STREET ART A PESCARA
Sono stato a Pescara nel 2024 e mi ha sorpreso più di quanto mi aspettassi. Non è una città che compare nelle prime pagine di chi cerca street art in Italia, eppure ci sono muri che valgono il viaggio. Piloni trasformati in un bestiario d’acqua, periferie che si raccontano attraverso i loro eroi di quartiere, writer storici che non hanno mai smesso. Questa guida prova a mettere tutto insieme, zona per zona.
Info rapide prima di partire
Tempo minimo
1 giornata piena, 2 se volete anche Montesilvano
Come muoversi
Auto quasi obbligatoria: le zone sono distanti tra loro e i mezzi pubblici non coprono bene le periferie
Periodo migliore
Primavera e autunno, luce laterale perfetta per fotografare i piloni del lungofiume
Livello
Tutti: street art e writing convivono senza che uno sovrasti l’altro
Cosa aspettarsi
Muri di qualità alta, distribuiti su quartieri lontani: non è una passeggiata, ma vale ogni chilometro
Indice della guida
- 01 Lungofiume e Golena Sud: Ericailcane, Bastardilla e Peeta sui piloni
- 02 Porta Nuova e Via Caboto: writing, Kulture Urbane e Caboto Social Street
- 03 Zanni e San Donato: Macs, Alessandra Carloni e la comunità
- 04 Rancitelli e Villa del Fuoco: Petani, Samuele Romano e il passante di via Lago di Capestrano
- 05 Fontanelle: Millo e il muro che ha cambiato il quartiere
- 06 Sparsi per la città: Pantonio, IPMan, Raul e Zot e il writing storico
Pescara non è la prima città che viene in mente quando si parla di street art in Italia. E in parte è giusto così: non ha la densità di Bologna, non ha un festival con vent’anni di storia alle spalle, non ha un quartiere che puoi girare a piedi in mezza giornata raccogliendo muri ogni cento metri. Quello che ha è diverso, e secondo me vale la pena capirlo prima di arrivare.
La città ha costruito il suo rapporto con l’arte urbana attraverso progetti puntuali, nati in momenti diversi e con obiettivi diversi. Il Pescara Street Style del 2017 e 2018, il regolamento comunale per la street art approvato nel 2019, poi il MURAP dal 2021 al 2022: ogni intervento ha lasciato qualcosa di concreto, muri che ancora oggi sono lì, spesso in quartieri che non avresti ragione di visitare per nessun altro motivo. Questo è il tipo di città che mi interessa raccontare: non quella che ti porta per mano da un’opera all’altra, ma quella in cui devi sapere dove guardare.
C’è anche un altro livello, che molte guide ignorano. Pescara ha una scena di graffiti writing radicata, fatta di persone che lavorano su questo territorio da decenni. Pardino, writer storico e anima del locale Il Cantiere in via Caboto, è uno dei nodi centrali di questa rete: ce ne sono altri, e si vedono nei muri delle hall of fame, nelle saracinesche di Porta Nuova, negli angoli che nessun progetto istituzionale ha mai raggiunto. Street art e writing convivono a Pescara senza che nessuno dei due cerchi di prevalere sull’altro. Questa guida prova a raccontarli entrambi.
Zona 01 · Lungofiume e Golena Sud
Piloni dell’Asse
Attrezzato
Ericailcane · Bastardilla · Peeta
Il posto da cui partire, se volete capire cosa è successo a Pescara negli ultimi anni, è il lungofiume. Non il lungomare, non il centro: il lungofiume, sul lato sud, sotto l’asse attrezzato che collega il ponte Risorgimento al ponte D’Annunzio. È un posto strano, uno di quei non-luoghi che le città producono quando costruiscono infrastrutture senza pensare a cosa rimane intorno. Per decenni questi undici piloni di cemento hanno tenuto nascosta la golena, separando la città dal fiume. Nel 2021, con la prima edizione del MURAP, qualcosa è cambiato.
