STREET ART A MALAGA
A Malaga ci sono stato più volte, l’ultima a febbraio 2024. Ogni volta che ci torno noto la stessa cosa: la città continua a spingere sul turismo e sulla sua immagine da cartolina, e l’arte urbana, che negli anni dieci era stata il motore di due quartieri interi, oggi sembra essersi un po’ fermata. Questa guida racconta cosa c’è ancora, cosa è cambiato e cosa rischia di sparire.
Info rapide prima di partire
Tempo minimo
Mezza giornata per Soho, un giorno intero con Lagunillas e il centro
Come muoversi
A piedi per Soho e centro, a piedi con attenzione per Lagunillas, auto o bus per Carretera de Cádiz
Periodo migliore
Primavera o autunno, evitando il caldo estivo della Costa del Sol
Livello
Facile a Soho, richiede più pazienza a Lagunillas e in centro
Cosa aspettarsi
Un quartiere istituzionale ben conservato e uno spontaneo sotto pressione: due Malaga diverse
Indice della guida
Malaga non è mai stata associata alla street art quanto Bologna o Berlino, e per anni è rimasta una tappa secondaria nei circuiti europei dell’arte urbana. Poi, tra il 2010 e il 2015, qualcosa è cambiato: prima un movimento popolare nel quartiere di Soho, poi l’appoggio delle istituzioni cittadine, infine due edizioni del festival MAUS che hanno portato in città alcuni dei nomi più importanti della scena internazionale. Quello che poche guide raccontano è cosa è successo dopo: Soho è diventato un quartiere museo, curato e ben tenuto, ma sempre più simile a una vetrina che a un pezzo di città viva, mentre a pochi minuti di distanza Lagunillas ha continuato a fare arte urbana per ragioni completamente diverse, perché gli abitanti avevano bisogno di riprendersi un pezzo di quartiere abbandonato dalle istituzioni. Sono due storie opposte che, camminandole entrambe nello stesso pomeriggio, raccontano Malaga meglio di qualsiasi museo. Nel mio ultimo viaggio, a febbraio 2024, quello che mi ha colpito di più non è stato un muro in particolare, ma una sensazione: il flusso turistico e la gentrificazione sono ormai la forza dominante in città, e il movimento dal basso che avevo trovato negli anni precedenti sembrava essersi ridotto quasi ovunque, Lagunillas compresa.
Zona 01 · Barrio de las Artes
Soho: il museo
a cielo aperto
Obey · D*Face · Roa · Boa Mistura · Faith47 · TVBoy
Soho, ufficialmente Barrio de las Artes, nasce come iniziativa popolare nel 2009, poi sostenuta dal Comune. La vera svolta arriva nel 2013 con la prima edizione di MAUS, Malaga Arte Urbano en Soho: Obey e D*Face dipingono insieme la facciata del Colegio García Lorca in Calle Comandante Benítez, dietro il CAC, e con loro arrivano Roa, Boa Mistura, Faith47, DALeast, Pejac, Dadi Dreucol e Manuel Leon.
Nel 2015 arriva una seconda edizione, ancora più grande: Remed e Okuda firmano insieme “La danza de Venus y el marino”, e con loro arrivano Aryz, Ben Eine, Abraham Lacalle e Kenny Scharf. Dopo il 2015 non c’è stata un’altra edizione paragonabile: solo pochi interventi sporadici, come il muro di Lalone e Nesui per il Museo Thyssen, che però è fuori da Soho e di cui parlo nella zona 03.
Oggi Soho vive di rendita rispetto a quelle due edizioni. Il CAC Málaga, a ingresso gratuito, resta un buon motivo per passarci, così come il Teatro Soho CaixaBank di Antonio Banderas. Ma le gallerie indipendenti sono rimaste poche, gli artisti che ci vivono ancora meno, e i colori del muro di Obey sono passati dal rosso acceso a un bordeaux: un dettaglio che noto ogni volta che ci torno.
All’incrocio tra Calle Vendeja e Calle Córdoba l’italiano TVBoy ha lasciato cinque ritratti: Picasso, Antonio Banderas, Marisol, Dani Rovira e Chiquito de la Calzada. Nei vicoli si trovano ancora sticker e paste-up minori, tra cui quelli del romano Merio, tornato in città a marzo 2022 per la sua “fish invasion”. Non ho conferme più recenti sul suo ritorno: se li avete ancora visti, scrivetemi.










