Bubble style nel graffiti writing: cosa è? | disagian

Bubble style nel graffiti writing: cosa è?

Graffiti Writing
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23 Aprile 2021

Con il termine bubble style si intende una specifica tipologia di lettering caratterizzata da grandi lettere arrotondate e gonfie. Anche se a prima vista può sembrare semplice, in realtà non è così: sapersi destreggiare rapidamente nella creazione di lettere in bubble style richiede disciplina, allenamento ed impegno.

Il bubble style è storicamente lo stile di graffiti writing più conosciuto e più diffuso ed è stato anche uno dei primi ad evolversi ed iniziare ad essere riconosciuto come tale sui muri.

Come si è sviluppato il graffiti bubble style?

Oggi noi siamo fortunati e possiamo godere sia legalmente che illegalmente di spettacolari lettering creati con stili sempre diversi, ma in principio sappiamo che non era così: le prime scritte sui muri, ad opera di writer come Taki183 o Julio206, erano le più semplici tag.

A proposito, se non sai cosa sia tag o vuoi fare un ripasso, leggi qui il mio articolo a riguardo…ti ci vorranno solo 5 minuti.

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Ad un certo punto però la semplice tag non era più sufficiente: la diffusione di questa tecnica (o mania) aveva raggiunto livelli così alti da non rendere quasi più riconoscibile le singole tag, ma piuttosto farle risultare agli occhi degli osservatori come un’ammasso di scritte tutte uguali.

La prima cosa fu quindi cercare di differenziarsi utilizzando colori o lettere più grandi. Successivamente si svilupparono i primi throw up che portarono allo sviluppo da parte dei writer del bubble style.

I throw up sono spesso composti da lettere in bubble style, ma non per forza i graffiti writing in questo stile si devono considerare throwie: la forma della lettera arrotondata e soffice è utilizzata spesso per la creazione di lettering più complessi grazie all’inserimento di ombre, bagliori, colori, riempimenti, gocce, sottolineature ed altro ancora.

Qualche dettaglio sullo stile bubble

Lo stile bubble viene spesso paragonato a dei palloncini oppure ai marshmallow: l’assenza totale di spigoli all’interno ed all’esterno delle lettere le rende soffici, gonfie, proprio come se fossero dei palloncini appena gonfiati o delle caramelle gommose. Si tratta di una delle prime tipologie di lettering che solitamente i writer apprendono poichè permette di allenare molto la manualità e sviluppare la tecnica necessaria per utilizzare correttamente la bomboletta aerosol.

Nella creazione delle lettere in bubble style è importante mantenere la mano leggera e libera creando movimenti circolari precisi ed evitando quindi bruschi cambi di direzione, ma soprattutto è importante cercare di tracciare linee continue tenendo sempre premuto il tappino.

I bordi delle lettere sono sempre arrotondati, ma possono comunque presentare degli elementi appuntiti nelle zone più estreme, e gli occhielli sono praticamente ridotti ad elementi semplicissimi come punti oppure linee. Una delle novità importanti che questo stile ha apportato nel writing è stata la possibilità di sovrapporre le lettere, eliminando gli spazi, oppure deformarle mantenendo comunque il significato originale.

Chi ha inventato il bubble style?

Storicamente la nascita delle lettere in bubble style è associata a Phase 2 (Michael Lawrence Marrow), uno dei writer più importanti nella storia del graffiti writing nonché pioniere del movimento. Sui libri si racconta che la prima softie (termine utilizzato per indicare la lettera in stile bubble) di Phase 2 risalga al 1972 e da lì sarebbe stato tutto in discesa: ciò che oggi sembra banale, in quel tempo fu una rivoluzione, un vero e proprio passo verso il futuro. Ci volle infatti poco tempo, la voce si diffuse, e gran parte dei writer di quel tempo iniziare a studiare questo nuovo stile di graffiti writing per comprenderlo e replicarlo.

Phase 2 non poteva sicuramente rimanere con le mani in mano e da grande artista visionario quale è stato, nel giro di poco tempo iniziò ad evolvere il proprio stile sviluppando nuovi sottogeneri di softies come quelle caratterizzate da stelle (dette “phasemagorical phantastic”) oppure quelle caratterizzate dallo sgocciolamento (dette “bubble drip”).

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MIlano

Ciao sono Gianluigi, ma la gente persiste nel chiamarmi Gianluca. Ho sempre viaggiato con l'obiettivo di farlo per passione e non per lavoro. Mi muovo alla ricerca di street art e bevo caffè e birrette nelle zone più urban delle città. Ho qualche match su Tinder, odio le candele e non credo negli ombrelli.

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