverso da quello di Vesod, e proprio per questo il quartiere vale una visita che comprenda entrambi.
A pochi metri da qui, senza spostarsi molto, in via Nona, c’è anche “Mostro Gentile” di Camilla Falsini, sulla parete della scuola primaria Montale: nato da un laboratorio con i bambini della scuola, che con i loro disegni geometrici hanno ispirato il tratto semplice e minimale del murale. La stessa artista aveva già lavorato a Brescia nel 2017, con un intervento su uno dei piloni di Sanpolino durante la prima edizione del LINK.
Da sapere per questa zona
- Vesod e 108Piazza Don Giovanni Teotti, Villaggio Violino
- Mostro GentileVia Nona, scuola primaria Montale, a pochi minuti a piedi dal muro di Vesod
- ConsiglioFateli insieme, sono a due passi l’uno dall’altro: mezz’ora basta per entrambi
Periferia nord
San Bartolomeo:
la vecchina di
Vera Bugatti
Vera Bugatti · Luca Zamoc · Luogo Comune · JOYS · ERICS · NESPOON
San Bartolomeo era un piccolo comune a parte prima di essere annesso a Brescia, e questo si sente ancora camminandoci: è periferia vera, non un quartiere dormitorio senza identità. Il muro che vale il viaggio è “Aut Aut” di Vera Bugatti, in via Abbazia 10: dodici metri per sei, una donna anziana che regge una bilancia con un cuore da un lato e del denaro dall’altro. Nel 2019 è finito nella top 50 dei migliori murales dell’anno secondo la rivista Widewalls, e capisco perché: è uno di quei muri che ti fermano anche se non sai niente di street art.
A pochi metri, sempre nella stessa zona, ci sono altri due muri: “Il Maglio” di Luca Zamoc, ispirato alla lavorazione del ferro, e “Istria” di Luogo Comune, dedicato all’esodo degli istriani scampati alle foibe che dal 1952 si sono stabiliti proprio in questo quartiere. Nel 2022 si sono aggiunti anche i muri di JOYS, ERICS e NESPOON tra San Bartolomeo e viale del Piave: un aggiornamento che il vecchio articolo su questo sito citava solo in parte.
San Bartolomeo, insieme a Villaggio Violino e Lamarmora, è stato uno dei tre quartieri protagonisti della quarta edizione del LINK, quella in cui il festival è passato dai piloni di Sanpolino a intere pareti sparse in città.
Da sapere per questa zona
- Aut AutVia Abbazia 10, San Bartolomeo
- Gli altri muriZamoc, Luogo Comune, JOYS, ERICS e NESPOON sono tutti nel raggio di poche centinaia di metri tra San Bartolomeo e viale del Piave
- TempoMezza giornata se volete vedere tutti i muri della zona con calma
In giro per la città
BGBS2023 e i muri
sparsi in città
Biro · Super Bab · Vera Bugatti · Saddo · Emanuele Poki · Agus Rùcula · NSN997 · Weik
BGBS2023, Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura, ha portato nel 2023 il progetto “Questi siamo noi”: due murales pensati insieme da True Quality e dalla cooperativa Tantemani di Bergamo. A Brescia sono arrivati Biro, che ha dipinto la facciata dell’ITIS Castelli si Via Podgora, e Super Bab, che ha lavorato sulla facciata del Liceo Copernico in via Via Federico Balestrieri. Sono due muri legati a un progetto istituzionale preciso, non al LINK Festival, e infatti si trovano in una zona diversa dagli altri quartieri di cui ho parlato finora.
Sparsi per la città ci sono poi altri lavori che vale la pena conoscere anche se non fanno parte di un unico itinerario. Vera Bugatti, oltre ad Aut Aut, ha firmato “Futura Traditio” in via Cefalonia (con Fabio Maria Fedele) e “Il sogno dell’acqua” al Parco dell’Acqua, in largo Torrelunga: un’anamorfosi che rivela la sua vera composizione solo se osservata da un angolo preciso. Saddo ha dipinto “Strong Women” in via Gheda, dedicato al Brescia Calcio Femminile. Emanuele Poki ha realizzato una scena di predazione tra una donnola e un torcicollo sulle mura del Museo di Scienze Naturali, in via Ozanam, parte del suo progetto itinerante “Systema Naturae”.
L’aggiornamento più recente del LINK Festival che sono riuscito a trovare risale al 2024, ed è diverso da tutto il resto: in via Morosini 67, quartiere Primo Maggio, True Quality ha lavorato insieme alla Cooperativa Manolibera e all’Università di Brescia a un progetto di progettazione partecipata con i residenti. Ne sono nati due murales: Agus Rùcula, artista argentina, ha dipinto oggetti personali degli abitanti come simbolo di storie ed emozioni condivise; NSN997 ha raccolto immagini storiche e moderne del quartiere per raccontarne la comunità. Non li ho ancora visti di persona, ma è un capitolo diverso dal solito: qui il festival ha coinvolto chi ci abita prima ancora di scegliere cosa dipingere.
In via XX Settembre, nel 2021, Weik aveva lasciato la sua firma sulla saracinesca di un magazzino, in occasione di una mostra personale: un volto di Balla, ricorrente nel suo lavoro. L’ultima volta che l’ho visto, il muro era stato sfregiato. Non ho trovato notizie recenti online che confermino se è stato ripristinato o no: se qualcuno passa di lì e vede come sta oggi, scrivetemi.