Da sapere per questa zona
- Non perdereI murales di Obey e D*Face in Calle Comandante Benítez 14, sulla facciata del Colegio García Lorca dietro il CAC
- CAC MálagaCalle Alemania, ingresso gratuito alla collezione permanente, chiuso il lunedì
- TVBoyIncrocio Calle Vendeja/Calle Córdoba, cinque ritratti di figure malagueñe
- OnestamenteMolte gallerie promesse dalla riqualificazione non ci sono mai state: aspettatevi un quartiere curato ma poco vissuto
Zona 02 · Il quartiere che resiste
Lagunillas:
la strada libera
Fantasia en Lagunillas · El Futuro Está Muy Grease · Lalone · Doger
Lagunillas è, a pochi passi dal centro storico, un quartiere che a fine anni novanta doveva essere rinnovato con un progetto di investimenti poi abbandonato, lasciandolo per anni in stato di degrado. La rigenerazione è partita dal basso: nel 2005 il pittore e residente Miguel Ángel Chamorro ha fondato Fantasia en Lagunillas, per dare ai bambini del quartiere un modo per esprimersi attraverso l’arte, creando anche Plaza Esperanza come punto di ritrovo. Chamorro è morto nel 2017. Accanto a questa associazione è nata El Futuro Está Muy Grease, fondata da Concha Rodríguez e Dita Segura con il contributo del writer Doger: qui i muri non sono commissionati, gli artisti dipingono gratis e a proprie spese, ed è questa la differenza che salta all’occhio rispetto a Soho.
Il murale più grande e conosciuto del quartiere è “Siempre Fuerte” di Lalone, dedicato a Pablo Ráez, giovane malagueño diventato simbolo della lotta alla leucemia, situato nel solar vecinal autogestionado alla fine del percorso dei graffiti. Percorrete tutta Calle Lagunillas e le sue parallele, in particolare Calle Zanca, Calle Esperanza e Calle Pinillos, per trovare arte urbana su muri, balconi e persino marciapiedi.
Quello che ho notato tornandoci a febbraio 2024, ed è la cosa più importante da sapere prima di andarci, è che il flusso di gentrificazione descritto già nel 2022 si è consolidato, e il movimento dal basso che aveva reso vivo il quartiere sembrava essersi ridotto. Fonti aggiornate al 2026 confermano che nella primavera di quest’anno Calle Lagunillas era interamente in ristrutturazione, con nuovi marciapiedi e cantieri edilizi aperti su più lotti, e che parte della street art intorno a Plaza Esperanza si sta deteriorando senza essere rifatta. Non so dirvi con certezza cosa troverete se ci andate oggi: Lagunillas è il posto della guida più a rischio di cambiare nel giro di un anno.









Da sapere per questa zona
- Come arrivareDa Plaza de la Merced, dietro la casa natale di Picasso, imboccate Calle La Merced verso Calle Huerto del Conde
- AttenzioneNel 2026 Calle Lagunillas risulta in ristrutturazione: verificate lo stato dei lavori prima di andarci apposta
- Siempre FuerteNel solar vecinal autogestionado, alla fine del percorso dei graffiti del quartiere
- ApproccioMettete via la mappa dopo un po’ e camminate: le opere migliori sono su angoli e scalinate che non trovereste guardando il telefono
Zona 03 · Centro storico e Malagueta
Il centro storico:
la caccia al tesoro
Invader · Belin · Lalone · Nesui
Sia il centro storico che la Malagueta nascondono sorprese per chi cerca street art fuori da Soho e Lagunillas. Il nome più caldo qui è Invader: i suoi mosaici pixel in stile 8-bit sono sparsi per la città e cercarli è quasi un gioco. Non vi lascio indirizzi precisi, anche perché nessuna fonte affidabile li elenca con esattezza: fa parte del divertimento non saperlo in anticipo.
Lo spagnolo Belin, il cui stile strizza l’occhio al cubismo, ha realizzato una parete in Plaza de la Judería, vicino al museo Picasso. Nella stessa zona segnalo anche piccoli interventi di artisti locali come Aintzane Cruceta, secondo alcune guide aggiornate al 2026, anche se non li ho verificati di persona.
La novità più interessante che ho trovato facendo ricerca per questa guida è Brisa Estival, di Lalone in collaborazione con Nesui, realizzato nell’ottobre 2023 in Calle Compañía 17 per il Museo Thyssen Málaga: reinterpreta un dipinto storico che ritrae una dama borghese sulla spiaggia, sostituendo la figura centrale con un’immagine più contemporanea. Non l’ho visto di persona, essendo del 2023 e la mia ultima visita del febbraio 2024 non mi ha portato in quella via specifica: se ci passate, fatemi sapere se è ancora lì.






Da sapere per questa zona
- Brisa EstivalCalle Compañía 17, Distrito Centro. Opera del 2023, non verificata di persona da me nel 2024
- BelinPlaza de la Judería, vicino al museo Picasso
- InvaderNessun indirizzo fisso: cercate le piastrelle a mosaico su muri e angoli, è una caccia al tesoro
Zona 04 · Letto del fiume
Il letto del Guadalmedina:
dove si scrive libero
Hall of fame · Writing libero · Ben Eine
Mi hanno raccontato più volte che Malaga ha una scena di writing interessante, ma è ben nascosta e lontana dai circuiti turistici. Lungo il letto e sulle sponde del fiume Guadalmedina ci sono hall of fame che si estendono per centinaia di metri, dove è possibile dipingere.
