Pixação (pichação): i "graffiti brasiliani" - disagian

Pixação (pichação): i “graffiti brasiliani”

Graffiti Writing Street Art
on
8 Dicembre 2021

I pixação vengono erroneamente descritti come i graffiti brasiliani, ma sono una cosa totalmente diversa ed è un grave errore confonderli con i graffiti writing.

Queste scritte sono effimere, prima o poi spariscono, e gli autori ne sono consapevoli, ma per quale motivo allora esistono città brasiliane tappezzate da quelle che possono sembrare opera di ignoranti, ma che in realtà sono forme di protesta evolute?

Prima di proseguire con l’articolo, ci tengo a condividere con te due frasi che mi hanno veramente colpito quando ho iniziato la mia ricerca (Troverai la seconda alla fine dell’articolo); la prima riguarda la situazione sociale brasiliana ed è “CHE SOCIETA’ STIAMO DIVENTANDO SE L’UNICO MODO CHE I GIOVANI HANNO PER ESPRIMERE IL PROPRIO DISAGIO E’ LA DISTRUZIONE?”

Cosa significa Pixação (Pixacao) e da dove deriva questa parola

La parola pixação deriva dal portoghese “piche” che si utilizza per indicare la pece ed il catrame. Pixação quindi veniva storicamente utilizzato per indicare l’azione di scrivere con la pece.

La parola nel tempo si è evoluta, come il movimento, ed è stata assimilata nello slang urbano venendo troncata e trasformata nella più semplice “pixo“.

Da pixação sono quindi derivate due parole fondamentali per il movimento: pixador, che è il nome utilizzato per indicare chi fa pixos, e soprattutto il verbo pixar, che indica l’atto di andare a creare dei pixo.

Pixação: storia ed origine del movimento

Trattandosi di un movimento contemporaneo, nato in Brasile e diffuso soprattutto all’interno di un ceto povero, sono pochissime le testimonianze video e trascritte che raccontano l’origine dei pixos: tutto si tramanda a voce, di persona in persona.

Le prime scritte ad apparire sui muri delle città brasiliane sono quelle politiche, contro la dittatura come “NO DITADURA” e “ABAIXO DITADURA”: erano gli anni ’60. In quel periodo non si parlava di pixos, non si pensava assolutamente che tutto ciò in futuro sarebbe diventato un movimento: l’importante era far conoscere la propria voce ed il modo migliore era scriverlo sui muri, senza badare allo stile o all’estetica, serviva solo che i testi fossero chiaramente leggibili.

Terminata la dittatura le scritte iniziano a scomparire e principalmente Sao Paolo vive un periodo che i pixadores descrivono come un periodo di “pixos poéticos“: le scritte si trasformano in poesie dedicate al periodo post dittatura, dove il futuro agli occhi dei brasiliani appare magnifico, ma anche queste nel giro di poco tempo spariscono dalle strade.

Negli anni ’80, dal nulla, iniziano ad apparire i primi pixos sugli edifici delle periferie, ma come è possibile?

Sono molti i pixadores ad aver tratto ispirazione da quello che viene definito il “precursore involontario” dei pixos, un uomo che riempì la città con la scritta “Cão Fila k26“. Si trattava di una pubblicità, fatta illegalmente sui muri degli edifici, per indicare che dei cani di razza brasiliana Cão Fila erano venduti al chilometro 26 della Estrada do Alvarenga.

Ispirati da questo uomo che tappezzò Sao Paolo di scritte, i primi pixadores, partendo dalle periferie brasiliane, iniziarono a scrivere il proprio nome ovunque, avvicinandosi sempre più pericolosamente al centro città.

Pixacao-Brasile

I primi pixadores

I primi nomi ad essere ricordati dal movimento sono i seguenti:

  • Juneca
  • Pessoinha
  • Bilão

Juneca e Pessoinha hanno raccontato di aver cominciato assieme per divertimento: non sapendo cosa fare, ispirati da “Cão Fila”, iniziarono a scrivere sui muri della città i loro nomi “Juneca Pessoinha“.

