STREET ART A FIRENZE
Firenze è la città dell’arte per antonomasia. Ma c’è un’altra Firenze, fatta di sottopassi scritti dal basso, serrande dipinte da artisti internazionali e quartieri periferici con muri che non trovi su nessuna guida turistica. Questa guida racconta quella Firenze: aggiornata al 2026, per chi vuole andare oltre il Rinascimento.
Info rapide prima di partire
Tempo minimo
1 giornata per il centro, 1 per le periferie
Come muoversi
Tram e bus per le periferie. Il centro si gira a piedi
Periodo migliore
Settembre: coincide con Palazzuolo Strada Aperta
Livello
Tutti per il centro, appassionati per le periferie
Risorsa utile
Street Levels Gallery: via Palazzuolo 74R, ingresso gratuito
Indice della guida
- 01 Centro storico e Oltrarno — Clet, il sottopasso delle Cure e i vicoli
- 02 Via Palazzuolo — Strada Aperta, Street Levels Gallery e Nemo’s
- 03 Social Hub — arte internazionale in un hotel
- 04 Quartiere Isolotto — la Firenze che non ti aspetti
- 05 Quartiere Statuto e Rovezzano — per chi non si accontenta
- 06 Mappa degli spot
Parlare di street art a Firenze mette sempre un po’ in difficoltà. Non perché ce ne sia poca, ma perché il confronto con quello che la circonda è schiacciante: quando cammini tra Palazzo Vecchio e il Duomo, un paste-up su un muro medievale rischia di sembrare un dettaglio. Ma è esattamente lì che la cosa diventa interessante.
Firenze è una delle poche città italiane in cui l’arte urbana convive davvero con il contesto storico senza infastidire. Non perché sia invisibile, ma perché la città ha imparato negli anni ad accoglierla: dal 2016 il regolamento comunale è cambiato, gli spazi liberi sono stati messi a disposizione degli artisti, e sono nati festival e gallerie che hanno portato in città nomi internazionali.
Il risultato è una scena stratificata: da un lato il centro storico con i suoi interventi piccoli e nascosti, dall’altro le periferie con i grandi muri monumentali. Questa guida copre entrambi i livelli.
Zona 01 · Centro storico e Quartiere 2
Centro storico,
Oltrarno e Cure
Clet · Exit Enter · James Vega · Blub · Nian · Il sottopasso delle Cure
Il punto di partenza è Clet Abraham, street artist francese che ha scelto Firenze come base e ci ha aperto uno studio. I suoi cartelli stradali modificati sono disseminati in tutta la città: frecce che diventano figure umane, segnali trasformati in messaggi. Sono piccoli, discreti, e richiedono attenzione per essere trovati. È esattamente il tipo di arte che funziona nel centro storico fiorentino.
Nei vicoli del Quartiere 1 trovate anche Exit Enter, James Vega, Nian, Thauma, Ache77, Blub con le sue figure che leggono libri sott’acqua. Non c’è un percorso fisso: camminate lentamente, guardate in basso e in alto, e soprattutto guardate le saracinesche abbassate dei negozi. È lì che si nasconde la maggior parte delle opere.
In Oltrarno vale la pena cercare Hopnn Yuri, le figure rosse dedicate alla mobilità sostenibile, e Carla Bruttini, una delle poche artiste donne della scena fiorentina, la cui Sciamana dai capelli rossi appare in diversi angoli del quartiere.
Il sottopasso delle Cure è un discorso a parte. È il luogo che racconta meglio di tutti la storia del writing fiorentino: non c’è artista o writer cresciuto a Firenze che non abbia lasciato qualcosa qui. Tag, stencil, paste-up, opere vere e proprie. Il soffitto è pieno quanto le pareti. Nel 2025 il sottopasso è finito sui giornali per una storia diversa: Marco, un senzatetto che lo gestisce come una libreria informale di scambio libri, ha subito due incendi dolosi ai suoi libri, una multa da 5000 euro poi revocata, e una vicenda diventata caso politico in città. Il sottopasso è ancora lì, ancora vivo, ma la sua anima è cambiata rispetto a qualche anno fa.







Da sapere per questa zona
- CletHa uno studio/bottega aperto in città: se siete fortunati lo trovate dentro a lavorare. I suoi cartelli modificati si trovano ovunque nel centro
- Sottopasso delle CureCollega Piazza delle Cure con Via Don Giovanni Minzoni. Andate con calma: il soffitto e le pareti sono tutti da guardare
- ApproccioCamminate senza fretta e senza una meta precisa: il centro si scopre per caso
- Orario miglioreMattina presto: le saracinesche sono abbassate e si vedono le opere dipinte sopra
Video · Via Palazzuolo e Street Levels Gallery
In questo video parlo del progetto Palazzuolo Strada Aperta e della Street Levels Gallery: come funziona il festival, chi sono gli artisti coinvolti e perché è diventato uno degli appuntamenti più importanti della scena fiorentina.
