Solo e Diamond tra Fumetti Pop ed Art Nouveau

Roma è da sempre una città dove la storia è ovunque, visibile a occhio nudo. La capitale è uno dei luoghi di ispirazione più importanti per gli artisti italiani, e non è un caso che tra le sue strade nascano alcuni dei nomi più interessanti della scena muralista contemporanea italiana.

Solo e Diamond sono un duo artistico nato proprio tra le vie di Roma: due artisti con stili personali completamente diversi che, unendo le proprie forze, hanno dato vita a uno dei progetti visivi più originali della scena urbana italiana.

Due artisti artisticamente distanti, ma vicini

L’eleganza dello stile Art Nouveau di Diamond si intreccia sui muri con lo stile pop fumettistico di Solo generando opere prive di staticità. L’occhio si muove continuamente da destra a sinistra, dall’alto verso il basso, cercando di leggere la scena rappresentata e arrivare al messaggio nascosto all’interno dell’opera. Due linguaggi distanti che si parlano senza scontrarsi, creando qualcosa che nessuno dei due avrebbe potuto fare da solo.

Flavio Solo

Solo, nome vero Flavio Carbonaro, nasce a Roma nel 1982, nel quartiere del Trullo. Studia all’Accademia di Belle Arti di Roma e si avvicina ai graffiti dai primi anni ’90.

Negli anni successivi alla laurea espone in gallerie, partecipa a progetti artistici e video e si avvicina al mondo del fumetto italiano. La sua produzione non si ferma ai muri: le sue tele sono state esposte in gallerie a Parigi, Praga, Berlino, Miami e Londra. Nel 2014 partecipa alla collettiva Tracks al MACRO di Roma, curata da Achille Bonito Oliva, dipingendo un tram della linea 19.

Fortemente influenzato dalla Pop Art, Solo sceglie il linguaggio del fumetto perché lo considera universale: tutte le fasce d’età, in tutto il mondo, possono comprenderlo senza bisogno di mediazioni culturali. Nei suoi muri cerca sempre di creare qualcosa che parli a chiunque passi, non solo agli addetti ai lavori. La sua logica è semplice e precisa: l’artista dopo aver terminato il lavoro se ne va, ma il muro rimane. E deve raccontare qualcosa.

Nel 2015 organizza il Festival Internazionale della Poesia di Strada tra le vie del suo quartiere di origine, il Trullo. Lo stesso anno a Londra realizza Comics Parkour, un progetto che dissemina per la città murali di grandi dimensioni ispirati alla cultura del fumetto, portando il suo linguaggio sulle strade inglesi.

Oggi Solo appare sempre meno in foto e video. Quando decide di farsi fotografare, indossa una maschera. Per lui tutti indossano prima o poi una maschera: lui ha semplicemente scelto di farlo in questo ambito, considerandola lo strumento che gli permette di essere sé stesso e sentirsi a proprio agio.

Crazy Diamond

Diamond, nome vero Stefano Biagiotti, nasce a Roma nel 1977. Dopo il liceo artistico completa gli studi all’Accademia di Belle Arti di Roma.

Dai primi anni ’90 lascia le sue tag per i muri dei quartieri romani, e questo gli permette di padroneggiare fin da giovane lo strumento alla base del writing: la bomboletta aerosol. Nella scena romana è tra i primi writer a fare il passaggio dal graffiti writing a un linguaggio più fruibile dal pubblico generale.

Le capacità naturali dell’artista, unite alla formazione accademica, gli permettono di lavorare su superfici diverse con tecniche diverse: dallo stencil al pennello, dallo spray alla matita. Un’eclettismo raro che si vede chiaramente nel risultato finale dei suoi muri.

Lo stile di Diamond è fortemente influenzato dai movimenti artistici di fine ‘800: le sue opere richiamano i quadri di Klimt e Mucha, massimi esponenti dell’Art Nouveau. La figura femminile è sempre il soggetto principale, ma non mancano mai i riferimenti al suo passato da writer: all’interno di ogni opera Diamond inserisce sempre una scritta o una parola, caratterizzata da una raffinatezza calligrafica che è frutto di uno studio continuo della lettera. Non abbandona le sue origini: le porta dentro il suo stile.

Il nome Diamond non è casuale: le storie e le emozioni che le sue opere trasmettono all’osservatore sono molteplici, come le facce di un diamante, elemento che spesso compare nelle sue composizioni.

Solo & Diamond assieme per amicizia, passione e lavoro

Solo e Diamond insieme: amicizia, passione e lavoro

Da qualche anno i due artisti romani girano insieme, lasciando la loro firma sui muri delle città di tutto il mondo. Il loro stile combinato è qualcosa di nuovo: nessuno prima aveva pensato di avvicinare due movimenti artistici come l’Art Nouveau e la Pop Art su una stessa superficie.

I loro muri sono solitamente divisi a metà, creando un intreccio continuo tra i soggetti: l’opera sembra essere composta da due “sotto-opere” che si parlano, si richiamano, creano un dinamismo visivo costante che non si ferma mai.

Tra le loro opere più riconosciute a Roma c’è My Darling Clementine a Garbatella, realizzata nell’ambito del progetto Big City Life di 999Contemporary che ha trasformato il quartiere di Tor Marancia con 21 murales sulle facciate delle case popolari.

L’opera più recente risale all’aprile 2024: sul muro esterno del Mercato Storico di Testaccio, in Via Galvani, Solo e Diamond hanno realizzato un pezzo commissionato dal Municipio Roma I Centro per celebrare la decima edizione di ARF!, il Festival del Fumetto di Roma. L’opera è una reinterpretazione dei personaggi protagonisti dei manifesti delle precedenti nove edizioni del festival, un omaggio alla storia della kermesse attraverso il linguaggio che li ha resi riconoscibili: fumetto e Art Nouveau che si incontrano ancora una volta.



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