Blockbuster: il lettering gigante che non si può ignorare

Il blockbuster è uno degli stili di graffiti writing più diffusi al mondo: lettere maiuscole enormi, contorni netti, leggibili anche da centinaia di metri di distanza. È lo stile che hai visto mille volte sui muri dei viadotti autostradali, sui fianchi dei capannoni industriali, sulle sopraelevate ferroviarie. Quello in cui ti chiedi come abbiano fatto a dipingere lettere così grandi.

Cosa è il graffiti blockbuster

In italiano il blockbuster viene spesso chiamato stampatellone, e il nome dice già tutto. I lettering in stile blockbuster sono caratterizzati da grandi dimensioni, contorni netti e squadrati, quasi sempre composti da lettere in stampatello maiuscolo. L’obiettivo non è la complessità visiva, ma il contrario: la massima leggibilità alla massima distanza. Lettere che possono superare i due o tre metri di altezza, realizzate con due colori, uno per il riempimento e uno per l’outline.

In confronto ad altri stili del writing, il blockbuster è stilisticamente più semplice da progettare. Ma questo non significa che sia rapido o poco impegnativo: coprire un intero fianco di un viadotto richiede tempo, organizzazione e molta vernice.

Le regole base del blockbuster sono quelle solite del writing: non scritte, soggette a variazioni personali. C’è chi aggiunge ombre per un effetto 3D semplice, chi arrotonda leggermente gli spigoli. Ma la sostanza rimane: lettere grandi, colori coprenti, leggibilità totale.

Perché si fa un blockbuster

Ci sono tre ragioni principali per cui un writer o una crew sceglie questo stile.

La prima è la più ovvia: visibilità. Un blockbuster alto tre metri su un viadotto lungo un’autostrada è visibile a duecento, trecento metri di distanza. Anche sfrecciando a 100 km/h, l’occhio cade automaticamente su quelle lettere gigantesche. Il nome rimane impresso. Prova a guardare fuori dal finestrino di un treno: quelle lettere enormi che compaiono e scompaiono in pochi secondi sono quasi sempre blockbuster.

La seconda ragione è la copertura: dipingere un blockbuster sopra altri pezzi è uno dei modi più efficaci per cancellarli. Lettere squadrate, colori molto coprenti come il nero o l’argento, e la superficie precedente sparisce sotto pochi strati di vernice.

La terza è il controllo del territorio: coprire uno spazio con un blockbuster enorme significa occuparlo completamente, lasciando zero spazio a chiunque altro voglia intervenire.

Gli strumenti del blockbuster

La bomboletta aerosol rimane lo strumento base del writing, ma il blockbuster ha le sue specificità. Quando si lavora su superfici enormi, entrano in gioco due strumenti fondamentali: il rullo e la tanica di vernice. Il rullo permette di coprire grandi aree in tempi molto più rapidi rispetto alla bomboletta, che viene poi usata per i dettagli e per l’outline. È una delle poche situazioni nel writing in cui la bomboletta non è il protagonista assoluto, ma uno strumento tra gli altri.

Chi ha inventato il blockbuster: Blade

L’invenzione del blockbuster è attribuita a Blade, nome vero Steven Ogburn, nato il 23 gennaio 1957 nel Bronx. In un’intervista Blade ha dichiarato in modo netto: “In terms of styles, I created overlapping 3D letters in 1975 and Blockbuster Letters in 1977.” È lui a fissare la data e a rivendicare la paternità, e le fonti storiche del writing confermano questa attribuzione.

Blade taglia il suo primo treno nel 1972 a soli 15 anni, portato da un amico di nome Hondo 1 al deposito di Baychester nel Bronx. Il nome Blade viene dal cutter da lavoro che portava sempre in tasca. Dal 1972 al 1984 dipinge oltre 5.000 treni sulla subway di New York, un numero che ancora oggi lascia a bocca aperta chiunque conosca le condizioni in cui si lavorava.

Roger Gastman, curatore di Beyond the Streets, la mostra più importante mai dedicata alla storia del writing americano, lo ha descritto con questa frase: “Before New York City made graffiti world famous, BLADE was one of the people who made it famous in New York.”

Blade e Comet: la coppia che ha portato il blockbuster sui treni

Sviluppato lo stile, Blade lo porta a un livello successivo lavorando in coppia con Comet. Verso la fine degli anni ’70 i due si muovono insieme con un obiettivo preciso: conquistare le linee IRT 2 e 5 di New York, le più frequentate e contese della subway.

In quel periodo la competizione era feroce: decine di writer cercavano di prevalere sugli altri per essere riconosciuti come king. La combinazione tra le visioni di Blade e la presenza di Comet sul campo diede vita a qualcosa di nuovo: intere carrozze coperte in blockbuster, con una velocità ed una semplicità mai viste prima. I due riuscivano a coprire più carrozze a testa in una sola notte, lasciando il proprio nome in caratteri enormi che si imponevano su tutto il resto.

Per Blade era lo spazio giusto per la sua visione di pezzi di grande dimensione. Per Comet era un modo per ritagliarsi un ruolo in un momento in cui il wildstyle stava iniziando a dominare la scena.

Negli anni successivi quasi tutti i blockbuster di Blade e Comet sparirono: le politiche di pulizia dell’MTA, il rinnovo delle vetture, e una nuova generazione sempre più orientata a coprire tutto con qualcosa di nuovo. Ma lo stile è sopravvissuto a tutto questo. Ancora oggi, su qualsiasi muro del mondo, quando vedi quelle lettere enormi e leggibili da lontano, stai guardando qualcosa che ha iniziato la sua vita sui binari del Bronx nel 1977.



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