STREET ART A TIRANA

Tirana non è una città finita. Ed è proprio questa la cosa più interessante. Palazzi nuovi accanto a edifici che sembrano fermi nel tempo, strade asfaltate che diventano sterrate dopo tre isolati, un centro sempre più europeo e una periferia che racconta ancora una storia completamente diversa. In questo contesto l’arte urbana non è decorazione: è parte di una trasformazione in corso.

Info rapide prima di partire

Tempo minimo

2 giorni pieni per coprire le zone principali

Come muoversi

Taxi o Uber per le zone periferiche. Il centro si gira a piedi

Periodo migliore

Primavera e autunno. Estate molto calda

Avvertenza importante

Non tutti gli incroci hanno un nome. I navigatori non sono affidabili. Usate punti di riferimento visivi

Cosa aspettarsi

Una città in trasformazione rapida: quello che vedete oggi potrebbe cambiare presto

La prima cosa che noti arrivando a Tirana è la velocità con cui sta cambiando. Non è una sensazione, è visibile fisicamente: palazzi nuovi in costruzione accanto a edifici di epoca comunista che nessuno ha ancora toccato, strade larghissime che si restringono all’improvviso, quartieri che sembrano europei e altri che sembrano fermi trent’anni fa. Più ti allontani dal centro, più questa tensione si fa evidente.

È in questo contesto che l’arte urbana ha trovato il suo spazio naturale. Non è stata importata dall’esterno come progetto di marketing urbano: ha trovato terreno fertile in una città che stava cercando la sua identità dopo decenni di regime. I muri di Tirana raccontano questa ricerca meglio di qualsiasi guida turistica.

Una premessa pratica importante: Tirana è una città in cui orientarsi non è semplice. Non tutti gli incroci hanno un nome, i navigatori spesso hanno mappe non aggiornate, e i numeri civici non sempre corrispondono a quello che ti aspetti. Per questo motivo, in questa guida ho organizzato i muri per zone invece che per singolo indirizzo: è il modo più utile per muoversi davvero.

Zona 01 · Centro

Blloku e
Komuna e Parisit

Chekos · Theic Licuado · Gera1 · Davide DPA · Artez · Alexa Lincu · Helidon Haliti

Il Blloku è il quartiere più vivo di Tirana: bar, ristoranti, locali, e una concentrazione di muri che cresce di anno in anno grazie al MurAL Fest. Se avete poco tempo, partite da qui.

In Rruga Sami Frasheri si trova uno dei muri più belli di Chekos, artista italiano tra i più attivi sul territorio albanese. Il suo stile è immediatamente riconoscibile: forme geometriche che dialogano con il figurativo, colori forti. Poco distante, in Rruga Komuna e Parisit, trovate il muro di Theic Licuado intitolato “Nena, Mother”: uno dei primi muri del festival, del 2018, ancora in ottimo stato.

Gera1, artista greco di origini ateniesi, ha lasciato qui “Serena”: un muro che racconta la storia di una ragazza albanese trasferitasi in Grecia e che non riesce a tornare nella sua città. Il punto di riferimento è Rruga Grigor Heba. È il tipo di opera che ti ferma perché ha qualcosa da dire, non solo da mostrare.

Nel 2024, Helidon Haliti ha dipinto un cavallo colorato proprio in Komuna e Parisit: è il curatore del festival che scende in campo come artista, una cosa che succede raramente e vale la pena cercare. Sempre nel 2024, Alexa Lincu da Bucarest ha realizzato “Creating Spaces” in Rruga Reshit Çollaku: libri e colori brillanti, un omaggio alla lettura.

Il calligraffito di Davide DPA “The value of connecting” si trova in Rruga Shyqyri Bërxolli, zona centro: non è facilissimo da trovare, ma vale lo sforzo. E in Rruga Myslym Shyri 2-1 c’è l’opera “Do Not Judge” di Artez, artista serbo: un vecchio uomo che trasporta una bicicletta sulle spalle. Guardate bene i dettagli: c’è qualcosa che cambia il significato dell’opera a prima vista.