Ericailcane e Bastardilla, coppia consolidata tra le più importanti del muralismo internazionale, hanno dipinto le facciate rivolte a mare degli undici piloni come se fossero un’unica tela continua. Il soggetto non è casuale: la narrazione rimanda alle vicende ottocentesche del Bagno Borbonico, il bagno penale che sorgeva qui e che la costruzione dell’asse attrezzato negli anni Settanta ha letteralmente cancellato dalla vista. Uccelli d’acqua, martin pescatori, fratini, papere. Macrodettagli che si scompongono e ricompongono mentre cammini tra i piloni. Un’opera che funziona nello spazio, non solo sulla superficie.
L’anno dopo, con il MURAP 2022, è arrivato Peeta. Ha lavorato sui lati opposti degli stessi piloni, quelli rivolti verso monte, con la sua cifra astratta e anamorfica. Il meccanismo è preciso: il disegno si spezza a sezioni sui piloni separati, ma se ti posizioni dal ponte D’Annunzio e guardi da lontano, l’immagine si ricompone intera. Peeta ha detto che voleva decostruire i piloni, eliminare la sensazione di peso e ripetizione. Ci riesce. È uno di quei muri che richiedono di essere osservati da un punto specifico, e trovare quel punto fa parte dell’esperienza.
Ho visto questi lavori nel 2024 e li ho trovati in buone condizioni. Il posto non è frequentato nel senso turistico del termine: ci passano jogger, qualche ciclista, poca altra gente. Il che significa che potete starci tranquilli, guardarvi intorno, camminare avanti e indietro senza fretta. È esattamente il tipo di visita che questo posto merita.


Da sapere per questa zona
- Dove Golena sud del fiume Pescara, piloni dell’asse attrezzato tra il ponte Risorgimento e il ponte D’Annunzio. Si raggiunge a piedi dal centro in 15 minuti o in auto parcheggiando lungo la riva.
- Come vedere Peeta Posizionatevi sul ponte D’Annunzio e guardate verso monte: solo da lontano l’opera anamorfica si ricompone. Da vicino vedete solo frammenti.
- Luce migliore Mattina presto o pomeriggio tardo, con luce laterale. A mezzogiorno i piloni sono in ombra e i colori perdono molto.
- MURAP Il festival ha avuto due edizioni, 2021 e 2022. Dal 2022 non ci sono state nuove edizioni. Si spera in un ritorno, ma ad oggi non ci sono conferme.
Zona 02 · Porta Nuova
Via Caboto
e lo Skate Park
Raul · Zot · Dartworks · Urban Kofa · Spatt · writing storico · Caboto Social Street
Porta Nuova è il quartiere dove il writing e la street art di Pescara si toccano nel modo più naturale. Non è un posto curato per il turismo, non ci sono pannelli esplicativi: è semplicemente una zona della città dove da anni si dipinge, si sperimentano le saracinesche, si organizzano eventi che coinvolgono chi ci vive. Quando ci sono andato nel 2024 avevo una lista di cose da vedere, ma quello che mi ha colpito di più è stato il senso di continuità: qui l’arte urbana non è arrivata dall’esterno, è cresciuta dentro.
Il punto di partenza è lo skate park vicino al porto turistico, dove nel 2021 si è tenuto il festival Kulture Urbane. L’evento ha lasciato opere di floor art, writing e interventi di arte urbana che si possono ancora vedere: i caratteri di Raul, le opere di Dartworks e Zot. Non è un museo a cielo aperto con opere intatte: alcune cose sono cambiate, qualcosa si è sovrapposto ad altro. Ma l’energia del posto è ancora quella, e vale la pena passarci anche solo per capire che tipo di scena si muove intorno allo skate.
Via Caboto è il secondo capitolo. Qui nasce la Caboto Social Street, progetto avviato nel 2017 da un gruppo di giovani imprenditori e residenti del quartiere, con al centro Il Cantiere, il locale di riferimento al numero 68. L’idea è semplice quanto efficace: una giornata all’anno in cui artisti, musicisti, artigiani e residenti trasformano la via. Saracinesche dipinte, pannelli murali, live painting, musica.
Sempre in zona, il mercato di Porta Nuova ospita muri di Urban Kofa e Attilio Spagnuolo (in arte Spatt): lavori meno conosciuti ma che completano bene il quadro della zona. E se siete appassionati di writing nel senso più classico, chiedete di Pardino: trovarlo al Cantiere e farsi raccontare la storia di questo territorio vale più di qualsiasi guida.





