Graffiti writing a Bologna: FRONTIERA40

Nel 2024 a Bologna si è tenuta una delle più importanti mostre legate all’arte urbana ed il writing: Frontiera40. Ho deciso di dedicarci un pomeriggio per poter assistere anche un talk con Fabiola Naldi, curatrice della mostra, e poterne quindi parlare all’interno del canale e del sito.

Prima sono anche passato dal DUMBO e da Via del Chiù per vedere i nuovi muri (te ne ho già parlato in questo video dedicato proprio a questo distretto urbano multifunzionale di Bologna). Se vuoi approfondire, ti invito ad andare a leggere la mia guida sulla street art a Bologna!

Frontiera40 – Considerazioni

La mostra Frontiera40 è un percorso espositivo legato al writing ed alla sua evoluzione focalizzandosi su un punto fondamentale del processo creativo: il bozzetto.

All’interno di apposite teche sparso tra il piano terra ed il primo piano del Mambo è possibile vedere circa 180 bozzetti di altrettanti writer che hanno segnato la storia del writing italiano.

Vedere dei bozzetti può sembrare assurdo, ma per i veri appassionati e studiosi è qualcosa di molto interessante: riconoscere la mano, le lettere e l’attività di un writer osservandone i lavori passati è una sfida, ma è anche un viaggio mentale all’interno dell’evoluzione artistica di quella persona.

Vale la pena andare a vedere Frontiera40?

Nel momento in cui sto scrivendo questo articolo Frontiera40 è ancora attiva e aperta e se sei un ver* appassionat* di writing, allora mi sento di dirti che SI, vale la pena.

Il costo è irrisorio e permette l’accesso generale al museo, quindi oltre a questa mostra avrai possibilità di vedere altro legato all’arte moderna.

Non vale la pena se la tua passione principale è la street art e sei abituat* a vedere le mostre di Banksy o artisti che mantengono questa linea: se da un lato potrebbe incuriosirti ed aprirti delle finestre in un mondo sconosciuto, dall’altro, se la tua attitudine è quella di non accettare il writing, questa mostra risulterebbe controproducente. L’assenza di documentazione e spiegazioni all’interno del museo ti potrebbe lasciare spaesat* e quindi generare in te il messaggio errato.



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