Jorit Agoch: chi è lo street artist della Human Tribe | disagian

Jorit Agoch: chi è lo street artist della Human Tribe

Street Art
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5 Novembre 2020

Jorit è uno degli street artist più conosciuti in Italia; le sue opere non lasciano mai il tempo che trovano: gli immensi volti rappresentati sulle pareti da questo giovane artista riescono sempre a colpire lo sguardo dell’osservatore portandolo ad una ricerca introspettiva e mettendolo faccia a faccia con il tema che caratterizza la sua opera.

La sua è una guerrilla pittorica che trasmette messaggi forti, smuove le persone e cerca di abbellirne la coscienza.

Jorit graffiti, l’inizio e la tag

Jorit nasce writer, come tantissimi suoi colleghi. In una zona di Napoli che purtroppo non può offrire molto ai giovani, Jorit Agoch cresce con il rischio di sentirsi obbligato ad intraprendere la via che la strada gli offre.

Per caso un giorno, camminando, si accorge di un ragazzo intento a dipingere sui treni. In un comune di 40000 abitanti come Quarto, dove c’è poco da fare, farsi le canne ed annoiarsi era all’ordine del giorno; dunque per un ragazzo appassionato di disegno cosa poteva esserci di meglio se non provare a lasciare qualche firma in giro?

Così, insieme a qualche compagno, iniziano le prime scritte sui muri e la prima vera tag su un treno alla stazione di Quarto Officina: AGOCH.

Parafrasando alcune sue parole, Jorit non si ferma più e continua per anni a taggare in giro, a volte senza rispetto del luogo. Combina anche qualche “guaio” nei suoi primi anni da writer, ma tutte cose nell’ordine del mondo in cui si è inserito: nulla di estremamente grave, come magari sarebbe potuto succedere se quel giorno invece di prendere in mano una bomboletta spray avesse deciso di intraprendere un’altra carriera

Ma chi è Jorit?

Il nome d’arte Jorit Agoch è composto dall’unione del suo vero nome di battesimo e la sua tag. All’anagrafe Jorit Ciro Cerullo, classe ’90, con padre partenopeo e madre olandese, nato e cresciuto nella periferia Nord di Napoli, a Quarto.

Quarto offre veramente poco ad un giovane come Jorit, ma lui riesce comunque a trovare una sua strada (Anche se inizialmente nell’illegalità) senza mai dimenticare la gente con cui è cresciuto e soprattutto l’ambiente in cui è cresciuto, anche quando si muove per il mondo alla ricerca di spazi da taggare e di ispirazione artistica.

Jorit-Murales

Gli studi ed i viaggi che hanno influenzato Jorit

Spesso si parla poco di questo lato di Jorit poiché viene sottovalutato, ma nonostante le difficoltà di essere cresciuto a Quarto, Jorit è sempre stato uno studente modello, più o meno.

Jorit è diplomato e successivamente si è iscritto all’Accademia di Belle Arti di Napoli: nonostante non frequentasse molto, vuoi perché in giro per il mondo, vuoi perché intento a dipingere qualche treno e qualche muro, l’artista termina gli studi con il massimo dei voti (e lode).

Insomma, Jorit è un ragazzo che non solo ha approfondito la materia artistica sul campo, viaggiando e conoscendo nuove persone, ma anche studiando sui libri per migliorare le proprie capacità cognitive.

Parlando di viaggi, non si può non citare il suo viaggio in Africa nel 2005: scopre la Tanzania, i suoi paesaggi, il suo popolo e ne rimane affascinato, tanto da tornarci più volte, anche per studiare per la scuola d’arte Tinga Tinga di Dar es Salaam.

In Africa viene a contatto con una natura umana diversa da quella europea, con artisti di altissimo livello abituati a dipingere in maniera diversa e rappresentare le persone non solo per quello che l’occhio vede, ma anche per quello che l’anima percepisce.

L’Africa segnerà a vita lo stile di Jorit che dal 2005 al 2010 subisce un cambiamento radicale, passando da rappresentazioni semplici e writing allo studio del volto umano, della sua rappresentazioni e delle emozioni che esso può trasmettere.

Jorit-Maradona

Jorit Street Art

Secondo Jorit la street art è la forma d’arte più interessante degli ultimi 100 anni e dovrebbe evolversi ancora, diventando un arte militante e rivoluzionaria inviando messaggi forti, permettendo alle persone di ragionare sui temi e portandole a cercare di trovare soluzioni per migliorare una realtà che molto spesso è triste, cupa e negativa per svariati motivi.

Evoluzione di stile e carriera

Jorit cresce come tanti suoi colleghi writer sviluppando lo stile attorno al writing e lo studio della lettera. Questo percorso si intreccia spesso anche con l’analisi dei naming e dei luoghi in cui lasciare la propria firma.

La svolta arriva con il tempo: la maturazione personale coincide anche con quella artistica e Jorit inizia ad esprimere un forte interessa per i volti delle persone e per le sfumature che li caratterizzano.

Jorit si accorge di poter vedere il mondo in maniera diversa: dipingere e studiare lo aiutano a migliorare, portandolo a carpire alcuni dettagli che in età adolescenziale non vedeva, come le varie sfumature di colore di una foglia.

Jorit-Paolo-Cannavaro

I volti quindi diventano il soggetto principale della sua ricerca: c’è qualcosa di profondo nel nostro essere umani. Rappresentare un volto non è semplicemente dipingere una persona, ma mettere l’osservatore a tu per tu con se stesso: come possiamo provare odio quando guardiamo una persona negli occhi?

