STREET ART A PRAGA
A Praga ci sono tornato a giugno 2026, proprio mentre andava in scena l’ultima edizione di Urban Pictus. Ho visto muri nuovi nascere sotto gli occhi, e ne ho cercati altri che semplicemente non esistono più. Questa guida è il tentativo di raccontare entrambe le cose, senza fingere che la città sia ferma a dieci anni fa.
Info rapide prima di partire
Indice della guida
A Praga i graffiti si pagano cari: fino a un anno di carcere, tre se il muro colpito è un monumento storico o nazionale. È in questo contesto, non nonostante ma anche un po’ a causa di questo, che dal 2017 la città ha iniziato ad aprire muri legali dove i writer possono lavorare senza rischiare nulla. Non è un caso che la scena praghese sia cresciuta parallelamente a questa apertura, invece che nonostante la repressione.
Quello che rende Praga diversa da altre capitali europee della street art non è la quantità di muri giganteschi in centro, che anzi qui restano rari per via delle zone protette dal patrimonio storico, ma la densità di piccoli interventi sparsi in ogni quartiere periferico. Bisogna avere voglia di camminare, prendere il tram, perdersi in zone che nessuna guida turistica classica cita.
Questa guida nasce da più visite in anni diversi, l’ultima a giugno 2026 durante l’edizione più recente del festival Urban Pictus. Ho provato a essere onesto anche sui muri che non ci sono più: fa parte del gioco con una forma d’arte che per definizione non dura per sempre.
Zona 01 · Praha 8
Karlín e Těšnov
Legal wall storico · Muri del festival · Il tunnel di Timo
Se dovessi consigliare un solo punto di partenza per capire la street art a Praga, sarebbe Těšnov. È un parcheggio al confine con Karlín, e dal 2017 è uno dei legal wall più conosciuti della città: tutti i weekend ci trovate writer al lavoro, e i muri cambiano così in fretta che quello che vedete voi non sarà quello che ho visto io. Scendete alla fermata del tram Těšnov e in pochi metri lo riconoscete da soli.
Karlín è anche uno dei quartieri più legati alla storia recente del festival cittadino. Su Křižíkova, poco distante dalla chiesa dei Santi Cirillo e Metodio, c’è “Vesmír Medúz” di Michal Škapa, in arte Tron: meduse, un cavalluccio marino e un polpo che emergono da uno sfondo cosmico, 120 metri quadri realizzati in tre giorni con 70 bombolette durante la prima edizione del festival nel 2022. Poco lontano, su Sokolovská, trovate “Road Ahead Closed” di M-City: uno stencil dettagliatissimo che nasconde alla base una vecchia insegna pubblicitaria che non si è potuta rimuovere, e che è finita per diventare parte della composizione.
A pochi passi da lì, in K Olympiku, vicino alla fermata Invalidovna, c’è “Calling” di Innerfields, duo tedesco: un uomo con un telefono in mano e la Terra che gli si avvicina al volto, primo murale in assoluto della storia del festival, completato a metà luglio 2022.


Da sapere per questa zona
- TěšnovParcheggio, fermata tram Těšnov. I weekend sono il momento migliore per vedere i writer al lavoro
- Non perdere“Vesmír Medúz” di Škapa in Křižíkova 76/61 · “Calling” di Innerfields in K Olympiku 563/2
- Timo “NEBOJ”Ingresso del tunnel Žižkovský, lato Karlín
- AttenzioneIl vecchio muro di Vltavská (Mode 2, “Graffiti saved my life”) non esiste più
C’è una tappa che voglio raccontare anche se oggi non porta a niente. Per anni Vltavská è stata una delle mie zone preferite: l’ingresso della stazione aveva un pezzo di Mode 2 del 2008, e sui muri intorno campeggiava la scritta “Graffiti saved my life”. A giugno 2026 sono tornato apposta, e non ho trovato più niente. Non lo tolgo dalla guida, lo lascio qui come promemoria di quanto velocemente la street art può sparire, anche quando pensi che ormai sia diventata parte del paesaggio.
Per andare da Karlín a Žižkov a piedi, passate dal tunnel sotto la collina di Vítkov: è lì che trovate l’opera di Timo.
