Street Art Torino: progetti e luoghi da vedere assolutamente - disagian

Street Art Torino: progetti e luoghi da vedere assolutamente

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20 Agosto 2021

La città di Torino offre uno scenario veramente interessante per quanto riguarda l’arte urbana e molto spesso è sottovalutata.

Torino non è solo Mole Antonelliana, Museo Egizio e monumenti storici: da anni c’è un grande interessamento verso le opere murarie e la street art in tutte le sue forme.

In questo articolo troverai informazioni relative agli artisti che hanno lavorato come street artist a Torino, ai progetti passati e nuovi che riguardano l’arte urbana a Torino ed i luoghi da visitare assolutamente se sei appassionato di street art.

Street art Torino: i 5 murales da vedere assolutamente

Prima di passare a raccontarti più nel dettaglio progetti, quartieri e luoghi della street art di Torino, ecco i 5 muri che secondo me devi assolutamente vedere (Trovi le loro foto all’interno dell’articolo)

  1. L’orso di BORDALO II presso il Teatro Colosseo in via Bidone
  2. Il volto di VHILS in via Nizza
  3. Il muro di VESOD in viale Ottavio Mario Mai
  4. Il muro di ZED1 in via Po Antonelli
  5. La donnola di ROA sul Lungo Dora Savona
Street-Art-Torino

Torino Street Art: iniziamo con progetti ed eventi

La prima cosa da sapere su Torino è che sono diversi i progetti e le associazioni che da anni si occupano di riqualificare, rigenerare ed anche migliorare quartieri, zone ed abitazioni della città.

Una giornata sola non può bastare per potersi godere a pieno la street art a Torino, ne serviranno almeno due e soprattutto servirà camminare molto (o pedalare, la scelta è tua) per poter vedere tutti i murales a Torino.

TOward 2030: progetto sostenibile by Lavazza

Lavazza, famosa azienda italiana di caffè, è stata fondata a Torino nel 1895 ed è quindi fortemente legata alla città.

TOward 2030. What are you doing è un progetto ideato da Lavazza e dalla Città di Torino con l’obiettivo di promuovere i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) approvati nel 2015 da più di 150 leader mondiali utilizzando come mezzo comunicativo l’arte urbana.

Grazie a questa iniziativa è stato possibile recuperare vecchie pareti grigie e piatte in centro città ed in periferia, trasformandole in vere e proprie tele dove artisti, provenienti da tutto il mondo, hanno avuto possibilità di rappresentare, secondo il proprio stile, uno dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile come ad esempio il numero 1 NO POVERTY, cioè il porre fine ad ogni forma di povertà, o il numero 5 GENDER EQUALITY, cioè il raggiungimento dell’uguaglianza di genere.

Trovo importante dire che non tutti i muri si trovano su pareti rigenerate, alcuni sono stati creati su edifici recenti, ma questo non ne diminuisce l’importanza.

Oltre ai 17 muri creati dai vari artisti, il progetto TOward ha voluto ideare anche il muro GOAL 0 il cui obiettivo principale è quello di promuovere e diffondere la conoscenza dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile.

Tra i murales di Torino appartenenti a questo progetto troviamo per esempio il muro di Zed1 sul viale Lungo Po Antonelli, il muro di Vesod in Viale Ottavio Mai e quello di Mr Fijodor in Corso Regina Margherita.

A questo indirizzo troverai maggiori dettagli riguardanti l’intero progetto di Lavazza e Città di Torino: TOward2030 ed avrai anche la possibilità di visualizzare una mappatura delle varie opere, così da poter organizzare al meglio il tuo itinerario.

Qui puoi invece trovare tutti gli obiettivi ben descritti: SDGS – GOV.

MurArte

MurArte è un progetto nato nel 1999 promosso dal Servizio Politiche Giovanili e figlio di un dialogo aperto e costruttivo con alcuni writer tra cui il torinese Corn79.

Si tratta di uno dei primi progetti ad aver visto la cooperazione tra istituzioni ed associazioni, improntato sulla promozione culturale, l’integrazione e l’interazione giovanile.

Negli anni sono stati diversi gli interventi effettuati grazie al progetto MurArte a Torino che hanno portato alla riqualificazione di zone e spazi urbani a tratti degradati ed a tratti dimenticati con l’utilizzo di lettering, writing, street art ed arte urbana.