Zona 02 · Quartiere San Paolino
Via Palazzuolo:
Strada Aperta
Street Levels Gallery · Palazzuolo Strada Aperta · Nemo’s · Ache77 · Etnik · Corn79
Via Palazzuolo è diventata in pochi anni uno dei luoghi più interessanti della scena fiorentina. Non per i grandi muri, ma per un’idea semplice e ben eseguita: trasformare le serrande dei negozi del quartiere San Paolino in opere d’arte site-specific. Il progetto si chiama Palazzuolo Strada Aperta, organizzato dall’Associazione A Testa Alta con la curatela artistica di Street Levels Gallery.
La prima edizione è del 2023, la seconda del 2024 con 15 artisti, la terza del 2025 con 19 artisti e un’espansione a vie limitrofe come via San Paolino, via di Santa Lucia, via il Prato e via del Porcellana. Il tema ricorrente di tutte le edizioni è la prossemica: le distanze, lo spazio urbano, le relazioni tra chi lo abita. Artisti come Ache77, Etnik, Corn79, Fabio Petani, Zed1, Mr. Wany, Hogre, Andrea Casciu hanno lasciato le loro opere sulle saracinesche di questo quartiere.
Street Levels Gallery ha sede in via Palazzuolo 74R e ha aperto un secondo spazio in via Melegnano 4R. Ingresso gratuito, orari dal martedì alla domenica. È il punto di riferimento per chiunque voglia capire cosa sta succedendo nella scena fiorentina contemporanea.
Nota importante: vicino via Palazzuolo si trova il Museo del Novecento. Nel 2024, durante la sua residenza d’artista, Nemo’s ha realizzato un muro che ha scatenato una polemica nazionale. L’opera ritraeva Palazzo Vecchio come un registratore di cassa, la Cupola del Brunelleschi come uno spremiagrumi, le case come un salvadanaio: una critica diretta al turismo di massa e alla speculazione immobiliare. Un responsabile della cooperativa che gestiva i lavori ha chiesto che venisse cancellata prima dell’inaugurazione. Lo storico dell’arte Tomaso Montanari ha denunciato pubblicamente la censura, il Comune ha smentito, Nemo’s ha raccontato la sua versione su Artuu Magazine. L’opera alla fine è rimasta, ma la polemica ha detto molto su come Firenze si rapporta con l’arte critica.
Da sapere per questa zona
- Quando andareLe serrande si vedono solo quando i negozi sono chiusi. Mattina presto o giorno di chiusura. Durante il festival di settembre tutto è più accessibile
- Street Levels GalleryVia Palazzuolo 74R, secondo spazio in via Melegnano 4R. Ingresso gratuito, dal martedì alla domenica 10-13 e 15-19
- Palazzuolo Strada ApertaFestival annuale, di solito a settembre. Nel 2025 è durato da giugno a luglio con tour guidati ogni domenica
- Nemo’sIl muro non è visibile al pubblico: si trova nelle residenze d’artista del Museo del Novecento. Vale però conoscere la storia della polemica che ha generato
Il Social Hub di Firenze, conosciuto in precedenza come The Student Hotel, è uno di quei posti che non ti aspetti. Non è una galleria, è un hotel. Ma al suo interno e nel cortile si trovano opere di artisti che in Italia non vedreste altrove.
The London Police, duo britannico noto per i suoi omini stilizzati in bianco e nero, ha lasciato qui alcune delle sue opere italiane più accessibili. D*Face, artista londinese tra i più importanti della scena contemporanea, lavora su volti che esprimono emozioni forti con uno stile vicino al fumetto e alla pop art. Ben Eine, ex writer poi diventato famoso per il suo lettering monumentale, ha dipinto nel cortile interno la scritta “Everybody Should Like Everybody”: puro stile tipografico, grande scala.
Nel cortile e tra le mura dell’hotel trovate anche opere di Blek Le Rat, il precursore dello stencil francese, e di Icy & Sot, duo iraniano noto per le sue opere politicamente impegnate. L’accesso non è sempre libero: verificate prima se è possibile entrare anche senza pernottare.





Da sapere per questa zona
- AccessoVerificate in anticipo se è possibile visitare il cortile senza essere ospiti. La situazione può cambiare
- Non perdereBen Eine nel cortile interno e D*Face: sono le opere più difficili da trovare altrove in Italia
- Come arrivareViale Spartaco Lavagnini: raggiungibile a piedi dal centro in 15 minuti o con il tram
Zona 04 · Quartiere 4
Isolotto:
la Firenze che
non ti aspetti
Jorit · Rosk · Nian · Ache77 · Fabio Petani · Peeta · Korit
Isolotto è il quartiere che più di tutti ti fa capire che esiste una Firenze non rinascimentale. Giardini, strade larghe, palazzi popolari: una città normale, lontana dal centro turistico. Ed è proprio qui che si trovano alcuni dei muri più grandi e importanti di tutta la città.
