Escif e la sua pittura murale | disagian

Escif e la sua pittura murale

Street Art
on
31 Gennaio 2021

Escif è un artista anonimo conosciuto in tutto il mondo ed originario di Valencia.

Apparso all’interno del famoso documentario “Exit Through the Gift Shop”, viene spesso etichettato come il Banksy spagnolo non solo per la questione dell’anonimato, ma soprattutto per i forti messaggi che riesce ad esprimere con la sua arte.

Escif street artist unico

Ho visto diversi muri di Escif nei vari viaggi che ho fatto, qualcuno recente, qualcuno meno recente, ma devo dire che sono sempre rimasto affascinato dalle sue opere.

La prima cosa da conoscere su Escif è che vive continuamente nella contraddizione: adora dipingere per le strade e non è d’accordo sull’utilizzo dell’arte urbana all’interno dei musei, però spesso è lui stesso ad esporre nelle gallerie.

Le sue fonti di ispirazione sono molteplici: dai primi amici con cui ha iniziato, a BLU, Herbert Baglione, Hell’o Monsters. Tra le cose che comunque lo influenzano di più ci sono i libri, i viaggi e le esperienze: secondo Escif è necessario avere una mente aperta per percepire correttamente tutto ciò che ci circonda e cosa accade intorno a noi.

Escif-Valencia-Coche

La storia di Escif

Escif nasce e cresce a Valencia (così si suppone) ed inizia ad avvicinarsi al mondo del graffiti writing tra il 1996 ed il 1997. Non si conosce la sua età con esattezza, ma si pensa che oggi abbia circa 40 anni.

L’artista considera il writing inizialmente come una forma di attività comunitaria, un modo per stare assieme agli amici ed altri ragazzi, alcuni dei quali già ben inseriti nel movimento valenciano come Brut, Nade, Step e BMC.

Il suo interesse per l’arte cresce negli anni: inizia a capire che non si tratta solo di disegnare qualcosa, ma di un viaggio più profondo, un continuo esplorare ed investigare.

Decide quindi di diplomarsi all’accademia di Belle Arti di Valencia e successivamente di laurearsi in arte urbana presso il Politecnico di Valencia.

Evoluzione dello stile

Dal 1996, anno in cui prende in mano per la prima volta una bomboletta, ad oggi, il suo stile muta, cambia forme e soggetti fino a diventare ciò che oggi lo caratterizza e ci permette di riconoscere le sue opere in giro per le città in maniera inconfondibile.

Tutto questo processo è il riflesso dell’inquietudine che lo ha accompagnato in alcuni momenti della sua vita in cui l’ispirazione veniva meno ed in cui la mente non riusciva ad uscire dai loop che lui stesso, inconsciamente, si autoimponeva.

Nel giro di pochi anni Escif si accorge che il linguaggio del writing e del mondo dei graffiti, il lettering, è limitante per la sua anima e la sua voglia di raccontare. Inoltre a Valencia era molto diffuso, quindi non c’era modo di differenziarsi continuando a fare lettering.

Passa quindi ad uno stadio successivo, un periodo iconografico, in cui le sue opere iniziano ad essere caratterizzate da icone dipinte in maniera ripetitiva (nello specifico l’occhio). L’ispirazione arriva da un artista incrociata a Barcellona, La Mano, Nami.

Ma la ripetizione dello stesso soggetto risulta essere ancora limitante, ed è così che Escif inizia a creare un proprio universo composto da personaggi che svariano da figure umanoidi ad animali fino ad oggetti animati.

La-Mano-Nami-Puppet
La Mano, Nami

Dalla rivoluzione alle rivolte

Il cambiamento è totale: se prima dipingeva i muri per i suoi compagni writer, oggi dipinge i muri per chi ha voglia di ascoltarlo.

Ed ecco che la contraddizione che caratterizza la sua vita da artista torna ancora a farsi notare: mentre prima era contro il sistema, oggi è all’interno del sistema, è diventato nemico numero uno di sé stesso.

Escif dice di non credere più nella rivoluzione, ma piuttosto di credere nelle piccole rivolte che possono iniziare solo all’interno di sé stessi, e la sua arte oggi vuole farci pensare a questa cosa.

Escif-by-collateral
Escif – Valencia | Foto by collater.al

Escif Artista

Sono diversi i temi che Escif affronta nei suoi muri: relazioni, avvenimenti, economia… c’è comunque una caratteristica che accomuna le sue opere ed è il risvolto critico.

Escif non punta a decorare le pareti, rendere più bello un quartiere oppure sponsorizzare un brand: l’artista ha un obiettivo principale ed è smuovere le coscienza degli osservatori portandoli a riflettere su ciò che accade intorno ad essi.

Nelle sue opere si nota subito la semplicità, non c’è alcuna ricerca approfondita delle forme e dei colori. Questo perchè Escif lavora sui concetti: il suo stile è totalmente conseguenza delle sue idee.