Un progetto che ha più di 20 anni ed è sempre più attivo: un modello che tutte le città italiane dovrebbero seguire (chiaramente non è stato tutto facile, ma il risultato ottenuto con grande fatica è spettacolare).

Qui puoi trovare maggiori informazioni sul progetto MurArte Torino.

Per scoprire invece gli interventi realizzati dal progetto, ti consiglio di accedere alla pagina facebook Murarte Torino.

PicTurin

PicTurin – Torino Mural Art Festival è stato uno dei principali eventi di street art in Italia ed Europa negli anni 2010, 2011 e 2012, anno in cui si è svolta la terza edizione a cui hanno partecipato nomi provenienti da tutto il mondo.

PicTurin è stato organizzato dall’associazione il Cerchio e le Gocce ed ha segnato un’era in Italia per quanto riguarda gli eventi che vengono considerati street art festival: per la prima volta le facciate di una grande città sono state messe a disposizione di artisti.

Sin dalla nascita PicTurin è stato accettato dalla comunità torinese ed è stato interpretato come un evento che avrebbe avvicinato la popolazione ad una cultura sempre più in espansione.

Nelle tre edizioni, molti interventi sono stati realizzati presso il parco Dora e quindi oggi sono stati coperti, ma le opere sulle torri sono ancora visibili, anche se leggermente rovinate.

Da non perdere sicuramente ci sono il muro di Ericalilcane in Via Fiochetto, il muro di Aryz presso Palazzo Nuovo ed il muro di ROA presso il Lungo Dora Savona.

Aryz Palazzo Nuovo

NizzArt

Il progetto NizzArt nasce dalla collaborazione tra l’associazione URBE Rigenerazione Urbana e La Stampa con l’obiettivo di rimodellare l’estetica di Via Nizza, per anni considerata una via dedicata al traffico.

Nel 2013 è quindi iniziato un processo di creatività artistica che ha trasformato la via in un “piccolo museo a cielo aperto” dove poter fruire liberamente di arte urbana, un’arte accessibile a tutti.

Tra gli interventi più interessanti troviamo quello di Moneyless (oggi quasi totalmente coperto) e l’intervento di Vhils, uno dei pochi in Italia.

B.ART – Arte in barriera

Il bando B.ART è stato ideato per aumentare la qualità urbana del quartiere Barriera di Milano di Torino.

Sono state messe a disposizione ben 13 facciate cieche di diverse abitazioni del quartiere, conosciuto per la sua multiculturalità, con l’obiettivo di riqualificare spazi dove spesso il degrado ha avuto il sopravvento.

Il quartiere Barriera di Milano non è tra i più semplici di Torino e questo progetto ha aiutato alla rigenerazione urbana, ma non ha risolto totalmente i problemi che io per primo ho visto con i miei occhi.

Il bando, vinto da Millo, ha permesso all’artista di trasformare le 13 facciate nel suo grande progetto Habitat: un insieme di opere legate tra loro dallo stesso messaggio, cioè il rapporto tra l’uomo ed il tessuto urbano.

Per maggiori informazioni riguardo al progetto, puoi visitare il sito di Arte in barriera.

MAUA Torino

MAUA è un progetto di realtà aumentata che a Torino ha mappato e renderizzato più di 40 opere.

Il progetto nasce con l’idea di generare un museo diffuso, di libero accesso a chiunque possieda uno smartphone oppure un tablet, creando itinerari alternativi alle solite rotte turistiche.

Grazie all’apposita applicazione BePart è possibile far prendere vita ai muri: le animazione, studiate nei minimi dettagli, trasformano le opere esplicitandone il messaggio oppure aggiungendo un po’ di movimento.

Anche se personalmente non stravedo per i muri in realtà aumentata, penso sia un progetto veramente interessante e vale al pena provare: qui puoi trovare tutte le informazioni su MAUA ed una mappa delle opere.

I luoghi della street art a Torino

La street art a Torino è veramente diffusa in quasi tutti i quartieri della città, ma ci sono dei luoghi specifici che una persona amante dell’arte urbana e del writing non deve assolutamente dimenticare di vedere, ecco quali sono:

Parco Dora Torino

Sono stato più volte al Parco Dora di Torino ed ogni volta il mio pensiero è sempre lo stesso: tutte le grandi città dovrebbero creare degli spazi urbani del genere.