Continuarono per anni, fino al 1987, anno in cui Pessoinha è costretto alla leva militare e quindi Juneca decide di iniziare un breve, nuovo, percorso con Bilão: durerà solo un anno.

Nel 1988 appare sulla rivista Veja Sao Paolo un reportage in cui Juneca confessa per la prima volta il suo nome e cognome (aveva 22 anni) ed annuncia il suo ritiro dalla scena pixação per dedicarsi al graffiti writing, movimento che si stava diffondendo in Brasile proprio in quegli anni.

Le scelte di Pessoinha e Juneca ancora oggi sono viste in maniera negativa da alcuni pixadores di nuova generazione, soprattutto dopo che i due sono stati riconosciuti come artisti veri e propri (con tanto di esposizioni). La fama ed il denaro non sono gli obiettivi dei pixadores e chi “ce la fa” è considerato un traditore.

Le successive figure ad aver fatto storia nel movimento sono state Thentho, Xuim e Di. Questi tre nomi sono stati fondamentali per l’evoluzione del pixação poichè sono stati i primi a vedere questa “arte” come una vera e propria sfida, quasi una guerra: una continua gara a scrivere di più, a creare il pixos più grosso e più vicino al centro città possibile.

Di, inarrivabile ancora oggi, è considerato il master in assoluto del movimento: si racconta che nessuno sia ancora riuscito ad eguagliare il numero di pixos di questo pixador.

Le influenze musicali e politiche

Già dalla fine degli anni 80 i pixos iniziano a cambiare e le lettere subiscono delle personalizzazioni che variano da pixador a pixador, ma che principalmente sono influenzate da una cosa: la musica.

In quegli anni in Brasile si diffondono molto l’heavy metal, il punk rock e l’hardcore ed i pixadores iniziano a trarre ispirazione per modificare le proprie lettere dai loghi delle copertine degli album delle principali band musicali.

Pensa a questa cosa: le band hanno tratto ispirazione dalle iscrizioni rupestri presenti sulle rovine anglosassoni per i propri loghi, dai primi veri alfabeti europei. Oggi in Brasile i pixadores si sono appropriati di questi alfabeti risalenti a centinana di anni fa per trasformarli in qualcosa di nuovo.

Le lettere ideate dai barbari in un continente, sono migrate nel tempo in un altro continente e vengono utilizzate, in maniera evoluta, dai nuovi barbari, i pixadores.

Oltre alla musica, c’è stata una forte influenza punk nell’evoluzione del movimento pixação: il concetto politico torna a legarsi alle scritte ed ancora oggi il sentimento di anarchia ed odio verso la società spinge i pixadores a continuare il proprio operato senza aver paura di nulla.

PUNK-PIXACAO

I diversi tipi di pixadores e pixos

I pixadores si classificano in diverse categorie:

  • chi fa i muri, pixadores classici che si occupando di scrivere sui muri
  • chi fa le finestre, pixadores che preferiscono scrivere sulle finestre, per creare un fastidio maggiore
  • chi fa i palazzi, pixadores che si arrampicano su palazzi e ricoprono le intere facciate, a volte con scritte in verticale

Esistono chiaramente i pixadores che si occupano di tutto, l’obiettivo finale è solo uno: fare comunque tanti pixos.

Una cosa che accomuna i pixadores è la voglia di “distruggere” con la consapevolezza del rischio: sono disposti ad arrampicarsi senza protezioni per raggiungere la cima dei palazzi oppure ad appendersi a treni in corsa.

Questa cosa è inconcepibile per molti di noi, ma nella situazione socio-economica in cui la maggioranza dei pixadores cresce, è quasi normalità.

Pixadores-Palazzo
Pixadores – © Andre Vieira

I pixos e gli stili

Descrivere i pixos in maniera semplice non è facile: è necessario fermarsi ed osservare le lettere per comprenderli.

Ogni pixador sviluppa un suo stile: l’originalità delle lettere è fondamentale per catturare l’attenzione ed è un processo evolutivo molto complicato ed elaborato.