Jorit-Che-Guevara

La Human Tribe di Jorit

Tutti i volti dipinti da Jorit hanno una caratteristica: due strisce rosse sulle guance.

Durante i suoi viaggi in Africa l’artista entra in contatto con persone appartenenti a diverse tribù locali ed approfondisce il rito della scarificazione.

Alcune tribù in Tanzania e Kenya segnano i volti degli appartenenti alla tribù stessa come simbolo di fratellanza ed accettazione oppure come simbolo di ingresso nell’età adulata; la scarificazione consiste in diverse tecniche, ma la più usata è costituita da tagli di varia forma e lunghezza: ogni tribù ha il proprio rito e questo permette anche di riconoscere la tribù di appartenenza di una persona.

Affascinato da questo concetto, Jorit ha deciso di trasportarlo all’interno dei suoi muri creando quella che lui chiama Tribù Umana o Human Tribe: il colore della pelle, degli occhi, dei capelli, la tua età, il fatto di essere uomo o donna non ti rendono migliore o peggiore, siamo tutti esseri umani ed apparteniamo ad una grande tribù.

Il caso Jorit Israele

Purtroppo uno dei motivi che hanno portato il nome di Jorit alla ribalta è stato il suo arresto da parte delle truppe israeliane nel 2015.

Quella è stata probabilmente l’unica volta in cui Jorit ha ammesso di aver avuto paura e lo possiamo ben capire.

Jorit si trovava a Betlemme insieme ad un amico per dipingere sul famoso muro della vergogna che divide Cisgiordania ed Israele; il volto in questo caso era quello della giovanissima attivista Ahed Tamimi, diventata famosa per aver schiaffeggiato un militare israeliano (Vi invito ad informarvi su questo tema molto importante).

Jorit-Palestina

Proprio al termine dei lavori, prima di rientrare, Jorit ed il suo amico sono stati fermati dalla polizia israeliana ed arrestati per….. qualche motivo. Non avendo prove reali, l’obiettivo dei militari era far confessare ad uno dei due il fatto (anche con l’utilizzo di tecniche di tortura), ma grazie anche ad una movimentazione mondiale i due sono stati rilasciati 24 ore dopo.

Un brutto momento per Jorit, ma l’obiettivo è stato raggiunto: sostenere la causa palestinese portando all’attenzione del mondo (e soprattutto degli italiani) la situazione attuale in cui tantissimi giovani sono costretti a vivere.

Jorit Murales nel mondo

Il muro è uno di quei mezzi comunicativi che parla con tutti: è la cosa più popolare che esista. Jorit ha sempre cercato di portare la sua arte nelle periferie e nelle zone problematiche poichè crescere in mezzo ai simboli di lotta e riscatto può aiutare i giovani a disporsi mentalmente in un modo più propositivo portandoli ad operare per avere un futuro migliore in un contesto migliore.

Jorti-Napoli-San-Gennaro

Jorit Napoli

Sono diversi i muri di Jorit a Napoli ed è suo il primo intervento sull’intera facciata di un palazzo nel territorio partenopeo:

  • QUARTO – Ael
  • NAPOLI (CENTRO STORICO) – Gennaro
  • NAPOLI (SAN GIOVANNI A TEDUCCIO) – Diego e Niccolò
  • NAPOLI (SAN GIOVANNI A TEDUCCIO) – Che Guevara
  • NAPOLI (Centro direzionale) – Atleti Campani (Oliva, Imbriani, di martino, de Napoli, Gentile)
  • NAPOLI (SCAMPIA) – Pasolini ed Angela Davis
  • NAPOLI (ARENELLA) – Ilaria Cucchi
  • NAPOLI (SAN PIETRO A PATIERNO) – Nino D’Angelo
  • NAPOLI (SAN GIORNO A CREMANO) – Massimo Troisi
  • NAPOLI (BARRA) – Martin Luther King
  • QUARTO – Hamsik
  • BACOLI – La Sibilla

Jorit Italia altre opere

  • FOGGIA – Don Giovanni Bosco
  • FIRENZE – Mandela
  • BERGAMO – Muro dedicato all’Atalanta
  • ROMA – Muri dedicato a Lazio e Roma
  • AVELLINO (VALLESACCARDIA) – Vinicio Capossela
  • POZZUOLI – Maria

Jorit nel mondo

  • PALESTINA – Ahed Tamimi
  • RUSSIA (MOSCA) – Jurij Gagarin
  • USA (San Francisco) – Homeless Jackson
  • USA (New York) – Os Gemeos
  • USA (Brooklyn) – Sonia
  • MESSICO – Senza titolo a CABO SAN LUCA
  • NORVEGIA – Bjarne
  • BOLIVIA (COCHABAMBA) – Agua Santa
  • CINA (SHENZEN) – Ael
  • CILE (SANTIAGO) – Pablo Neruda
  • PERU (LIMA) – Senza titolo
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MIlano

Ciao sono Gianluigi, ma la gente persiste nel chiamarmi Gianluca. Ho sempre viaggiato con l'obiettivo di farlo per passione e non per lavoro. Mi muovo alla ricerca di street art e bevo caffè e birrette nelle zone più urban delle città. Ho qualche match su Tinder, odio le candele e non credo negli ombrelli.

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