In via Canova 215 c’è il secondo murale fiorentino di Jorit: il volto di Antonio Gramsci, uno dei muri più grandi della città. Poco distante, al civico 166 della stessa via, c’è il muro che Rosk ha dedicato a Davide Astori, storico capitano della Fiorentina scomparso nel 2018. Girando l’angolo trovate un’opera di Nian che mi ha colpito per la semplicità: forme e colori essenziali, ma con una forza visiva immediata.
Ache77 ha lasciato “The Human Kind” nei Giardini Sansepolcro, vicino alla sede degli scout: un’opera che celebra la Giornata Mondiale della Gentilezza. E in Piazza dell’Isolotto, Fabio Petani ha realizzato “Erbario Figurato”, un’opera che si ricollega fortemente alla natura e che si sposa perfettamente con i nomi botanici delle vie del quartiere.
Per i veri appassionati: l’Istituto Tecnico per il Turismo Marco Polo ha il 90% delle sue mura coperte da street art, con opere monumentali di Peeta che da soli valgono la visita. Non è facilissimo da raggiungere ma è uno di quei posti che rimangono impressi.



Video · Social Hub e quartiere Isolotto
In questo video giro il Social Hub e il quartiere Isolotto: si capisce la scala dei muri di Jorit e Rosk e come si presenta il quartiere per chi ci va per la prima volta.
Da sapere per questa zona
- Come arrivareTram linea 1, fermata Nenni-Torregalli. Da lì a piedi o in bici
- Non perdereJorit in via Canova 215 · Rosk e il muro di Astori al 166 · Petani in Piazza dell’Isolotto
- Per intenditoriIstituto Tecnico Marco Polo: mura quasi interamente coperte di street art, con Peeta in grande formato
- TempoMezza giornata per vedere tutto con calma
Zona 05 · Quartiere 5 e Rovezzano
Statuto e Rovezzano:
per chi non
si accontenta
Jorit · MrWany · Ache77 · RUN · Basik · Luchadora
Queste zone sono consigliate solo a chi è disposto a muoversi in auto o a spendere tempo sui mezzi. Non sono facilmente raggiungibili dal centro, ma hanno opere che non trovate altrove.
Nel Quartiere 5, zona Statuto, in Piazzetta Pietro Leopoldo di fronte alla Conad, c’è il murale di Jorit che ritrae Nelson Mandela. È uno dei muri più iconici di Firenze: dieci minuti per vederlo valgono la deviazione. A qualche centinaio di metri, in via Enrico Mayer, c’è un muro di MrWany.
Rovezzano è un rione periferico e popolare, lontano dal centro. In via Rocca Tedalda, sulle pareti delle case popolari, RUN e Basik hanno realizzato un intervento intitolato “Lotta”: due stili che si incontrano su una superficie enorme. È esattamente il tipo di opera che non troverete mai citata nelle guide turistiche standard, e che vale proprio per questo.
Da sapere per questa zona
- Jorit MandelaPiazzetta Pietro Leopoldo, Quartiere 5. Di fronte alla Conad: non potete sbagliare
- RovezzanoVia Rocca Tedalda: RUN e Basik sulle case popolari. Conviene avere l’auto
- Per chi abita a FirenzeAche77 in via Policarpo Petrocchi 32 e Luchadora nei pressi del Palarotelle: opere bellissime ma in zone isolate, consigliate solo a chi conosce bene la città
Firenze ha un rapporto complicato con l’arte contemporanea. Lo dimostra la storia del muro di Nemo’s, lo dimostra il dibattito continuo su cosa sia lecito fare in una città con un patrimonio così pesante. Ma è proprio questa tensione che la rende interessante per chi segue l’arte urbana: ogni muro qui deve guadagnarsi il diritto di esistere, e quelli che resistono lo fanno perché hanno qualcosa di vero da dire.
Palazzuolo Strada Aperta e Street Levels Gallery stanno costruendo qualcosa di solido. Non è un festival mordi-e-fuggi: è un progetto che si consolida anno dopo anno, con artisti che tornano e un quartiere che inizia a identificarsi con quello che vede sulle sue serrande. È la direzione giusta.
Alcune opere citate in questa guida, soprattutto quelle nelle periferie, potrebbero aver subito cambiamenti. Firenze investe nella street art ma alcune zone sono soggette a riqualificazione. Se trovate qualcosa di diverso da quello che descrivo, scrivetemi. E se volete restare aggiornati sulla scena fiorentina, seguite Street Levels Gallery sui social: sono il punto di riferimento più affidabile.
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Zona 03 · Viale Lavagnini
Social Hub:
arte internazionale
The London Police · D*Face · Ben Eine · Blek Le Rat · Icy & Sot · Lediesis