Space Invaders street art: quando i pixel invadono le strade | disagian

Space Invaders street art: quando i pixel invadono le strade

Street Art
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7 Aprile 2020

Di Invader non sappiamo molto: è francese, dovrebbe avere una quarantina di anni, si dice sia il cugino di Mr.Brainwash ed è riuscito fino ad oggi a mantenere segreta la sua identità.

Questa vita in incognito, come lui stesso ha descritto, gli permette di partecipare agli eventi (persino alle sue stesse mostre) godendosi liberamente il momento.

Solo pochissime persone fidate conoscono la sua identità: i suoi genitori sono convinti lavori come piastrellista, mentre in realtà è uno dei maggior esponenti della street art contemporanea.

Invader Street Art

Una cosa importante da sapere su Invader è che lui assolutamente non si reputa uno street artist e non ama essere etichettato in questo modo.

Invader utilizza un acronimo perfetto per definire la sua figura: UFA, cioè Unidentified Free Artist; chi meglio di Invader poteva essere classificato con un termine legato alla parola UFO?!

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Invader Was Here

Non ci sono messaggi politici o profondi dietro i suoi mosaici: per Invader la sua arte è frutto di un esperimento artistico globale ed è a-politica, anche perchè illegale.

Invader classifica la sua arte come vere e proprie invasioni e non come installazioni o come performance artistiche.

Ogni invasione richiede del tempo, solitamente dalle 3 alle 4 settimane: nelle prime settimane Invader studia la città e gli abitanti cercando di capire quali siano i migliori luoghi per poter posizionare uno dei suoi alieni.

Scovati i luoghi più emblematici e spesso difficili da raggiungere, Invader organizza le sue attività di notte: colla, cemento, scala e copricapo. In questo modo, quando la città si sveglierà, rimarrà sorpresa dall’invasione aliena.

Invader-02
Space Invaers

Space Invaders Videogame

Il videogioco da cui l’artista ha preso inizialmente spunto è Space Invaders, prodotto dalla Taito nel 1978.

Nonostante sia molto semplice come gioco, si tratta sicuramente di una pietra miliare sia per il mondo dei videogame che per il mondo digital in generale.

Il videogioco consiste nel proteggere la terra da un invasione aliena utilizzando un cannone. Trattandosi di uno dei primi videogame della storia, la grafica è veramente semplice, composta da pochi pixel colorati.

Proprio la grafica di questi meravigliosi alieni, costituita da piccoli pixel, è stata la fonte di ispirazione dell’artista Invader che come le navicelle del videogioco, ha cercato e cerca ancora oggi di invadere più città possibili.

Invader-Incognito
Invader Incognito Mode

La storia di Invader

Invader nasce a Parigi tra gli anni 70 e gli anni 80 ed è qui che cresce e sviluppa la sua arte.

Si è laureato all’Accademia di Belle Arti di Parigi ed a differenza di tanti suoi colleghi artisti, non ha un background da writer: Invader non ha contatti diretti con la graffiti scene di Parigi durante la sua adolescenza.

Questa cosa comunque non è un limite ai progetti di Invader ed è così che, una notte del 1993, di spontanea iniziativa comincia la sua prima invasione per le vie di Parigi. Oggi sono quasi 80 le città del mondo ad aver subito un invasione, alcune anche più di una volta.

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I suoi personaggi non sono solo ed esclusivamente ispirati alla prima generazione di videogame, ma anzi, Invader è stato capace di creare dei nuovi personaggi.

Oltre alle nuove creature, Invader ha spesso preso ispirazione dalla cultura pop e dai luoghi da lui visitati per ricreare con la sua arte figure iconiche come per esempio la Pantera Rosa, la Sirenetta oppure ancora la Gioconda.

Invader-01

Space Invaders Art: mosaico

Il mosaico è la tecnica artistica scelta da Invader per diffondere la propria arte.

Nonostante non si tratti di qualcosa di nuovo, ma anzi di una delle più antiche forme artistiche, l’utilizzo da parte di Invader della tecnica del mosaico per rappresentare figure da attaccare per strada ha creato un connubio perfetto tra storia e contemporaneità.

Il processo creativo di Invader è molto semplice: dopo aver disegnato su carta la sua opera, recupera dei piccoli (o medio-grandi) tasselli di piastrelle e li unisce per comporre il suo disegno.

Ottenuto il disegno, con dello scotch sulla parte frontale unisce i tasselli: questo gli permette di girare senza problemi l’opera e lavorare sulla parte che verrà appiccicata al muro.