Il significato dei suoi muri in strada non punta ad essere fisso ed unico: non esprime mai la sua opinione a parole poichè questo potrebbe limitare l’esperienza e le idee dell’osservatore. Il significato dietro un pezzo in strada è quello che lo spettatore costruisce intorno ad esso: ha quindi senso la spiegazione dell’artista?

Una delle frase che più mi ha colpito di Escif riguarda il significato delle sue opere: a volte è più interessante quello che non dipinge rispetto a quello che dipinge. Insomma, la contraddizione che lo distingue.

Escif-Valencia-denuncia-turismo-di-massa-streetagainst
Escif – Valencia | Denuncia turismo di massa by streetagainst.com

Il muro

C’è un rapporto quasi romantico tra Escif ed i muri. Per l’artista si tratta di un amico a cui raccontare i propri problemi e con cui condividere riflessioni.

Non è un caso che spesso per gli artisti sembra di passare più tempo a preparare l’attrezzatura ed i colori rispetto a quello utilizzato per dipingere.

Dipingere è un atto intimo: tutto scompare intorno a lui, rimangono solo Escif ed il muro.

Il colore

I muri di Escif, grandi o piccoli che siano, sono caratterizzati dall’utilizzo di una palette di colori opachi. Confrontando le prime opere a quelle attuali si nota subito il cambiamento.

20 anni fa Escif era meno ambizioso, ma più eccentrico, libero ed ingenuo: oggi è un artista maturo, ha acquisto esperienza e consapevolezza dei propri mezzi e dipinge utilizzando sfumature di grigio, giallo, bianco, rosa e marrone, tutti colori che ricordano la vita di un muro.

Spesso le sue opere possono sembrare tristi o malinconiche, spente come i colori utilizzati, ma l’obiettivo di Escif è avvicinarsi il più possibile alla realtà che ci circonda con i suoi grigi ed i suoi problemi.

Oggi siamo abituati ad un marketing aggressivo nelle città, dove forme e colori cercando di attirare il nostro sguardo per venderci qualcosa: non è forse più triste questo mondo fatto di felicità artificiale e frustrazione?

Escif-Scala
Escif-Scala

Il simbolismo

Sono diversi i simboli ricorrenti nelle opere di Escif e conoscerne i significati ci può permettere di capire meglio le sue pitture murali.

  • MURO: si tratta di uno dei simboli più importanti del graffitismo; il muro è la tela su cui l’artista racconta una storia, ma è anche ciò che divide le persone. Si tratta di un icona che vuole sempre portare l’osservatore a riflettere
  • BUCO NERO: indica un mondo sottoterra, l’underground. Qualcosa di diverso, dove scappare o rifugiarsi se necessario, ma anche dove fantasticare
  • SCALE: indicano un canale di accesso o di uscita da qualcosa
  • RECINZIONI: indicano un confine difficilmente superabile, ma che con qualche difficoltà può essere oltrepassata
  • SEDIA: il simbolo della riflessione e dell’accoglienza

Escif ed il problema street art

Escif non ama che le sue opere per le strade delle città vengano classificate come STREET ART (Non è un termine proprio del movimento), preferisce che vengano classificati come interventi urbani oppure pitture murali.

Secondo Escif la versa street art è quella creata da chi non ha un vero e proprio interesse nell’arte, ma da quelle persone che credono che ciò che fanno può cambiare il contesto in cui stanno vivendo e migliorarlo. L’arte non dovrebbe avere a che fare con la pittura di grandi pareti o con i guadagno di milioni.

L’artista non vede un miglioramento o una crescita nel mondo della street art: sono la propaganda, il marketing e l’istituzionalizzazione ad essere cresciuti. Arte, storia dell’arte e mercato dell’arte si basano su valori diversi e cose diverse, ma oggi forse si tende a mischiare tutto senza accorgersene.

Escif-Valencia

Escif ed i musei

C’è una frase di Escif che mi ha colpito e recita: “Le gru sono salite troppo in talo ed i pittori hanno dimenticato che la pittura arriva dalla terra, io ho dimenticato la pittura arriva dal basso“.

Il rapporto di Escif con musei e gallerie è sempre stato controverso: se da una parte tende a sottolineare sempre fortemente come l’arte urbana debba rimanere per le strade, dall’altra si ritrova spesso per primo ad esporre all’interno di musei e gallerie d’arte.

Escif è consapevole di questa incoerenza ed utilizza questa contrapposizione proprio per trarre sempre nuove ispirazioni.

Per l’artista gran parte di ciò che vediamo è istituzionalizzato: l’arte libera è altro, è scomoda. L’arte dovrebbe aprire le porte che il potere tiene chiuse e mettere in discussioni i valori che la società tende ad opprimere.

Eppure non sono poche le mostre a suo nome. La differenza, per Escif, sono i contenuti ed i messaggi: nelle sue mostre c’è una ricerca personale ed interiore, un racconto più intimo, mentre nei suoi interventi per strada c’è più denuncia e critica verso un sistema esterno con un messaggio che può variare da persona a persona, senza la necessità che sia l’artista a raccontarlo.