Si tratta a tutti gli effetti di dare vita ad un alfabeto grafico unico, caratterizzato da barre, vortici, lunghezza delle lettere e tantissimi altri aspetti: non è importante l’aspetto estetico (come lo è nel graffiti writing) poiché i pixos devono essere eseguiti sempre con bomboletta nera e con linee semplici.

Pixacao-Esempio-Alfabeto

Pixação: graffiti brasiliani o no?

Non è corretto definire i pixos con la parola “graffiti brasiliani” poiché si tratta di un movimento che è nato e si è evoluto in maniera parallela al graffiti writing.

I due movimenti condividono diversi punti, i primi fra tutti l’utilizzo dei muri come superficie per inviare i propri messaggi e la volontà di riappropriarsi dello spazio pubblico per far sentire la propria voce.

Il movimento pixação è, però, molto più profondo rispetto a quello del graffiti writing e molto più legato ai problemi socio-economici brasiliani. I pixadores non scrivono principalmente per soddisfare il proprio ego, ma lo fanno poiché è l’unico modo che hanno per farsi notare.

Si tratta di un vero e proprio assalto alle città: non c’è ricerca di trasformare uno spazio in qualcosa di artistico, ma anzi l’obiettivo è l’opposto. I pixadores vogliono degradare positivamente l’ambiente urbano, vogliono aggredire la società, attaccarla poichè la odiano.

Da dove deriva l’odio dei pixadores?

Per comprendere bene perché il movimento pixo è così importante in Brasile, è necessario comprendere la situazione sociale del paese.

Oggi il Brasile è uno dei paesi con la disuguaglianza di reddito più alta del mondo: basta fare una piccola ricerca per rendersi conto della differenza sociale tra la popolazione. Proprio questa disuguaglianza è la benzina che spinge i pixadores a farsi sentire.

Un pixadores cresciuto nelle favelas non saprà descrivere a parole perchè lo fa: lo fa e basta, perchè questo è quello per cui è nato.

I pixos possono essere visti come il risultato dell’assenza di uno stato e di un supporto sociale nella vita di chi diventa pixador.

Cosa spinge i pixadores?

I pixadores sono principalmente spinti da tre motivazioni:

  • riconoscimento sociale; si tratta spesso di ragazzi cresciuti nella più totale povertà ed in ambienti in cui la microcriminalità è all’ordine del giorno. Piuttosto che non esistere, preferiscono essere odiati;
  • hobby ed adrenalina; vivere sul filo del rasoio può far sentire vivo chi non ha nulla da perdere ed è cresciuto in situazioni sociali complicate;
  • protesta; far sentire la propria voce è importante ed uno dei modi più forti è scrivere sui muri;

Perchè sono rimasto affascinato dai pixos

Sembrerà una frase ad effetto, ma dopo aver letto, ascoltato e studiato questo movimento c’è una frase ad avermi colpito maggiormente e che secondo me può farti ragionare ed incuriosire ancora di più: QUANTI SONO DISPOSTI A RISCHIARE LA VITA PER LA PROPRIA ARTE?

TAGS
RELATED POSTS
disagian
MIlano

Ciao sono Gianluigi, ma per qualche motivo la gente mi chiama Gianluca. Viaggio alla ricerca di street art e graffiti, bevo caffè e birre nelle zone più urbane delle città e ti racconto tutto questo sembrando un vero professionista. Odio le candele e non credo negli ombrelli, ma la sintesi della mia vita disagiata è il fatto che mi piacciono le mele, ma sono allergico alle mele.

Iscrivi alla newsletter!
Consigli su cosa leggere, cosa vedere, dove viaggiare ed un piccolo resoconto su ciò che è successo nel mondo dell'arte urbana. Una volta al mese, se mi ricordo
ISCRIVITI
Cliccando su ISCRIVITI accetti di ricevere la newsletter di disagian (Leggi l'informativa completa)
No, grazie
Newsletterismi?
Se ami la street art, fidati, ne vale la pena!
ISCRIVITI
Cliccando su ISCRIVITI accetti di ricevere la newsletter di disagian (Leggi l'informativa completa)
No, grazie