Da sapere per questa zona
- Il Cantiere Via Giovanni Caboto 68, Pescara. Locale di riferimento per la scena writing locale. Se trovate Pardino, fatevi raccontare la storia del quartiere: ne vale la pena.
- Caboto Social Street Si svolge ogni anno a settembre in via Caboto, nel tratto tra via Vestea e via Vespucci. Organizzata dall’associazione Mani Sporche. Seguite i loro canali per la data esatta.
- Skate Park Porto turistico di Pescara, zona lungomare nord. Le opere di Kulture Urbane 2021 sono ancora visibili ma in stato variabile: preparatevi a trovare interventi sovrapposti.
- Mercato Porta Nuova I muri di Urban Kofa e Spatt si trovano nelle immediate vicinanze del mercato coperto di Porta Nuova. Non sono segnalati: esplorate a piedi nella zona circostante.
Zona 03 · Zanni e San Donato
I Quartieri
che si Raccontano
Antonello Macs · Alessandra Carloni
Zanni e San Donato sono i due quartieri dove il MURAP 2021 ha fatto la cosa più difficile: non ha chiamato artisti famosi a decorare superfici vuote, ha costruito un dialogo con chi ci vive. Il processo è durato mesi prima che qualcuno prendesse in mano un pennello. I residenti hanno scelto i soggetti. Gli artisti hanno ascoltato. Quello che ne è venuto fuori sono due opere che non avreste senso di capire senza conoscere la storia dei posti in cui si trovano.
A Zanni, su una parete di un edificio ATER lungo via Tripodi, Antonello Macs ha ritratto un ragazzo del quartiere, simbolo dei giovani sottratti alla tossicodipendenza grazie a Gianni Cordova, fondatore della LAAD. Macs lavora con i characters, figure riconoscibili e cariche di umanità. Qui il character ha un nome e un volto reale, scelto dalla comunità. È una delle cose che mi ha colpito di più della prima edizione del MURAP: la scelta di rendere protagoniste persone locali invece di inventare simboli generici.
A San Donato, sulla facciata del Centro Polivalente Britti in via Cesano, Alessandra Carloni ha dipinto due figure legate alla storia del quartiere: il parroco don Italo Febo e Fulvio Luciani, preside della scuola media Ugo Foscolo e ideatore della rivista Il Monitore. Il suo stile è riconoscibile, morbido e narrativo, capace di restituire calore a soggetti che in altre mani rischierebbero di diventare semplice documentazione. San Donato è la periferia sud di Pescara, non è un quartiere che si visita per caso: se ci andate, è per questo muro.
Vale la pena sapere che entrambi i lavori nascono da un processo di ascolto reale, non di facciata. Il MURAP aveva come obiettivo dichiarato quello di aumentare il senso di appartenenza degli abitanti ai loro quartieri attraverso l’arte. Guardando questi due muri, si capisce che ci sono riusciti.


Da sapere per questa zona
- Macs a Zanni Via Tripodi, quartiere Zanni, Pescara. Parete lato monte di un edificio ATER. Raggiungibile in auto, zona residenziale popolare a nord-ovest del centro.
- Carloni a San Donato Centro Polivalente Britti, via Cesano, quartiere San Donato, Pescara. Periferia sud della città. Non combinatelo con Zanni in un unico giro a piedi: sono lontani, serve l’auto.
- Contesto Entrambi i quartieri hanno storie di disagio sociale alle spalle. I muri non sono stati messi lì per abbellire: sono il risultato di un processo partecipato che ha coinvolto i residenti mesi prima della realizzazione.
- Aggiornamento 2024 Ho verificato la presenza dei muri nel 2024: erano entrambi in buone condizioni. Se trovate variazioni rispetto a quanto descritto, scrivetemi.