Nel caso in cui l’invasione debba avvenire su una superficie piana, Invader getta una piccola mano di cemento sul retro della sua creazione, altrimenti adopera il silicone che gli permette di adattare l’opera a superfici tonde e spigolose.

Durante l’invasione infine Invader utilizza una miscela di cemento e supercolla per attaccare il suo alieno al muro.

Invader-Bilbao
Invader in Bilbao

World Invasion: Invader nel mondo

Negli ultimi 20 anni Invader ha viaggiato soprattutto in Europa (Specialmente in Francia, poichè gli è più facile muoversi), ma ha avuto modo di lavorare in tutti i continenti.

Nel momento in cui sto scrivendo questo articolo, sono ben 79 le città invase e più di 3800 gli invaders appiccicati.

2008 Vienna

Il Museumsquartier di Vienna è una delle zone più interessanti della città, soprattutto a livello culturale. Caratterizzato da diversi ingressi, uno è stato decorato da Invader creando una specie di passerella spaziale.

2010 Winwood

Nel 2010 Invader è invitato per la prima volta a Miami per partecipare ad uno dei legal wall in una delle zone più conosciute al mondo quando si parla di street art: Winwood

2012 Cancun: nelle profondità marine

Da qualche anno Invader stava pensando di invadere il mondo sottomarino e nel 2012 ha avuto la possibilità di farlo collaborando con Jason de Caires, un’artista che si occupa di installare sculture che rappresentano situazione contemporanee proprio negli abissi.

Invader-Sottacqua

2012 Art 4 Space

Nel 2012 Invader è invitato nuovamente a Miami, ma questa volta per una sua mostra personale. Alla ricerca di qualcosa di unico e diverso, l’idea di Invader è quella di inviare un piccolo alieno in orbita utilizzando un pallone aerostatico.

2015 Spazio

Nel 2015 Invader realizzo uno dei suoi sogni: portare uno dei suoi Invader al di fuori dell’atmosfera terrestre. Attualmente una sua piccola creatura si trova in una Stazione Spaziale Internazionale.

Invader-Space-ISS
Invader nello spazio

2019 Djerba a Star Wars Tribute

Nel 2019, durante il suo viaggio a Djerba, Invader ha voluto rendere omaggio a Star Wars creando dei mosaici dedicati al capolavoro (oggi) Disney ed appiccicandoli sugli edifici utilizzati durante le riprese dei film.

Invader-Djerba
Invader Djerba

2019 Centre Pompidou

Uno dei centri artistici più famosi dell’intera France è il Centre Pompidou, a Parigi. Qui molto artisti hanno messo la loro firma e tra questi c’è anche Invader: qui si trova l’alieno più grande mai creato.

Invader-Bilbao-02
Invader in Bilbao – 10 Punti

Gioca con Flashinvaders

Tra i progetti più interessanti di Invader c’è un’applicazione che permette di raccogliere all’interno di un archivio personale gli invader scovati per il mondo.

La cosa bella dell’applicazione è che rilascia un punteggio per ogni invader scovato: più sono complicati, più aumenta il punteggio.

Invader in Italia

Anche se non se ne parla molto, Invader è stato due volte in Italia: a Ravenna e Roma.

Invader-Ravenna
Invader Ravenna

Ravenna è stata scelta nel 2014 e 2015: la prima volta su invito da parte dell’Associazione Culturale Marte (Opera visibile al Planetario di Ravenna), la seconda volta per sua scelta con una versa invasione.

Ravenna è una città fortemente legata alla tradizione artistica del Mosaico ed ha voluto rendere onore a questa tecnica artistica regalando alla città alcune suo opere (Sono presenti diverse mappe online per scovarle).

Invader-Roma
Invader Roma

A Roma le invasioni sono state 3: perchè scegliere Roma? … perchè non si può non visitare Roma!

In totale sono stati installati dall’artista 75 differenti invader: molti sono andati distrutti, altri coperti, pochi sono ancora visibili camminando per le vie della città.

Foto di copertina by Martha Cooper

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MIlano

Ciao sono Gianluigi, ma la gente persiste nel chiamarmi Gianluca. Ho sempre viaggiato con l'obiettivo di farlo per passione e non per lavoro. Mi muovo alla ricerca di street art e bevo caffè e birrette nelle zone più urban delle città. Ho qualche match su Tinder, odio le candele e non credo negli ombrelli.

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