Non sono mai riuscito a farmi confermare con certezza se sia consentito dipingerci anche di giorno: nessuno che ho incontrato ha voluto sbilanciarsi, quindi lo scrivo qui come lo scrivevo già anni fa, perché la situazione non mi risulta cambiata. Quello che posso confermarvi è la quantità di pezzi e la varietà di stili: per chi segue il writing è uno dei posti più interessanti della città. O almeno, così era fino alla mia ultima visita.
È ancora visibile, almeno in parte, la gigantesca opera di lettering di Ben Eine realizzata durante MAUS 2015: la parte inferiore resta intatta, quella superiore è stata coperta da nuovi lettering nel tempo. È un buon esempio di come funzioni davvero il letto del fiume: non è un museo, è un muro vivo che continua a cambiare.
Da sapere per questa zona
- OnestamenteNon ho conferma se dipingere di giorno sia tollerato: chiedete sul posto prima di improvvisare
- Ben EineLettering di MAUS 2015: solo la parte inferiore è ancora l’originale
- Come arrivareA piedi dai bordi di Soho, seguendo il corso del fiume
Zona 05 · Fuori dal centro
Carretera de Cádiz:
Malaga non finisce a Soho
ElAlfil · Lalone · Medioambiente Málaga
Questa zona non era nella mia vecchia guida, e la aggiungo perché durante la ricerca per questo aggiornamento ho trovato un’opera che vale la pena raccontare, anche se non l’ho vista di persona. Nel quartiere di Sixto, nel distretto di Carretera de Cádiz, ben lontano dai circuiti turistici del centro, si trova un murale di 11 metri firmato da ElAlfil e Lalone: “Medioambiente Málaga, ¿Cómo te quiero?”.
L’opera, del 2015, nasce da una campagna dell’assessorato alla Sostenibilità Ambientale del Comune insieme a Limasa, l’azienda di pulizia urbana, e mostra due facce opposte della stessa città: una danneggiata dalla trascuratezza ambientale, l’altra sostenibile e curata. È l’esempio perfetto di come la street art istituzionale a Malaga non si sia fermata a Soho: solo che nessuna guida turistica ve lo dice, perché è fuori da qualsiasi itinerario da cartolina. Se ci andate, ditemi come si presenta oggi, perché io per ora ve la racconto solo di seconda mano.
Da sapere per questa zona
- IndirizzoCalle Niño Jesús de Praga 2, quartiere Sixto, distretto Carretera de Cádiz
- Come arrivareFuori dal centro: consigliati auto o bus urbano, non è una zona da girare a piedi dal centro storico
- OnestamenteNon l’ho verificata di persona: informazioni raccolte da fonti terze, verificate lo stato di conservazione prima di andarci apposta
2013 e 2015 · Oggi sporadico
MAUS
Il progetto che ha trasformato Soho in un museo a cielo aperto, con due edizioni che hanno portato Obey, D*Face, Roa, Okuda e decine di altri nomi internazionali. Dopo il 2015 non c’è stata una terza edizione paragonabile: oggi il quartiere vive soprattutto di quello che è già stato fatto.
Dal 2005 · Attive
Fantasia en Lagunillas / El Futuro Está Muy Grease
Le due associazioni di quartiere che hanno reso Lagunillas quello che è: laboratori per bambini, murales gratuiti, cultura di comunità. Sono la vera anima del movimento dal basso a Malaga, oggi sotto pressione per la ristrutturazione del quartiere.
Dal 2019 · Campus Teatinos
UMA Mural Art Project
Iniziativa dell’Università di Malaga che porta murales sulle facciate delle facoltà del campus di Teatinos: hanno partecipato Isa Nieto, Dreucol, Mur0ne, Tim Kerr, Lidia Cao e Stephen Powers (ESPO). Poco conosciuto fuori dai circuiti universitari, ma con più di una dozzina di interventi sparsi nel campus.
Malaga racconta, meglio di molte altre città, cosa succede quando l’arte urbana diventa parte del piano di rilancio di un quartiere. A Soho ha funzionato al punto da svuotare il quartiere del motivo per cui era nata: oggi è curato, pulito, quasi museale, ma con pochissimi artisti che ci vivono ancora davvero.
A Lagunillas, invece, la storia è ancora aperta. È il quartiere che tiene viva l’idea originale di street art come strumento delle persone che ci abitano, ed è anche il primo a rischiare di perdere questa identità per via della ristrutturazione in corso. Tornandoci a febbraio 2024 ho sentito che il movimento dal basso si stava affievolendo: non so se tra qualche anno riuscirò ancora a scrivere questa frase.
Questa guida si basa sulle mie visite dirette fino a febbraio 2024, integrate con ricerche più recenti per due opere che non ho visto di persona: il murale Thyssen di Lalone e Nesui in centro, e quello ambientale di ElAlfil e Lalone a Carretera de Cádiz. Le ho segnalate chiaramente nel testo. Malaga cambia in fretta, soprattutto a Lagunillas: se trovate qualcosa di diverso da quello che descrivo, scrivetemi, aggiorno la guida.
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