Sopra l’ingresso del tunnel Žižkovský, quello che collega Thámova a Karlín con Tachovské náměstí a Žižkov passando sotto la collina di Vítkov, c’è la scritta “NEBOJ” (“Non aver paura”) firmata Timo, poeta e street artist di Brno che non ha mai rivelato la propria identità. Il tunnel, aperto nel 1951 e pensato originariamente anche come rifugio antiaereo, ha una fama sinistra tra i praghesi: Timo lo ha dipinto nel 2017 proprio con l’intento di rassicurare chi ha paura ad attraversarlo.
Zona 02 · Praha 7
Holešovice-Letná
Vnitroblock · Muri storici e recenti di Urban Pictus · Trafo Gallery
Holešovice è probabilmente il quartiere con la densità più alta di street art di tutta Praga, e non è un caso: qui hanno sede alcuni dei centri culturali più importanti della città. Il punto di partenza quasi obbligato è VNITROBLOCK, un ex fabbrica trasformata in caffè, atelier e spazio eventi, dove nel cortile trovate la volpe di Dzia, artista belga, e un’opera della danese Frida Stiil Vium. Il sito ufficiale oggi non documenta più un elenco pubblico delle opere esterne, quindi se ne trovate altre di persona, scrivetemi: le aggiungo.
Dalla parte opposta del quartiere, verso il confine con Letná, si trova uno dei murali più recenti e più discussi: “Milada” di Toy Box, ritratto della politica Milada Horáková realizzato nel maggio 2025 per il 75° anniversario della sua esecuzione da parte del regime comunista. Il murale sta esattamente sul confine catastale tra Holešovice e Letná: il catasto ufficiale lo registra a Holešovice, ma è comunemente conosciuto come opera di Letná, ed è così che lo tratto in questa guida.
Nel giugno 2024, per la seconda edizione del festival, il francese Tim Marsh ha dipinto un ritratto di 22 metri dedicato al naturalista David Attenborough, in Plynární verso U Staré plynárny: colori vivaci, stile geometrico, nove giorni di lavoro e ottanta bombolette. A pochi passi, su Argentinská, c’è il murale di David Strauzz contro la violenza domestica, realizzato con IKEA nel 2023: un ritratto femminile di 20×16 metri circondato da frasi di supporto alle vittime.
Non lontano, su Za Papírnou, trovate “Chasing the Red Demon” del collettivo ucraino AEC Interesni Kazki, opera del 2022 il cui demone rosso rappresenta, secondo gli autori, il comunismo sovietico. E su Tusarova 42 c’è “Solidarity”, un murale realizzato da un collettivo ceco-polacco per i 40 anni di Solidarność: metà dell’opera è a Praga, l’altra metà a Varsavia.




Da sapere per questa zona
- VnitroblockTusarova 791/31, cortile con opere di Dzia e Frida Stiil Vium
- Non perdere“Milada” di Toy Box, sul confine Holešovice-Letná · Attenborough di Tim Marsh in Plynární
- Trafo GalleryDentro la Holešovická tržnice (Hala 14), legata alla street art locale
- Zona densaComprende anche “Chasing the Red Demon” (AEC Interesni Kazki, Za Papírnou) e “Solidarity” (Tusarova 42)
Zona 03 · Praha 3
Žižkov
Il quartiere alternativo · Murali politici e memoriali
Žižkov si è guadagnato la fama di quartiere alternativo di Praga, e camminandoci si capisce perché: caffè indipendenti, la collina di Vítkov con il monumento nazionale, e una serie di murali che raccontano più la storia recente ceca che l’estetica pura della street art. Il duo israeliano Dede Bandaid e Nitzan Mintz ha lasciato due opere qui, nate durante una residenza artistica del 2016: “Ambitions”, animali di legno dipinti sulla casa editrice Argo, e “Objects”, sul Ponec Theatre in Husitská 24a.
Su Siwiecova 2428/2 c’è un murale a tre mani che racconta la storia di Ryszard Siwiec, il polacco che nel 1968 si diede fuoco in segno di protesta contro l’invasione del Patto di Varsavia in Cecoslovacchia. La parte inferiore, con la scritta “Slyšte můj křik”, è di X-Dog (Ondřej Vyhnánek), il ritratto è di Prorok (Michal Filák), la scena del carro armato è di Domino (Ondřej Klíma). Le tre parti sono state aggiunte in momenti diversi tra il 2022 e i mesi successivi.
