JR street art fotografica

JR è uno degli artisti più importanti e riconosciuti degli ultimi vent’anni. Francese, identità quasi sempre nascosta sotto cappello e occhiali, ha costruito un linguaggio visivo unico che fonde fotografia e arte urbana, portando i volti delle persone su superfici che nessuno aveva mai pensato di usare come galleria.

La storia di JR

JR, nome vero Jean René, nasce a Parigi nel febbraio 1983 da famiglia di origini tunisine, e cresce a Montfermeil, piccolo comune nella parte settentrionale della città.

Crescere in periferia significa avere pochi stimoli e molto tempo libero. Come tanti suoi coetanei, JR si avvicina al writing con il desiderio di fare qualcosa che lasci il segno, qualcosa che dica al mondo che esiste.

Il periodo dei graffiti

Il periodo legato al writing non dura tantissimo. JR inizia con lo pseudonimo Face3 (informazione difficile da verificare con certezza assoluta, ma citata dall’artista stesso). Era molto appassionato, al punto da essere più volte espulso dalla classe per raggiungere gli amici con cui andare a taggare.

Solo successivamente il nickname si trasforma in JR, le iniziali del suo nome. L’artista ha confermato di essersi ispirato al personaggio J.R. Ewing della serie TV americana Dallas.

JR aveva una caratteristica che lo differenziava dagli altri: la capacità di arrampicarsi facilmente sui tetti e raggiungere superfici difficili. Il lettering però non era il suo punto forte.

JR fotografo per caso

La svolta arriva durante una notte in giro con gli amici. JR trova per puro caso una piccola fotocamera analogica abbandonata.

Quella fotocamera cambia tutto. Non sentendosi allo stesso livello degli amici nel lettering, inizia a ragionare sul motivo che lo spingeva a scrivere. Smette di essere protagonista e diventa osservatore: documenta il viaggio invece di parteciparvi. Non vuole più dire “io esisto”, vuole dire “loro esistono”.

Da questo cambio di prospettiva nasce l’intreccio perfetto tra fotografia e arte urbana: il collage fotografico sui muri delle città.

Lo stile e il metodo

La descrizione che JR dà di sé stesso è rimasta invariata negli anni: “Sono un artista, almeno fino a quando non trovo un lavoro serio.”

Appare sempre con cappello e occhiali, raramente senza. Dietro questa scelta c’è una parte teatrale, ma anche una ragione pratica: quello che fa è legale in certi contesti, illegale in altri.

Secondo JR esistono principalmente due modi per descrivere il suo lavoro: attaccare immagini sui muri oppure connettere le persone. La creazione di un’opera richiede molto tempo: ricerca del soggetto, conversazione diretta con le persone, scatto fotografico, stampa in grande formato e tutto il processo di incollamento. I soggetti vengono scelti dopo uno studio sul campo: JR vuole conoscere le persone, ascoltarle, capire cosa hanno da raccontare.

I progetti principali

Portrait of a Generation, 2004-2006

Nel 2004 JR inizia a capire che i muri possono essere la sua galleria personale. Inizia ad attaccare sui muri del ghetto della sua città, Les Bosquets a Montfermeil, i volti dei ragazzi che abitano nella zona.

Nel 2005 due giovani vengono uccisi dalla polizia nelle periferie parigine. La situazione esplode in una serie di rivolte che mettono a ferro e fuoco gran parte della banlieue. Mentre i media etichettano quei ragazzi come delinquenti, JR prepara la sua risposta.

Nel 2006 torna ad attaccare sui muri di Parigi i loro volti, enormi, buffi, umani. Il messaggio è diretto: guardateli negli occhi. Il problema non sono le persone.

Face 2 Face, 2007

Sul muro che divide Israele dalla Palestina, JR attacca i volti degli abitanti dei due territori, affiancati, senza indicarne la provenienza. Tassisti, operatori ecologici, infermieri: persone che fanno lo stesso lavoro, che vivono separati da un muro di cemento. Gemelli divisi alla nascita e cresciuti da famiglie diverse. Viene arrestato durante il progetto, ma riesce a portarlo a termine

Women Are Heroes, 2008-2014

Sei anni di lavoro, cinque continenti. Brasile, Francia, Sierra Leone, India e altri paesi. JR gira il mondo con la consapevolezza che le donne sono quasi sempre le prime vittime dei conflitti, delle guerre e delle rivoluzioni: stupri, ingiustizie, crimini politico-religiosi. Vittime allo stesso modo in ogni parte del mondo. Con questo progetto dà voce alle loro storie, incollando i loro volti sulle pareti delle loro città.

