3D Graffiti: dalle ombre alla terza dimensione - disagian

3D Graffiti: dalle ombre alla terza dimensione

Graffiti Writing
on
29 Gennaio 2022

I graffiti 3D sono un tipo speciale di graffiti writing caratterizzati dalla presenza della terza dimensione: la profondità.

Questa cosa, che può sembrare banale al giorno d’oggi, è stata invece una delle evoluzioni più assurde ed interessanti nella storia del writing poiché ha comportato un cambio importante nello scenario del graffiti writing e nello sviluppo del lettering.

Cosa cosa è un graffito 3D

Osservando i muri di un hall of fame, sono molti i lettering che possono sembrare dei graffiti 3D, ma in realtà non tutti i graffiti writing si possono classificare in questo modo.

Nei graffiti writing più classici solitamente si cerca di aggiungere profondità alle lettere scegliendo un angolo direzionale di 45, 90 o anche 180 gradi.

3D-Graffiti-Tredimensioni

Il graffito 3D è molto tecnico e richiede skills decisamente avanzate: non si tratta semplicemente di aggiungere profondità a delle lettere, ma si tratta di intrecciarle, sovrapporle, dare vita al proprio lavoro utilizzando le luci e le ombre e creando un vero e proprio distacco dallo sfondo.

Quello che differenza i graffiti 3D dai lettering normali è il realismo della profondità: osservando un graffito 3D le lettere sembra uscire dal muro, non sono appoggiate ad una superficie e non risultano per nulla piatte. Sembra quasi possibile toccare con le proprie mani le lettere ed estrapolarle dal muro.

3D-GRAFFITI-Milano

Chi ha inventato i graffiti 3D

C’è un writer di New York che è stato riconosciuto come figura fondamentale per l’evoluzione di questo stile ed è Erni Vales.

Erni Vales racconta come nei primi anni 90 fossero in tanti i writer a tentare di aggiungere profondità ai propri pezzi per renderli più unici. Sfruttando nel miglior modo possibile riempimenti, contorni, outline, sfondi, ombre e colori, i writer cercavano di aumentare il “peso” delle lettere per farle letteralmente “sbucare fuori” dal muro.

Il writer newyorkese, dopo un lungo periodo di studio, ha capito che per alzare l’asticella era necessario iniziare a considerare la terza dimensione parte integrante del proprio lavoro e non solo un concetto utile a rendere le lettere più profonde.

3d-Graffiti-Nerviano

Erni ragiona su questo nuovo concetto e capisce che la prima cosa su cui lavorare è l’outline: per poter dar vita ad una profondità realistica è sicuramente necessario utilizzare al meglio ombre e luci, ma l’aspetto più importante dei pezzi è proprio l’outline poichè è quello che ti permette di creare distacco tra lo sfondo e le lettere. Serve, quindi, uscire dagli schemi e la decisione, difficile da prendere, è quella di abbandonare l’idea di outline iniziale (e parlando di un writer della vecchia scuola puoi ben immaginare quanto questa cosa sia complicata).

Con un nuovo concetto di outline, strutturato su più livelli, le lettere assumono una nuova forma e non sono più una semplice superficie piana, ma sono composte da più superfici: la profondità non è più una caratteristica aggiuntiva del pezzo, ma è una caratteristica intrinseca delle lettere.

Erni Vales quindi ha dato inizio ai graffiti 3D sviluppando le proprio lettere su più piani, alcune in primo piano, alcune in secondo, intrecciandole tra di loro e creando un distacco netto dal muro.

Esempi di graffiti writing 3D in Italia

In Italia, uno degli artisti più conosciuti che pratica e studia la terza dimensione nei suoi lavori è PEETA. Il writer di Padova oggi ha portato il suo stile ad un livello ancora più alto, lavorando non solo sulle lettere, ma anche sull’astratto.

Se vuoi approfondire su Peeta, posso consigliarti di leggere l’articolo che ho scritto sulla street art a Padova in cui è citato.

Altro artista noto nella scena ed i cui graffiti writing presentano un perfetto utilizzo della tridimensionalità è WEIK. Il suo stile nel tempo si è evoluto e gli ha permesso di avvicinarsi sempre più all’arte contemporanea ed essere riconosciuto non solo come writer, ma anche come artista, ma non ha mai abbandonato il mondo del writing.

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MIlano

Ciao sono Gianluigi, ma la gente persiste nel chiamarmi Gianluca. Ho sempre viaggiato con l'obiettivo di farlo per passione e non per lavoro. Mi muovo alla ricerca di street art e bevo caffè e birrette nelle zone più urban delle città. Ho qualche match su Tinder, odio le candele e non credo negli ombrelli.

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