Il Parco Dora è un enorme parco post-industriale di oltre 400000 metri quadri ed è sicuramente il primo posto da visitare a Torino se sei amante della street art, del writing e di tutto il contesto urbano.

Si tratta di uno spazio pubblico ed è quindi facile incontrare gruppi che eseguono yoga o pilates; è possibile installare delle reti ed effettuare una partita a tennis oppure giocare a basket; il pezzo forte è poi sicuramente lo skatepark dove troverai ragazz* di tutte le età divertirsi con skate, monopattini o pattini.

Il Parco Dora, oltre ad essere affascinante per il concetto di archeologia industriale, è una riserva infinita di street art e writing.

Tutti i muri sono continuamente colorati da street art o lettering: qui sono passati i grandi nomi di Torino e ci passano tutt’ora, ma anche i nomi nuovi della scena.

Negli anni sono stati tantissimi i progetti che hanno visto writer torinesi e non lavorare sui muri del Parco Dora e saranno sicuramente molti altri.

Non c’è luogo migliore per iniziare ad approfondire la conoscenza del contesto urbano e della street art di Torino che il Parco Dora: inserire un elenco di artisti che sono passati di qua è impossibile poichè la lista sarebbe lunghissima!

Teatro Colosseo Torino e San Salvario

Il Teatro Colosseo è uno dei più recenti teatri di Torino e si trova nel quartiere San Salvario.

L’ingresso del Teatro Colosseo è affascinante: la porta ad angolo con al di sopra la scritta ricorda tantissimo i film vintage, ma per gli amanti della street art la parte interessante è il lettering di Peeta.

Spostandosi di qualche metro, si entra in un piccolo paradiso: è via Bidone.

Qui si trova l’installazione di uno degli artisti di arte urbana contemporanei più conosciuti al mondo, cioè Bordalo II.

La sua opera, un omaggio all’orso Daniza ucciso nel 2014, rappresenta perfettamente la sua classica critica al consumismo reo di distruggere sempre di più la natura incontaminata che ci circonda.

Sullo stesso muro è possibile vedere l’opera dell’italiano Nemo e quella dell’olandese Zedz; osservando invece il muro all’interno del parcheggio si potrà vedere il muro del duo Nevercrew e di Case Maclaim.

Per non farci mancare nulla, a fine via, sulla sinistra, è possibile vedere anche un muro di Etnik.

Il quartiere San Salvario è molto interessato dal fenomeno della street art quindi consiglio di passarci una mezza giornata con molto calma.

Millo Torino: il quartiere Barriera di Milano

Il quartiere Barriera di Milano di Torino è una periferia della città in cui da anni vengono eseguite operazioni di rigenerazione e riqualificazione urbana.

Personalmente mi sono accorto che più ci si sposta verso l’esterno, più la situazione tende a peggiorare: preciso che non parliamo di periferie estremamente pericolose, ma si percepisce assolutamente la differenza con gli altri quartieri più centrali della città.

In Barriera di Milano è possibile vedere più di 10 facciate ad opera dell’artista Millo: un progetto che ha permesso di dar vita ad angoli ciechi della città, utilizzando l’arte per rivalutare, ma anche rivitalizzare, l’ambiente circostante.

Trattandosi di un qartiere periferico, non è molto semplice da raggiungere e quindi personalmente consiglio di andare a vedere il Millo in Corso Palermo 95, quello in via Sarlatti 52 ed i due in Via Bologna.

Senza nulla togliere alle opere, ma si tratta comunque di 13 muri molto simili fra loro quindi se non sei un vero e proprio appassionati di Millo, 3 muri possono bastare.

Quartiere Vanchiglia

Il quartiere Vanchiglia di Torino si può considerare quasi un piccolo borgo a sè stante ed è sicuramente tra le zone più interessanti della città, soprattutto per i giovani.

Non lo definirei esattamente un quartiere hipster, ma ha un qualcosa di alternativo: piccole boutique, negozi per riparare biciclette, ristoranti, negozi di abiti usati, locali notturni, negozi di prossimità… insomma si può dire che c’è veramente di tutto.

Le vie di questo quartiere sono veramente stra piene di tag, stencil e sticker, quindi ti basterà camminare e guardarti attorno per incrociare qualcosa di MrFijodor oppure di Icy & Sot.