Giants: Olimpiadi di Rio e Kikito

Con il progetto Giants JR introduce le impalcature speciali che gli permettono di sfruttare la prospettiva senza usare il muro come base. Le prime installazioni sono a Rio de Janeiro in occasione delle Olimpiadi del 2016: tre immagini di altrettanti atleti in azione, riconoscibili anche da lontano.

Il secondo Giants è Kikito: sul lato messicano del muro tra Messico e USA, JR installa l’immagine di un bambino che sembra affacciarsi sul lato americano, desiderando quasi di scavalcare. Un’installazione di pochi giorni che ha fatto il giro del mondo.

TED Prize e Inside Out, 2011

Nel 2011 JR vince il TED Prize, diventando il più giovane artista a riceverlo. Con quel riconoscimento lancia Inside Out: chiunque può caricare il proprio progetto sul sito, richiedere la stampa in grande formato e iniziare ad attaccare i propri volti dove vuole. Al gennaio 2024 Inside Out ha coinvolto più di mezzo milione di persone in tutto il mondo.

La Ferita, 2021

Nel 2021 JR porta in Italia un progetto che riflette sull’impatto del Covid-19 sulla cultura. A Palazzo Strozzi a Firenze e a Palazzo Farnese a Roma, delle grandi installazioni prospettiche aprono squarci sulle facciate dei palazzi storici, ricordando quanto ci siano mancate le visite ai musei durante la pandemia.

Retour à la Caverne, Palais Garnier, 2023

Nell’autunno del 2023 JR trasforma la facciata del Palais Garnier a Parigi in un palco per 153 danzatori che si esibiscono su impalcature alte trenta metri davanti a 25.000 spettatori. La performance si chiama Chiroptera ed è il secondo atto di un progetto più ampio intitolato Retour à la Caverne: la facciata dell’Opera sembra trasformarsi in una gigantesca grotta naturale.

La Nascita, Milano 2024

Nel 2024 JR trasforma la facciata della Stazione di Milano Centrale e Piazza Duca d’Aosta in un’installazione temporanea intitolata “La Nascita”, rimasta visibile per tre settimane, trasformando uno dei luoghi più frequentati d’Italia in una galleria a cielo aperto.

The Cave of the Pont Neuf, Parigi 2026

Nel 2026 JR trasforma il Pont Neuf di Parigi, il ponte più antico della città, in “The Cave of the Pont Neuf”: un’installazione monumentale e immersiva che trasforma la struttura in un paesaggio sotterraneo e minerale, ispirato alle cave di pietra che hanno fornito i materiali per costruire Parigi. Un tributo a Christo e Jeanne-Claude che nel 1985 avevano avvolto lo stesso ponte con tessuto dorato.Il film: Paper & Glue

Nel 2021 è uscito negli USA il documentario Paper & Glue, diretto da JR stesso, che racconta il suo processo artistico e i suoi progetti nel mondo. Il film ha ricevuto una nomination agli Emmy. In Italia è disponibile su alcune piattaforme streaming.

JR in Italia: uno sguardo d’insieme

JR ha un rapporto speciale con l’Italia. Oltre a Firenze e Roma con La Ferita nel 2021, nel 2025 ha presentato “Chi sei, Napoli?” alle Gallerie d’Italia di Napoli, e nel 2024 ha trasformato la Stazione di Milano Centrale in un’installazione temporanea. Il paese continua a essere uno dei contesti in cui torna con più frequenza.

JR rimane uno degli artisti più difficili da inquadrare: troppo fotografo per i muralisti, troppo urbano per i fotografi, troppo popolare per chi preferisce l’underground. Ma è esattamente questa impossibilità di catalogarlo che lo rende interessante. Quello che fa è semplice: stampa un volto, lo incolla su un muro, e ti costringe a guardare.

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