Tracy 168 : l’ideatore del wild style

Tracy168 è stato uno dei pionieri del graffiti writing e (auto-proclamatosi) l’inventore del Wild Style Graffiti, uno degli stili di writing più complessi sia da realizzare, che da leggere. Per Tracy168, però, wild style non era solo un modo di dipingere e realizzare pezzi, ma era un vero e proprio stile di vita: scopriamo assieme la storia di questa enorme figura che ha fatto parte della storia del writing.

Nel Bronx degli anni ’60 il writing non è ancora “arte urbana” come la conosciamo oggi, ma una lingua grezza che si scrive di notte sui treni e sui muri. In mezzo a questo caos nasce Tracy 168, una delle figure che più di altre ha contribuito a trasformare quella scrittura impulsiva in qualcosa di riconoscibile, strutturato e, nel tempo, leggendario.

La sua storia parte da lontano: un’infanzia instabile, il Bronx e Manhattan come territori di passaggio, e poi l’ingresso precoce nel mondo del tagging, fino al salto folle e quasi irreale verso i treni. Ma è proprio lì che Tracy inizia a costruire la sua identità, scegliendo un nome che mescola radici personali e geografia urbana, fino a diventare parte attiva di crew storiche come la Wanted e poi la Wild Style, dove il writing inizia a cambiare forma.

È in questa fase che prende vita uno dei passaggi più importanti della sua carriera: la sperimentazione del wild style, un linguaggio fatto di lettere intrecciate, deformate, quasi ingestibili, che segna un punto di svolta nell’estetica dei graffiti. Ma Tracy non si ferma alle lettere: introduce anche elementi visivi come il celebre puppet e i riferimenti ai cartoni animati, intuendo che un simbolo poteva restare impresso più di un semplice nome.

Questa è solo la superficie di una storia molto più complessa, fatta di crew, treni, scelte estetiche e intuizioni che hanno cambiato per sempre il linguaggio del writing. Ma il modo in cui Tracy 168 è riuscito a influenzare tutto questo va oltre quello che si vede sui muri…
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