Zona 04 · Rancitelli e Villa del Fuoco
Il Passante
di Via Lago
di Capestrano
Fabio Petani · Samuele Romano
Rancitelli è uno di quei quartieri che le città tendono a dimenticare. Cinquant’anni di isolamento fisico, parti del tessuto urbano separate tra loro senza che nessuno avesse mai pensato seriamente a come rimetterle in comunicazione. Il MURAP 2022 ci ha lavorato in modo diverso rispetto alle edizioni precedenti: non solo muri, ma un progetto più ampio chiamato Il Passante artistico di via Lago di Capestrano, un percorso pedonale che unisce parti del quartiere rimaste separate per mezzo secolo. I due murali di Fabio Petani e Samuele Romano sugli edifici ATER di via Lago di Capestrano sono la componente visiva di questo progetto, ma non l’unica.
Petani ha scelto le api. Non è una scelta decorativa: le api che cooperano per raggiungere un fine comune sono un riferimento esplicito al quartiere, all’invito a ritrovare coesione. Nel disegno ci sono anche le celle del miele, che rappresentano le varie parti di Rancitelli, e la torretta dannunziana, elemento a cui gli abitanti tengono molto. È il tipo di muralismo che funziona quando l’artista ha ascoltato davvero, invece di arrivare con un’idea già in testa.
Samuele Romano ha lavorato sull’edificio adiacente con il suo approccio figurativo, costruendo un’opera che dialoga con quella di Petani senza sovrapporsi. I due muri sono pensati come cornice del passante pedonale: li vedete mentre camminate, non come destinazione finale ma come compagnia lungo il percorso. Rancitelli non è comodo da raggiungere e non ha altri motivi turistici per andarci. Ma è esattamente per questo che mi interessa segnalarlo: sono muri che esistono per chi ci vive, non per chi viene da fuori. Andarci significa fare una scelta deliberata, e quella scelta cambia il modo in cui si guardano le opere.



Da sapere per questa zona
- Dove Via Lago di Capestrano, quartiere Villa del Fuoco/Rancitelli, Pescara. I due murali si trovano su edifici ATER adiacenti. Il Parco della Speranza è equidistante tra i due.
- Come arrivare Solo in auto o con mezzi propri. Non è collegato bene con il trasporto pubblico. Calcolate almeno 15 minuti dal centro.
- Combinare la visita Rancitelli è vicino a Fontanelle: se avete l’auto, potete unire le due zone in un unico giro nella periferia nord-ovest della città.
Zona 05 · Fontanelle e Borgo Marino
Millo
e i Suoi
Due Muri
Millo · “Dream” 2017 · “Il mio posto sicuro” 2018
Se c’è un muro che ha messo Pescara sulla mappa della street art internazionale, è questo. Millo, all’anagrafe Francesco Camillo Giorgino, si è formato a Pescara dove vive da oltre vent’anni. Quando nel 2017 ha dipinto qui per la prima volta ha scelto Fontanelle, una delle periferie più povere della città, gli alloggi popolari di via Caduti per Servizio. L’opera si chiama “Dream”, oltre 190 metri quadrati, tra i muri più grandi che abbia mai realizzato.
Il soggetto è una donna con un tritacarne di ricordi e una camera per ragazzi, su sfondo metropolitano in bianco e nero con sprazzi di colore. Millo ha scritto che voleva ricordare a chi vive lì di non smettere di sognare, che dentro ogni sogno c’è tutto quello che siamo e tutto quello che saremo. L’ho visto nel 2024: regge bene gli anni, i colori sono ancora leggibili. Per vedere “Dream” nella sua interezza serve distanza: la via è stretta e il palazzo è alto. Allontanatevi il più possibile dall’altro lato della carreggiata.
Nel novembre 2018 Millo è tornato per un secondo murale sulla facciata della scuola primaria di Borgo Marino, intitolato “Il mio posto sicuro”. Realizzato per l’associazione PAR (Patto per l’Abruzzo Resiliente), parla di sicurezza delle strutture scolastiche in territorio sismico. Due muri, due anni, due quartieri diversi: lo stesso sguardo su una città che Millo considera sua.



Da sapere per questa zona
- Dream · Via Caduti per Servizio Quartiere Fontanelle, Pescara. Facciata laterale degli alloggi popolari ATER. In auto dal centro circa 10 minuti. Allontanatevi quanto più possibile per avere la scala completa: da vicino si perdono le proporzioni.