Per utilizzare sempre delle sue parole: per strada Escif è un uccello, mentre negli spazi è un ornitologo.

Escif nel mondo

Sono più di 20 anni che Escif gira per il mondo alla ricerca di nuovi stimoli e lasciando dietro sempre i suoi messaggi critici verso una società che cerca continuamente di opprimere le libertà dell’uomo.

La scuola spagnola ci ha donato sicuramente tantissimi talenti in questo mondo, ed è proprio in Spagna, tra Valencia e Barcellona, che si possono trovare alcune delle sue opere, anche molto vecchie

Escif-Valencia-Fuera-Droga-Barrio

Escif Valencia

Nei muri della città vecchia non è difficile incrociare alcuni muri di Escif: essendo la città in cui vive è facile anche per l’artista creare arte urbana di denuncia contro avvenimenti e scelte politiche azzardate.

Vi basterà camminare per il quartiere del Carmen per trovare continuamente muri con i suoi messaggi. Focalizzandoci invece su grandi pareti, le tre che mi sento di suggerire si trovano presso l‘IVAM (Istituto Valenciano di Arte Moderna) e presso la Escuela Barreira A+D.

La prime due, sono un ricordo del quartiere di Valencia in cui si trovano: una denuncia allo spaccio, oramai sparito dopo la riqualificazione ambientale, ma anche una dedica a ciò che il quartiere è stato ed è per gli abitanti del luogo.

La terza opera, più recente, è una denuncia verso il tempo che oggi perdiamo a causa della tecnologia: la vida es otra cosa vuole farci ragionare in maniera semplice sulle cose che sono in realtà di poco conto, ma che per noi diventano quasi vitali.

Escif-Valencia-La-vida-es-otra-cosa-by-streetagainst
Escif – Valencia |La vida es otra cosa by streetagainst.com

Escif Katowice

Uno dei muri più conosciuti di Escif è sicuramente quello di Katowice dove è rappresentato un gigantesco interruttore.

Questa opera, risalente al 2021, è stata ideata appositamente per il Katowice Street Art Festival dall’artista e prende il titolo di THE SWITCH. Obiettivo? Far ragionare l’osservatore sul consumo continuo di energia nel mondo.

Escif-Katowice-The-Switch

Escif Napoli

Quasi una decina di anni fa Escif è salito alla cronaca per un suo intervento a Napoli. Non parliamo di grandi muri, ma di un piccolo spazio dove l’artista ha voluto lasciare un ricordo dedicandolo alle persone che abitano la città campana.

Dal titolo “A few of everything” l’opera di Escif vuole omaggiare lo spirito napoletano di arrangiarsi, ma al contempo una riflessione sul fatto che spesso le persone sappiano lavorare su tutto, ma al contempo su niente.

Escif-Napoli-by-streetartnews
Escif – Napoli | Foto by streetartnews.com

Insomma, penso sia chiaro che Escif è sicuramente tra i miei artisti preferiti per il suo modo di esprimere concetti critici, ma anche per come vive il contrasto tra strada e musei, in cui spesso mi ci ritrovo.

Negli ultimi anni Escif sta seguendo diversi progetti green, tra cui uno in Italia (Breath) di cui sentiremo parlare sicuramente nel 2021.

TAGS
RELATED POSTS
disagian
MIlano

Ciao sono Gianluigi, ma la gente persiste nel chiamarmi Gianluca. Ho sempre viaggiato con l'obiettivo di farlo per passione e non per lavoro. Mi muovo alla ricerca di street art e bevo caffè e birrette nelle zone più urban delle città. Ho qualche match su Tinder, odio le candele e non credo negli ombrelli.

Un viaggio all'interno di street art, writing ed arte urbana
Ascolta il mio podcast
VAI AL PODCAST
Street art, Writing ed Arte Urbana
Ascolta Disagismi Urbani
VAI AL PODCAST
Iscrivi alla newsletter!
Consigli su cosa leggere, cosa vedere, dove viaggiare ed un piccolo resoconto su ciò che è successo nel mondo dell'arte urbana. Una volta al mese, se mi ricordo
ISCRIVITI
Cliccando su ISCRIVITI accetti di ricevere la newsletter di disagian (Leggi l'informativa completa)
No, grazie
Newsletterismi?
Se ami la street art, fidati, ne vale la pena!
ISCRIVITI
Cliccando su ISCRIVITI accetti di ricevere la newsletter di disagian (Leggi l'informativa completa)
No, grazie
TI PIACE LA
STREET ART?
SCOPRI I MURI CHE HO FOTOGRAFATO VIAGGIANDO
INSTAGRAM
TI PIACE LA
STREET ART?
SCOPRI I MURI CHE HO FOTOGRAFATO VIAGGIANDO
INSTAGRAM