C’è anche una piastra da pallacanestro dipinta da Sobekcis al Parco Castelli, in via Benedetto Castelli, parte di un progetto legato sempre a BGBS2023. La cito per completezza, ma non la metterei tra le cose che secondo me vale davvero la pena andare a vedere apposta: è un intervento minore rispetto al resto di questa lista.
Da sapere per questa zona
- BiroITIS Castelli, via Antonio Cantore 9, lato via Podgora
- Super BabLiceo Copernico, viale Duca degli Abruzzi 17
- Vera Bugatti sparsaVia Cefalonia 66 (Futura Traditio) e largo Torrelunga 7 (Il sogno dell’acqua)
- Saddo e PokiVia Gheda 18 (Strong Women) e via Ozanam 4 (Museo Scienze Naturali)
- Via MorosiniVia Morosini 67, quartiere Primo Maggio: Agus Rùcula e NSN997, progetto partecipativo del 2024
- Una notaSono punti lontani tra loro: non è un itinerario a piedi, serve l’auto o una bici con buone gambe
La novità
MUM: il museo
nel deposito
della metro
Luca Font · Joys · J. Demsky · Peeta · Aperto da aprile 2025
Questa è la cosa più recente di tutta la guida, e ve lo dico subito con onestà: non l’ho ancora visitata di persona, perché ha aperto dopo la mia ultima volta a Brescia. Il MUM, Metro Urban Museum, è nato ad aprile 2025 dentro il deposito della metropolitana in via Magnolini, ed è il primo museo del genere in Italia: 600 metri quadri di superficie verticale più quattro treni decorati, per un totale di circa duemila metri quadri di arte urbana.
Il progetto era iniziato nel 2023, dentro BGBS2023, con “Connessioni” di Luca Font: 400 metri quadri di murale per i dieci anni della metropolitana bresciana, con un intero treno decorato in coordinato, il primo caso del genere in Italia. Sono seguiti “Yarda” di Joys (murale e treno), “Hypr Metrobot” di J. Demsky e “Explicit Dynamics” di Peeta. Il tutto si affianca a SubBRIXIA, il progetto di arte pubblica già presente nelle stazioni sotterranee della metro, con opere permanenti come “Gothic Minerva” di Patrick Tuttofuoco alla stazione San Faustino e “Mind the Gap” di Nathalie Du Pasquier alla stazione Vittoria.
Il museo è gratuito, ma serve la prenotazione: è pensato soprattutto per gruppi da quindici a cinquanta persone, quindi organizzatevi in anticipo se volete entrare. Il sito ufficiale ha una mappa interattiva con tutte le opere, sia nel deposito che nelle stazioni: è la fonte più aggiornata che ho trovato, meglio di qualsiasi cosa scriva io su un progetto che non ho ancora visto con i miei occhi.
Da sapere su MUM
- DoveVia Magnolini 3, Brescia, vicino alla stazione Sant’Eufemia-Buffalora
- AccessoGratuito, ma su prenotazione: consultate arteinmetro.it per le modalità
- Una notaNon l’ho visitato di persona: quello che scrivo qui viene da fonti esterne, non da esperienza diretta
Festival e progetti
Quello che ha
reso possibile tutto
2016-2024 · Concluso
LINK Urban Art Festival
Otto edizioni, più di sessanta artisti, i quartieri di Sanpolino, Villaggio Violino, San Bartolomeo e Lamarmora. Il festival si è chiuso, ma è la ragione per cui esiste quasi tutto quello che racconto in questa guida.
Dal 2023 · Attivo
MAUA
Opere del LINK Festival animate in realtà aumentata tramite l’app gratuita Bepart. Non serve altro che il telefono per vedere i murales in un modo completamente diverso.
2023 · Concluso
BGBS2023
Il progetto “Questi siamo noi” per Bergamo Brescia Capitale della Cultura ha portato a Brescia i muri di Biro e Super Bab. Un episodio isolato rispetto al LINK, ma altrettanto importante per la città.
Dal 2025 · Attivo
MUM, Arte in Metro
Il museo nel deposito della metropolitana, con opere anche nelle stazioni sotterranee. La cosa più nuova che sta succedendo nella street art bresciana in questo momento.
Brescia non urla la sua street art, la distribuisce. È una scelta che ha un costo, perché nessuno si imbatte per caso in questi muri passeggiando in centro, ma ha anche un senso preciso: portare arte e attenzione dove di solito non ne arriva.
Il LINK Festival si è chiuso, ma quello che ha lasciato non si è fermato: MAUA lo tiene vivo con la realtà aumentata, e il MUM apre un capitolo completamente nuovo dentro un deposito della metropolitana. Continua a essere una città che vale organizzare bene, non da vedere di corsa.
La mia ultima visita a Brescia risale a prima di aprile 2025: non ho quindi visto di persona il MUM né eventuali muri nati dopo quella data. Il murale di Weik in via XX Settembre, l’ultima volta che l’ho visto, era stato sfregiato: non so se sia stato ripristinato. Se trovate qualcosa di diverso da quello che descrivo, scrivetemi.
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