STREET ART A RAVENNA

Ravenna è la città dei mosaici. Lo sanno tutti, lo dicono tutti. Ma c’è un altro Ravenna, fatto di facciate enormi, quartieri che si trasformano e un festival che dal 2014 ha portato artisti internazionali a lavorare per le strade. Questa guida racconta quel lato, quello che non trovi nelle guide turistiche standard.

Info rapide prima di partire

Tempo minimo

1 giornata intera, 2 per fare tutto con calma

Come muoversi

Bici o bus per il centro e la Darsena, auto per via Salona

Periodo migliore

Primavera e autunno

Livello

Tutti, ma chi conosce gli artisti troverà molto di più

Risorsa essenziale

La guida cartacea di Marco Miccoli: comprala prima di partire

La prima volta che sono andato a Ravenna cercando street art mi aspettavo poco. Una città d’arte medievale, i mosaici, i turisti con la guida in mano. Invece ho trovato una delle scene più interessanti d’Italia, non per quantità, ma per qualità e per il modo in cui l’arte urbana si è inserita in una città che ha già un peso storico enorme.

La tensione tra il patrimonio UNESCO e i muri contemporanei non è un problema a Ravenna: è diventata la sua caratteristica principale. Ci trovi Invader che piazza i suoi mosaici pixel vicino ai mosaici bizantini, e non sembra fuori luogo. Anzi.

Zona 01 · Darsena

Via Tomaso Gulli:
la Cittadella

Ericailcane · Bastardilla · Basik · Zed1 · Millo · Biancoshock · Luogo Comune

Se avete poco tempo e volete vedere il meglio della street art di Ravenna concentrato in 500 metri, via Tomaso Gulli è la risposta. Il complesso condominiale che qui viene chiamato “Cittadella della Street Art” è esattamente quello che sembra: un palazzo intero diventato tela, con opere di artisti che in una galleria normale non vedreste mai insieme.

Ericailcane e Bastardilla hanno dipinto l’ingresso. Basik ha realizzato un omaggio al “Grande Ferro R” di Alberto Burri, un dialogo tra arte contemporanea e arte urbana che funziona meglio di quanto sembri sulla carta. Zed1, Millo, Biancoshock, Luogo Comune completano il quadro. Il muro di Biancoshock in particolare è uno dei pochi in Italia: non è un artista che lavora molto su commissione, quindi trovarlo qui è un colpo di fortuna per chi lo segue.

Alcune opere si animano tramite realtà aumentata: scaricate l’app ARIA The AR Platform prima di arrivare. Non è obbligatorio, ma aggiunge un livello di lettura interessante soprattutto per le opere di Millo e Biancoshock.

Video · La Cittadella e la Darsena

Ho girato via Gulli, la zona stadio con Hyuro e la Darsena: nel video si capisce bene la scala dei muri e come sono distribuiti nel quartiere.

Street Art Ravenna Cittadella - disagian.it

Da sapere per questa zona

  • Come arrivareBus dalla stazione, scendere in via Gulli 249. Raggiungibile anche in bici dal centro in 15 minuti
  • Non perdereIl muro di Biancoshock: uno dei pochi in Italia. E l’ingresso dipinto da Ericailcane e Bastardilla
  • Tech tipScaricate ARIA The AR Platform prima di arrivare: alcune opere si animano con la realtà aumentata
  • BonusSe vi piace lo stile di Camilla Falsini, fate un salto in via Pag prima di andare via

Zona 02 · Zona Stadio Benelli

Hyuro, Millo
e SeaCreative

Muralismo narrativo · Bianco e nero · Opere di artisti scomparsi

La zona stadio è quella che preferisco di Ravenna per una ragione precisa: è la più lontana dall’idea di “distretto della street art”. Ci sono scuole, villette, un mercato rionale, lo stadio Benelli. Non è stata costruita per i turisti, e si sente.

Sul muro dell’Istituto Tecnico Industriale Baldini c’è l’opera di Millo: due figure distese su una città guardano il proprio smartphone, al centro un insieme di pin forma un cuore. È il suo classico bianco e nero, immediato e malinconico allo stesso tempo.