Il murale di Escif dedicato a Kafka, all’angolo tra Husitská e Prokopova, è ormai coperto: verificato di persona. Anche il murale di JW Mind Strike sulla torre CETIN è sparito, l’edificio è in demolizione dal 2023.
Da sapere per questa zona
- Non perdere“Ambitions” e “Objects” di Dede Bandaid & Nitzan Mintz · Murale Siwiec in Siwiecova 2428/2
- SparitiEscif/Kafka, ormai coperto · JW Mind Strike sulla torre CETIN, edificio in demolizione dal 2023
- Zona bonusOlšanské náměstí, parco con altri graffiti minori sotto il ponte di Prokopova
Zona 04 · Praha 9
Vysočany e Libeň
Pragovka Art District · Murali storici e memoriali
Vysočany è periferia industriale vera, e il suo cuore per chi cerca street art è Pragovka Art District, ex fabbrica di automobili trasformata dal 2016 in un centro con oltre 40 atelier. Qui hanno lavorato o esposto Pasta Oner, Jan Kaláb (conosciuto anche come Point o Cakes, tre pseudonimi dello stesso artista), Michal Škapa e Jakub Janovský. Pasta Oner ci ha lasciato un pannello dedicato alle fabbriche demolite per far spazio a nuovi appartamenti di lusso: un’ironia non da poco, visto che Pragovka stessa ha evitato quella sorte diventando distretto artistico.
A Libeň, poco distante, trovate due murali molto diversi tra loro. Il primo, su Zenklova vicino alla fermata Vychovatelna, racconta a fumetti l’Operazione Antropoide, l’attentato al gerarca nazista Reinhard Heydrich: 80 metri di parete firmati Jakub Marek. Il secondo, alla stazione metro Palmovka, è un collage dedicato allo scrittore Bohumil Hrabal, con i suoi libri, la sua macchina da scrivere, i suoi gatti.
Da sapere per questa zona
- PragovkaKolbenova 923/34a, oltre 40 atelier, aperto al pubblico
- Non perdereMurale Anthropoid in Zenklova · Murale Hrabal alla stazione Palmovka
- Come arrivareMetro B, fermata Vysočanská o Kolbenova
Zona 05 · Praha 1, 5, 6
Sponda ovest: Malá Strana, Smíchov, Dejvice
MeetFactory · Pasta Oner · Il muro più romantico di Praga
Tre quartieri diversi tra loro, uniti dal fatto di stare tutti sulla riva sinistra della Moldava. A Malá Strana, proprio sotto il Ponte Carlo, in Saská 80/1, si nasconde “Kissing under the Bridge”: uno dei pezzi più cercati e più difficili da trovare di tutta Praga, nonostante sia a due passi da una delle attrazioni più fotografate della città.
A Smíchov il punto di riferimento è MeetFactory, il centro d’arte contemporanea fondato dall’artista David Černý (lo stesso delle statue provocatorie sparse per Praga). Sulla facciata laterale c’è la Galerie Zeď, dove le opere ruotano ogni tre o quattro mesi: quello che vedrete voi non sarà quello che ho visto io, e va bene così.
A Dejvice, in Vítězné náměstí, capolinea della metro verde, c’era probabilmente il murale più famoso di tutta Praga: “Choose to Be Happy” di Pasta Oner, reinterpretazione pop del Giudizio Universale di Michelangelo, con le mani di Dio che diventano quelle di Topolino. Realizzato nel 2012 in soli cinque giorni per il festival “Stuck in the City”, è stato votato miglior murale ceco dell’anno. Poco distante, alla stazione metro Hradčanská, trovate un’opera di Mara Cmara realizzata con vernici eco-compatibili che assorbono l’inquinamento, ispirata alla Nascita di Venere di Botticelli.


Da sapere per questa zona
- “Kissing under the Bridge”Saská 80/1, Malá Strana, difficile da trovare, portate pazienza
- MeetFactoryKe Sklárně 3213/15, Smíchov, opere a rotazione ogni 3-4 mesi
- Sparito“Choose to Be Happy” di Pasta Oner: un nuovo palazzo costruito di fronte lo ha completamente inglobato, non è più visibile
Zona 06 · Praha 10, Praha 4
Praga Sud: Vršovice e Nusle
Michal Škapa per Greenpeace · Un murale nato dalla guerra
Due quartieri residenziali, meno battuti dal turismo street art classico, ma con due opere che vale la pena raggiungere apposta. A Vršovice, in Moskevská 77/4, c’è “Gai & Gaia” di Michal Škapa, realizzato nel 2022 per la campagna globale di Greenpeace sul cinquantesimo anniversario dell’organizzazione: due figure che rappresentano la natura, corone di pianeta e ingranaggi, uno sciamano e una ragazza che emerge dalla giungla.