Non perderti i due interventi per TOward 2030 nei pressi del Campus Luigi Einaudi: il primo di UFO Cinque si trova presso il Giardino Vittorio Pozzo (insieme a degli interessanti lettering), il secondo invece di VESOD è proprio su una facciata del Campus.

Cerca anche il muro di Ernest Zacharevic perchè fidati, potrai scattare una delle più belle foto della tua vacanza (Vedasi copertina articolo).

Quartiere Aurora

Il quartiere Aurora è uno dei quartieri più grandi di Torino è probabilmente il più eterogeneo: architetture differenti e multiculturalità lo rendono unico nel suo genere.

Nel quartiere aurora si trova il Balon, storico mercato delle pulci di Torino, ma anche bar, pasticcerie, negozi di prossimità a prezzi popolari.

Sono diversi i muri che potrai trovare camminando per l’Aurora, nel dettaglio in via Cardinale Cagliero troverai il muro di MrFijodor ed i muri di Ericailcane e Roa sul Lungo Dora Savona.

Quartiere Campidoglio ed il MAU

Campidoglio è un quartiere situato nella parte Ovest di Torino ed è sede di un museo a cielo aperto di arte urbana.

L’obiettivo del MAU, Museo Arte Urbana di Torino, è stato sin dall’inizio quello di creare un insieme di opere di arte urbana che fossero fruibili da tutti e che si sposassero perfettamente con la storia del quartiere, nato come borgo popolare nella seconda metà del 1800, e con gli attuali abitanti.

Dal 1995 ad oggi sono più di 100 gli artisti che sono passati dalle vie del quartiere, creando opere sempre più belle: oggi se ne contano più di 150.

Bunker: 99% URBAN 1% ART

Questa è la vera chicca: il Bunker di Torino, uno di quei luoghi leggermente isolati dal mondo, ma dove tutto è spettacolare.

Il Bunker si autodefinisce centro culturale metropolitano e devo ammettere che la descrizione è perfetta: situato vicino ad un ex scalo ferroviario, al suo interno l’arte urbana sui muri si mescola ad installazioni, bar, spazi eventi, campi da beach volley ed attenzione… uno spazio per praticare wakeboard.

Tra i muri che ti suggerisco di vedere ce n’è uno di Nychos all’esterno ed uno di Dzia all’interno.

L’associazione “il Cerchio e le Gocce” e street art tour a Torino

Se c’è una persona che devo ringraziare pubblicamente per questo articolo è l’artista MrFijodor che mi ha suggerito alcuni luoghi della street art e del writing torinese e mi ha raccontato un po’ del lato urban della città.

Fijodor fa parte dei fondatori dell’associazione “il Cerchio e le Gocce”, nata nel 2001 con l’obiettivo di diventare vera e propria interfaccia tra le istituzioni ed il mondo più underground del writing.

Si tratta di un’associazione da prendere come esempio: guardando le attività svolte negli ultimi vent’anni tra writing e street art sul territorio torinese (e non), si può ben capire quanto un esperimento del genere sia perfettamente riuscito.

L’associazione si occupa anche di organizzare tour di street art per Torino molto interessanti: percorsi studiati per soddisfare le richieste (magari a qualcuno interessano determinati muri, ad altri invece interessa la storia del writing torinese) e soprattutto diretti dagli stessi writer.

Ti suggerisco di inviare una mail qui info@ilcerchioelegocce.com per richiedere un preventivo.

Se invece sei interessato a dei tour di street art più semplici, ma comunque approfonditi, puoi contattare Street Art Tourino.

Mappa della street art di Torino

Come sai io non amo creare e condividere mappe, penso che esplorare e scoprire sia la cosa più bella. Capisco comunque chi preferisce organizzarsi ed è per questo motivo che, se sei alla ricerca di una mappa sulla street art di Torino, ti consiglio quella di Street Art Cities:

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disagian
MIlano

Ciao sono Gianluigi, ma la gente persiste nel chiamarmi Gianluca. Ho sempre viaggiato con l'obiettivo di farlo per passione e non per lavoro. Mi muovo alla ricerca di street art e bevo caffè e birrette nelle zone più urban delle città. Ho qualche match su Tinder, odio le candele e non credo negli ombrelli.

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