Al Giardino delle Sorelle Mirabal si trova invece l’opera di Hyuro. Hyuro era un’artista argentina che ci ha lasciati troppo presto, e questo muro è diventato una delle opere più toccanti di Ravenna non solo per la qualità ma per quello che rappresenta. Vale la sosta, vale il silenzio.

Proseguendo verso via Punta Silo si trova un’opera di Zed1, e nelle vicinanze anche un pezzo di SeaCreative. La zona ha una densità di interventi che non ti aspetti da una periferia così tranquilla.

Da sapere per questa zona

  • HyuroArtista argentina scomparsa: il suo muro al Giardino delle Sorelle Mirabal è uno dei più toccanti della città. Prendetevi il tempo per guardarlo
  • MilloSul muro dell’ITIS Baldini: cercatelo durante l’orario scolastico quando la zona è più viva
  • Come arrivareA piedi o in bici dalla Cittadella di via Gulli: circa 20 minuti. Comodissimo da abbinare in un unico giro

Zona 03 · Centro storico

Kobra, Invader
e la caccia al tesoro

Murale di Dante · Mosaici pixel · Poster art · Interventi di piccole dimensioni

Il centro storico di Ravenna non è il posto per chi cerca grandi facciate dipinte. È il posto per chi vuole cercare. Gli interventi qui sono piccoli, nascosti, a volte quasi invisibili e dialogano con il contesto storico in un modo che trovo molto più interessante dei murali monumentali.

L’eccezione è il Dante di Kobra in via Pasolini: un’esplosione di colori geometrici che rende omaggio al Sommo Poeta nel luogo della sua sepoltura. È il muro più fotografato di Ravenna, e si capisce il perché. Kobra è uno degli artisti brasiliani più importanti al mondo e i suoi lavori in Italia si contano sulle dita di una mano. Se non sapete dove trovarlo, chiedete a qualsiasi abitante: ve lo indicano subito.

Invader ha lasciato diversi suoi mosaici pixel in giro per il centro: è quasi un gioco cercarli, ed è perfettamente coerente con una città che di mosaici ne ha di ogni tipo. Cercate anche i poster di Blub, gli omini di Exit.Enter e qualche stencil di About Ponny e Ache77 distribuiti nei vicoli.

Da sapere per questa zona

  • Dante di KobraVia Pasolini: l’opera più fotografata di Ravenna. Chiedete a un locale se non lo trovate, lo sanno tutti
  • InvaderI suoi mosaici pixel si trovano sparsi per il centro: cerca le piastrelle colorate sui muri e negli angoli. È una caccia al tesoro
  • ApproccioCamminate senza fretta: gli interventi piccoli si trovano solo se non avete premura

Zona 04 · Darsena

I grandi muri
e il canale

Nemo’s · Tellas · Dzia · Rustam QBic · Pixel Pancho · Ericailcane

La Darsena è il cuore dei grandi muri di Ravenna. Le attività di arte urbana si dividono in due anime distinte che vale la pena separare mentalmente anche nella visita.

Nella zona dei grandi condomini tra via Fiume, via Grado e via Lanciani i muri sono monumentali e ben conservati. L’opera di Nemo’s in via Grado è una delle più intense di tutta Ravenna: il suo stile crudo e diretto non lascia indifferenti. In via Umago c’è invece il muro di Tellas, completamente diverso per approccio. Camminando incontrerete anche opere di Rustam QBicReve+Jim AvignonGola Hundun e Pixel Pancho.

Nella zona più vicina al canale, in via D’Alaggio, l’atmosfera cambia: più portuale, meno cittadina. Qui trovate il muralista belga Dzia (lo inseguo in giro per l’Europa da anni, l’ho incontrato anche a Praga e Torino) e un rarissimo stencil gigante di About Ponny. Attenzione: parte di questi muri era in fase di demolizione durante il mio ultimo passaggio nel 2024. La street art è viva e cambia.

Fuori rotta ma da non perdere: in via Salona si trova l’opera mastodontica di Ericailcane, visibile sia di giorno che di notte. Serve l’auto per arrivarci, ma vale.