- Il mio posto sicuro · Scuola primaria Borgo Marino Novembre 2018, realizzato per l’associazione PAR (Patto per l’Abruzzo Resiliente). Parete esterna della scuola primaria di Borgo Marino, Pescara. Tema: sicurezza delle strutture scolastiche in zona sismica.
- Luce migliore Mattina presto o pomeriggio tardo per “Dream”, con luce laterale. A mezzogiorno la facciata è in ombra e i colori perdono molto.
- Combinare la visita Fontanelle è vicina a Rancitelli: in auto potete vedere entrambe le zone in mezza giornata. Borgo Marino invece è sul lato opposto della città, vicino al lungomare: combinatelo con il porto turistico e lo skate park.
Zona 06 · Sparsi per la città
Pantonio, IPMan
e i Muri
che non ti aspetti
Pantonio · Raul · Zot · IPMan · Millo · via Caserme · Corso Manthone
Non tutto a Pescara rientra in un progetto organizzato. Ci sono muri che esistono per ragioni diverse, in posti che nessuna guida raggruppa insieme, e che completano il quadro se avete tempo e voglia di cercarli. Li elenco uno per uno perché è il modo più onesto di raccontarli: non formano un percorso, vanno scelti in base a dove siete e a cosa vi interessa di più.
In Piazza Garibaldi, di fronte al Museo Casa Natale di Gabriele D’Annunzio, c’è il muro dedicato proprio a D’Annunzio realizzato da Raul e Zot. È uno dei pochi interventi di street art nel centro storico vero e proprio, e il contesto lo rende interessante: arte urbana contemporanea a pochi metri dalla casa natale di uno dei personaggi più controversi della letteratura italiana. Non so se fosse voluto, ma il dialogo c’è.
Pantonio, artista portoghese noto per le sue composizioni ondulate che richiamano il mare e il movimento dell’acqua, ha lasciato un’opera sul Ponte Ennio Flaiano. È stato chiamato a Pescara nel 2018 nell’ambito del Pescara Street Style: la scelta dell’artista e del posto non è casuale, il mare è parte dell’identità della città e Pantonio lavora esattamente su quel tipo di immaginario. Il ponte non è semplicissimo da raggiungere a piedi: lo suggerisco soprattutto a chi è già appassionato dell’artista e vuole vedere un suo lavoro in un contesto insolito.
Nella zona tra via delle Caserme e Corso Gabriele Manthone si trovano alcune opere storiche di Millo, realizzate prima del grande murale di Fontanelle. Sono lavori di formato più contenuto, meno conosciuti, ma utili per capire l’evoluzione del suo stile nel tempo. Le condizioni variano: alcuni sono ancora leggibili, altri hanno subito interventi sovrapposti. Non ho una mappatura aggiornata al 2024 di tutti questi muri: se li cercate, armatevi di pazienza.
IPMan è un caso a parte. È un artista di Francavilla al Mare, non di Pescara, ma i suoi poster e stencil compaiono in diversi punti della città da anni. Il suo lavoro è piccolo per scala, grande per contenuto: interventi ironici e politici, spesso legati all’attualità, che appaiono e scompaiono senza preavviso. Non c’è una lista aggiornata di dove trovarlo: l’area della stazione e il distretto sanitario di via Rieti sono stati luoghi ricorrenti in passato, ma la natura del poster art è quella di muoversi. Cercatelo mentre girate.




Da sapere per questa zona
- Raul e Zot Piazza Garibaldi, Pescara. Di fronte al Museo Casa Natale di D’Annunzio. Raggiungibile a piedi dal centro, cinque minuti dalla stazione.
- Pantonio Ponte Ennio Flaiano, Pescara. Non semplicissimo da raggiungere a piedi: consigliato solo a chi conosce già l’artista e vuole vederlo in un contesto specifico.
- Millo storico Via delle Caserme e Corso Gabriele Manthone: alcune opere precedenti al grande murale di Fontanelle. Condizioni variabili, non verificate di persona nel 2024.
- IPMan Poster art sparsa per la città, difficile da mappare con precisione. Area stazione e via Rieti sono stati punti ricorrenti. Seguite il suo profilo Instagram per gli aggiornamenti più recenti.