A Nusle, in Mojmírova 116/2, Chemis (Dmitrij Proskin, artista ceco di origini kazake) ha dipinto nel marzo 2022 il ritratto di una bambina ucraina che nasconde sotto una bandiera i suoi amici delle favole: Topolino, la Talpa ceca, i Moomin finlandesi, Obelix, Bolek e Lolek polacchi, Gromit inglese, Maya l’ape tedesca. Un simbolo di come l’Ucraina, secondo l’autore, protegga il resto d’Europa.
Da sapere per questa zona
- “Gai & Gaia”Moskevská 77/4, Vršovice
- Murale bambina ucrainaMojmírova 116/2, Nusle
- ConsiglioZona meno centrale, da abbinare a una passeggiata più lunga senza fretta
Il festival: da Wall Street Prague a Urban Pictus
2022 · Prima edizione
Wall Street Prague
Nome originale del festival, prima del rebranding. Cinque murali annunciati, sei realizzati a consuntivo: Innerfields (Germania) con “Calling” a Karlín, Michal Škapa con due opere tra Karlín e Vršovice, Interesni Kazki (Ucraina) a Holešovice, M-City (Polonia) a Karlín. Quattro gallerie coinvolte per la parte espositiva: Villa Pellé, The Chemistry Gallery, Bold Gallery, Karpuchina Gallery.
2024 · Seconda edizione
Urban Pictus
Rebranding da Wall Street a Urban Pictus, e prima espansione fuori Praga, con tappa anche a Brno. Il murale simbolo è l’Attenborough di Tim Marsh a Holešovice. Il festival si è unito alla raccolta benefica storica Akce Cihla (25° anniversario), con artisti come Michal Škapa, Epos 257, Marek Číhal e Jakub Uksa in via Na Příkopě.
2026 · Terza edizione · Vissuta di persona
Mural Ruzyně
Il progetto più ambizioso di sempre: 700 metri di muro continuo in via Vlastina, Praha 6, terzo murale collaborativo più lungo d’Europa, circa 1.800 metri quadri dipinti. Sostenuto dal Ministero della Difesa ceco, proprietario del muro, e dal Vojenský historický ústav.
Curatore del progetto: Petr Hájek, curatore di Urban Pictus. Fotografo ufficiale: Petr Kopa.
Trenta artisti in tutto, tra cui Michal Škapa, Toy Box, Chemis, Sany, Jakub Tytykalo per la scena ceca, e Tim Marsh, Smoka, Bona Berlin, Luca Ledda, Rame13, Juanjo Surace, Kram, Maciej Kreda per quella internazionale. Ci sono stato durante la realizzazione: nel video qui sotto racconto cosa ho visto.
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Praga non è la capitale europea con più muri giganteschi, e forse è proprio per questo che vale la pena percorrerla con calma. Quello che manca in scala lo recupera in densità: ogni quartiere periferico nasconde qualcosa, e nessuna guida, questa compresa, riuscirà mai a coprirla del tutto.
Quello che mi ha colpito di più tornandoci a giugno 2026 non sono stati i nuovi murali di Mural Ruzyně, per quanto imponenti, ma il contrario: i muri che non ho più trovato. Vltavská, Escif, la torre CETIN. È il prezzo di seguire una forma d’arte che vive nello spazio pubblico, esposta a demolizioni, riqualificazioni, semplice logorio.
Questa guida nasce da oltre dieci viaggi diversi a Praga negli ultimi quindici anni, alcuni fatti da solo, altri in collaborazione con l’ente del turismo locale e con soggetti privati della città. Nonostante questo, alcune informazioni arrivano da fonti online che non ho potuto verificare di persona: le ho segnalate dove possibile. Se trovate qualcosa di diverso da quello che descrivo, scrivetemi. Fa parte del gioco con una forma d’arte che per definizione non dura per sempre.