Da sapere per questa zona

  • Da dove partireKomuna e Parisit è il punto di concentrazione più alta. Camminate in tutte le direzioni da lì
  • Non perdereChekos in Rruga Sami Frasheri · “Do Not Judge” di Artez in Rruga Myslym Shyri · Il muro di Gera1 in Rruga Grigor Heba
  • Novità 2024Cavallo di Helidon Haliti e “Creating Spaces” di Alexa Lincu in Rruga Reshit Çollaku
  • ConsiglioIl Blloku è anche la zona più comoda per mangiare e bere: organizzate la visita a cavallo di un pranzo

Zona 02 · Sud della città

Zona 21 Dhjetori:
muri internazionali

Solo & Diamond · Manuel Giacometti · Franko Dine

La zona intorno a Rruga Muhamet Gjollesha è meno turistica del Blloku ma ha una concentrazione di muri di qualità molto alta. È il tipo di posto in cui finisci per passarci più tempo del previsto.

Il duo romano Solo e Diamond ha realizzato qui “I have to go”: i loro stili si bilanciano perfettamente, e il risultato è uno dei muri più fotografati della città. Si trova su un angolo di Rruga Muhamet Gjollesha. Dalla parte opposta della stessa strada c’è “Love is Key” di Manuel Giacometti: due innamorati, un messaggio diretto. Giacometti è uno di quegli artisti che porta sempre lo stesso tema nei suoi muri, in tutto il mondo, e qui funziona particolarmente bene nel contesto di una città che sta cercando la sua identità.

Franko Dine ha lasciato “Gjurma Jonë” in Rruga Perlat Rexhepi nel 2022: diversi tipi di calzature disposte a terra, con un verso di Maya Angelou. Il titolo significa “Le nostre orme” e il significato si stratifica quanto più lo guardate.

Da sapere per questa zona

  • Come arrivareTaxi o Uber dal centro: 10 minuti. Non particolarmente comodo a piedi dal Blloku
  • Non perdereSolo & Diamond e Giacometti sulle due facce opposte di Rruga Muhamet Gjollesha: vederli insieme dà il senso del confronto tra stili
  • ContestoLa zona è residenziale e poco turistica: è uno di quei posti in cui si capisce che i muri sono stati messi lì per chi ci vive, non per chi ci passa

Zona 03 · Periferia sud-est

Tirana e Re
e Selitë

Fabian Bane Florin · Pablo Astrain · NoeCor · Zabou · Zane Prater · Case Maclaim

Questa è la zona che mi ha convinto di più. Non perché abbia i muri più grandi o i nomi più famosi, ma perché è qui che si capisce meglio cosa significa trovare arte urbana di qualità in un contesto che non ci si aspetta. La vecchia Tirana, con le sue case basse e le strade irregolari, fa da sfondo a opere internazionali di altissimo livello.

Il muro che mi ha portato a Tirana la prima volta è quello di Fabian Bane Florin, muralista svizzero conosciuto per i suoi iperrealisti. Il titolo è “Perception 2.0”: è la trasposizione su muro di una composizione fotografica dell’artista. Per trovarlo, prendete come riferimento il Diplomat Hotel. Vale il taxi.

Pablo Astrain ha dipinto nelle vicinanze: le sue immagini non sono mai definite alla perfezione, sembrano muoversi. È un effetto che funziona ancora meglio su un muro grande, in una zona periferica, dove hai spazio e silenzio per guardarlo davvero.

NoeCor, giovane artista uruguayana, ha raccontato come durante la creazione del suo muro le donne del quartiere le passassero vicino e le parlassero in albanese. Una comunicazione senza senso apparente, ma che diceva tutto. Il muro si trova in Rruga Aleks Buda, come quelli di Zabou e Zane Prater.

Case Maclaim, artista tedesco attivo dal 1995, ha realizzato “Mother’s Care” in Rruga Urani Pano per l’edizione 2021 del MurAL Fest: un’opera iperrealista ispirata al terremoto del 2019, in cui tante madri hanno pregato per i figli rimasti sotto le macerie. Uno dei muri più intensi di tutta Tirana.

Da sapere per questa zona

  • Come arrivareTaxi o Uber: è periferia, non raggiungibile facilmente a piedi o con i mezzi. Mettete in conto almeno mezza giornata
  • Punto di riferimentoDiplomat Hotel: da lì trovate i muri di Fabian Bane Florin e Pablo Astrain
  • Rruga Aleks BudaNoeCor, Zabou e Zane Prater sono concentrati qui: fate la strada a piedi da un capo all’altro
  • Perché valeÈ qui che si capisce la Tirana vera: non il centro turistico, ma la città che sta cambiando

Zona 04 · In tutta la città

Franko Dine:
l’artista albanese

Il writer più importante d’Albania · Opere in tutta Tirana

Non si può parlare di street art a Tirana senza dedicare spazio a Franko Dine. È lo street artist più famoso d’Albania, nato a Vlora, e ha circa 35 anni. Dipinge dai 16 anni: quando ha iniziato non c’era una cultura del writing in Albania, ha imparato guardando online quello che succedeva nel resto del mondo.