Video · Street Art a Pescara
Ho girato Pescara nel 2024 cercando i muri zona per zona: dai piloni del lungofiume a Fontanelle, passando per Porta Nuova e le periferie. È probabilmente la cosa più utile da guardare prima di partire per orientarsi.
Progetti e festival
La scena che
ha costruito Pescara
2021 e 2022 · Muri ancora visibili
MURAP Festival
Muri per l’Arte Pubblica a Pescara: il progetto promosso da Fondazione Aria con il Comune che tra il 2021 e il 2022 ha portato Ericailcane, Bastardilla, Peeta, Macs, Alessandra Carloni, Petani e Samuele Romano a lavorare in tre quartieri della città. Due edizioni, poi il silenzio. I muri ci sono ancora. Un ritorno sarebbe atteso.
Dal 2017 · Ogni settembre
Caboto Social Street
Nata da un gruppo di giovani imprenditori di via Caboto con al centro il locale Il Cantiere, è una giornata all’anno di live painting, musica e riqualificazione delle saracinesche. Non produce grandi muri ma costruisce identità visiva lentamente. Organizzata dall’associazione Mani Sporche. Edizione 2024: 8 settembre.
2021 · Eredità ancora visibile
Kulture Urbane
Festival di street art e cultura hip hop che nel 2021 ha coinvolto lo skate park del porto turistico. Ha lasciato floor art, writing e interventi di Raul, Dartworks e Zot ancora visibili in zona. Evento organizzato dal Comune con l’associazione Movimentazioni nell’ambito del piano di riqualificazione delle periferie.
Dal 2018 · Base permanente
Pescara Street Style
Il programma comunale che ha avviato la stagione dei grandi muri a Pescara, con il regolamento per la street art approvato nel 2019. Ha portato Millo a Fontanelle nel 2017 e Pantonio al Ponte Flaiano nel 2018. La cornice istituzionale dentro cui la maggior parte dei progetti successivi ha trovato spazio.
Pescara non è una città che si capisce in una giornata. Non nel senso che ci vuole tempo per vederla tutta: nel senso che ci vuole tempo per smettere di cercare quello che ti aspetti e cominciare a vedere quello che c’è. I muri sono distanti tra loro, i quartieri sono diversi, la storia di ogni intervento è separata dalle altre. Non c’è un filo conduttore comodo. C’è però qualcosa che accomuna tutto: ogni progetto di rilievo a Pescara nasce da un rapporto reale con il territorio, non da un’operazione di marketing culturale calata dall’alto. Il MURAP ha ascoltato i residenti mesi prima di chiamare gli artisti. La Caboto Social Street è nata da chi vive in quella via. Millo ha scelto Fontanelle perché è la sua città, non perché qualcuno glielo ha chiesto.
C’è un ultimo capitolo che questa guida non racconta direttamente, ma che merita di essere nominato. Nel novembre 2025, all’Aurum di Pescara, il Pulpa Festival ha fatto qualcosa che non aveva mai fatto prima: ha portato la street art al chiuso, con 23 artisti che hanno dipinto 20 tele in formato 1×1 metro in diretta davanti al pubblico. Si chiama Pulpa Street Art Gallery, ed è il segnale più chiaro che la scena che ruota intorno a Montesilvano e al Pulpa non ha nessuna intenzione di restare ferma. Se Pescara vi incuriosisce, la guida naturale da leggere insieme a questa è quella su Montesilvano: lì il Pulpa ha costruito in quattro edizioni uno dei patrimoni murali più interessanti della costa adriatica, e i due comuni ormai si leggono meglio insieme che separati. La trovate qui: Street Art a Montesilvano.
Questa guida è aggiornata al 2024, anno della mia ultima visita a Pescara. I muri citati erano tutti presenti e in buone condizioni in quel momento, con le eccezioni segnalate zona per zona. Alcune opere nelle zone periferiche non ho potuto verificarle di persona: dove c’è un dubbio, lo ho scritto. Se trovate variazioni, muri spariti o nuovi interventi che vale la pena aggiungere, scrivetemi su Instagram a @disagian. Le guide si aggiornano solo se chi ci va racconta quello che trova.
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