Da sapere per questa zona

  • Non perdereNemo’s in via Grado e Tellas in via Umago: due stili opposti, entrambi al loro meglio
  • AttenzioneAlcuni muri vicino al canale erano in demolizione nel 2024: verificate prima di fare km apposta
  • Fuori rottaVia Salona: Ericailcane su scala enorme, visibile anche di notte. Serve l’auto
  • Come muoversiBici dalla Cittadella di via Gulli: 10 minuti. È la combinazione naturale per una mezza giornata

La storia dietro i muri

Marco Miccoli
e Bonobolabo

Subsidenze · Dante Plus · Il curatore che ha trasformato Ravenna

La maggior parte dei muri che vedrete a Ravenna non è lì per caso. C’è una persona e un progetto dietro: Marco Miccoli e il festival Subsidenze, attivo dal 2014. Marco è un ex skater che ha deciso di portare l’arte urbana nella sua città in modo sistematico, costruendo nel tempo una rete di relazioni con artisti italiani e internazionali che ha trasformato Ravenna in una delle destinazioni più interessanti d’Italia per chi segue questo mondo.

Ho avuto la fortuna di incontrarlo e fargli una lunga intervista: quello che mi ha colpito è la chiarezza con cui ha le idee sul perché l’arte urbana funziona a Ravenna e sul perché sarebbe sbagliato trasformarla in un parco tematico. Se volete capire davvero quello che vedete per le strade di questa città, partite da lui.

Marco ha anche curato una guida cartacea alla street art di Ravenna che vi consiglio di comprare prima di arrivare: costa poco, è fatta bene, e permette di vedere cose che altrimenti non trovereste.

Video · Intervista a Marco Miccoli

Ho incontrato Marco Miccoli, fondatore di Bonobolabo, e gli ho chiesto di raccontarmi la storia di Subsidenze, il progetto Dante Plus e come è cambiata Ravenna in questi anni. È probabilmente la cosa più utile che potete guardare prima di visitare la città.

Marco Miccoli Bonobolabo Ravenna - disagian.it

2014-2022 · Concluso

Subsidenze Festival

Il festival che ha portato Ericailcane, Bastardilla, Nemo’s, Millo, Biancoshock e Pixel Pancho a lavorare sulle strade di Ravenna. Non è più attivo, ma i suoi muri sono ancora lì: sono la ragione principale per cui vale la pena venire a Ravenna per chi segue l’arte urbana.

Dal 2014 · Ogni anno · Attivo

Dante Plus

Mostra collettiva annuale alla Biblioteca Oriani, accanto alla tomba di Dante. Nel 2025 è arrivata alla 10a edizione con ospite speciale Martha Cooper. È andato in tour a New York, Los Angeles, Tokyo. Seguite @bonobolabo su Instagram per le date della prossima edizione.

Risorsa · Da comprare

La guida di Miccoli

Marco ha curato una guida cartacea alla street art di Ravenna: costa poco, è fatta da chi sa di cosa parla, e vi porta in posti che nessuna guida online cita. Compratela prima di partire: è la cosa più utile che potete portarvi dietro.

Ravenna non è una città che urla. La sua street art è la stessa cosa: non cerca di impressionare a tutti i costi, ma chi si ferma a guardare trova sempre qualcosa. La tensione tra i mosaici bizantini e i murali contemporanei non è un paradosso: è la cosa più interessante di questa città.

Tornandoci nel 2024 ho trovato una città che continua a investire su questo, che non ha smesso di credere che l’arte urbana sia qualcosa di serio. Finché c’è Subsidenze e finché c’è qualcuno come Marco Miccoli che ci mette l’anima, Ravenna rimarrà una delle destinazioni più interessanti d’Italia per chi segue questa roba.

Una nota

Alcuni muri vicino al canale della Darsena erano in fase di demolizione durante il mio sopralluogo del 2024. La street art cambia — è nella sua natura. Se trovate qualcosa di diverso da quello che descrivo, scrivetemi: aggiorno la guida.

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