Si è iscritto all’Accademia d’arte di Tirana scoprendo che non esisteva nessun corso sui graffiti. Ha deciso di studiare design. Ma non ha smesso di dipingere muri: anzi, ha iniziato a usarli per raccontare le cose che non si vedevano, la povertà, gli orfani, le storie di chi viveva ai margini di una città che cercava di sembrare normale dopo il comunismo.

Oggi le sue opere sono malinconiche e positive allo stesso tempo. Riescono a trasmettere qualcosa di preciso su cosa significa crescere in Albania in questo momento storico. Troverete i suoi muri in giro per tutta la città: in Rruga Mustafa Qosja c’è “Djali Mistrec” del 2017, uno dei suoi primi muri importanti. In Rruga Perlat Rexhepi il già citato “Gjurma Jonë” del 2022. Seguite il suo profilo Instagram per trovare i più recenti.

Da sapere su Franko Dine

  • Chi èLo street artist più conosciuto d’Albania. Ha contribuito a creare una cultura del writing in un paese in cui non esisteva
  • Dove trovarloRruga Mustafa Qosja (Djali Mistrec, 2017) · Rruga Perlat Rexhepi (Gjurma Jonë, 2022)
  • Per aggiornamentiSeguite il suo profilo Instagram: aggiunge muri nuovi regolarmente

Il festival

MurAL Fest:
la storia

Dal 2018 · Curato da Helidon Haliti · Organizzato da VIZart e Dekori

La maggior parte dei muri che vedete a Tirana sono nati grazie al MurAL Fest, festival organizzato da Dekori (agenzia del Comune di Tirana) e VIZart, curato da Helidon Haliti. Le prime edizioni erano nate dalla collaborazione con 167b Street, associazione leccese specializzata in arte urbana.

Il festival ha avuto edizioni nel 2018, 2019, 2021, 2022, 2023 e 2024, portando ogni anno artisti da tutto il mondo a lavorare sulle facciate di Tirana. Il tema cambia ogni edizione: nel 2022 era legato alla nomina di Tirana come Capitale Europea della Gioventù, nelle edizioni successive il focus si è spostato sul dialogo tra identità albanese e sguardi internazionali.

Helidon Haliti è la figura chiave di tutto questo: artista, curatore, attivista. È lui che ha selezionato gli artisti, costruito i rapporti internazionali, e tenuto in piedi il progetto nel tempo. Senza di lui Tirana avrebbe molti meno muri e molta meno storia da raccontare. Per restare aggiornati sulle prossime edizioni, il riferimento è @muralfesttirana su Instagram.

Dal 2018 · Attivo

MurAL Fest

Edizioni nel 2018, 2019, 2021, 2022, 2023, 2024. Organizzato da VIZart e Dekori, curato da Helidon Haliti. Seguite @muralfesttirana su Instagram per le date della prossima edizione.

Figura chiave

Helidon Haliti

Artista, curatore e attivista. Ha costruito la scena della street art a Tirana quasi dal nulla. Nel 2024 ha dipinto lui stesso un muro in Komuna e Parisit. È la persona più importante per capire l’arte urbana albanese.

Risorsa

Come orientarsi

I navigatori a Tirana non sono affidabili. Usate i nomi delle strade come riferimento approssimativo e chiedete ai locali. Helidon ha risolto il problema concentrando le opere per zone nelle ultime edizioni: più facile trovare i muri nuovi rispetto ai vecchi.

Tirana è una città che cambia velocemente. Quando ci tornerete tra qualche anno troverete muri nuovi, quartieri trasformati, posti che non esistevano. È una cosa che può sembrare un problema per una guida, ma è in realtà quello che la rende interessante: l’arte urbana qui non è un museo, è parte di una città viva.

La tensione tra il centro nuovo e la periferia ancora legata al passato è quello che, secondo me, rende Tirana unica rispetto alle altre capitali dei Balcani. Finché quella tensione esiste, ci sarà spazio per l’arte di dire qualcosa di vero.

Una nota

L’ultima visita risale al 2023. Tirana cambia molto velocemente: alcuni muri potrebbero essere stati coperti da nuove costruzioni, altri potrebbero essere apparsi. Se trovate qualcosa di diverso da quello che descrivo, scrivetemi. E se potete, seguite @muralfesttirana su Instagram prima di partire: è il modo più aggiornato per sapere cosa c’è in questo momento.

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