Bologna è un hub cruciale per l’urban art europea. Dalle opere monumentali del festival Frontier in Bolognina ai muri storici di Blu e Ericailcane, fino alle nuove Hall of Fame del DumBO e dell’Interporto, la città offre itinerari densi. Questa guida, aggiornata al 2026, mappa i luoghi imperdibili per chi cerca la vera essenza del writing, della street art e del muralismo di Bologna
[UPDATE 2026] Bologna si conferma nel 2026 la capitale del muralismo “pensante”. Mentre per i muri storici di Frontier si ragiona ad una fase di conservazione museale, la scena si è spostata verso la periferia logistica (Interporto) e il consolidamento del DumBO come centro nevralgico del Graffiti Futurism.
Cosa è la street art? – Street Art Graffiti Disagismi Urbani
Street Art a Bologna
Parlare della street art a Bologna non è facile, ho voluto creare dei video e portarti in prima persona in giro con me alla scoperta della street art bolognese e dei suoi graffiti. La storia della città, il forte legame con l’arte urbana, ma soprattutto l’alto numero di artisti e di opere presenti rende Bologna tra le più importanti in Italia quando si parla di questa arta, preparati perchè questa è una delle guide alla street art di Bologna più complete che troverai!
Se dovessi consigliarti una città da visitare con calma, a piedi o in bicicletta, ti direi sicuramente Bologna: è importante provare a soffermarsi ed osservare bene alcuni muri anche perché, come già successo, potrebbero sparire da un giorno a l’altro. Vediamo quindi qualche quartiere e qualche luogo che dovresti visitare per cercare street art a Bologna: ecco i miei consigli per crearti un itinerario sulla street art a Bologna.
Street art nel centro di Bologna: Un museo sotto i portici
Info rapida: il centro è il regno della poster art e delle saracinesche d’autore. Focus: Via del Pratello e Via Zamboni. Se vuoi vedere direttamente i muri ed il mio tour alla ricerca della street art di Bologna in centro puoi guardare il video su YouTube.
All’interno del centro storico di Bologna è facilissimo incontrare opere di street art e tag. Basta camminare al di sotto di uno dei tanti portici che caratterizzano la città per incontrare scritte sui muri, poster, tag e arte urbana. Tra i nomi che si possono facilmente riconoscere ci sono Exit Enter, Cake$ Stencil, Merio, Bibbito, JamesVega, Lo Sbieco, Snem, Lediesis, Fijodor, Asino, Sharko, DressCodeGuru… e davvero tanti altri.
Di particolare interesse è sicuramente Via Pratello dove si trova la “Galleria D’Arte Pubblica Pratello”: distribuita su circa 600 metri, tra locali diurni e notturni, questa galleria a cielo aperto è sicuramente da andare a vedere se vuoi dedicare una giornata alla street art bolognese. Le saracinesche delle varie attività presenti sulla via, ma anche le pareti stesse dei portici, sono state dipinte e rese uniche da diversi artisti come Bisser, About Ponny, Alice, Andrea Casciu, Ericailcane, MP5, Psiko, Guerrilla SPAM e tantissimi altri. (Anche qui, non si offenda chi non è stato nominato, non è il caso di appesantire la lettura con un elenco infinito di nomi). Alla fine della via, non perderti l’opera spettacolare di Ericailcane, molto recente e piena di dettagli.
In via Orfeo, presso l’ex caserma occupata da Labas, è possibile vedere alcuni dei muri secondo me più belli di Bologna: quello di Bisser e quello di Nemo (quest’ultimo gigantesco). Non mancano poi opere di altri artisti, ma ti invito ad incamminarti e raggiungere questo luogo per capire veramente di cosa parlo.
Infine, se ti piace il realismo, ti consiglio di andare a visitare la sede Cisl in via Milazzo: Dado e Mambo hanno creato un’opera veramente di alto livello.
Aggiungi al tuo itinerario anche Via Zamboni e Via Del Guasto, non te ne pentirai. (Via del Guasto è stata chiusa ed è in via di riqualificazione)
I Punti Chiave
- Target: Poster art, Sticker e Writing politico
- Spot Iconico: Via del Pratello (Galleria a cielo aperto)
- Artisti 2026: Le nuove affissioni di CHEAP Festival tra via Indipendenza e via San Giuseppe
- Da non perdere: L’opera di Ericailcane a fine via Pratello, il realismo di Dado & Mambo in via Milazzo, l’opera di Nemo




Quartiere Navile: Bolognina, Lame e Corticella
Info rapida: qui il writing incontra il muralismo 3D e astratto. Focus: Via Fioravanti e Zona NG 6.16. Se vuoi vedere direttamente i muri ed il mio tour alla ricerca della street art di Bologna tra questi quartieri puoi guardare il video su YouTube.
Partiamo dalla Bolognina: quartiere multiculturale in cui sono presenti alcuni grandi muri che ti consiglio di andare a vedere appena arrivato. Il primo si trova subito in via Fioravanti, sulla parete di un parcheggio multipiano ed è di DAIM: si tratta di un grande lettering 3D. Poco più avanti, in via Colonna, sono invece ben visibili i muri di Eron (nel suo classico stile) e DOES (un lettering digitale). Infine in via Passarotti è presente l’enorme muro (astratto) di Schuyff (che non è proprio uno street artist, ma è comunque un’opera carina).
In via Yuri Gagarin, quartiere LAME, sono poi presenti altri 3 muri: in ordine JOYS, Deco Rabiscando e Rusty.
Oppure puoi incentrare la tua visita su Corticella, un rione che negli ultimi anni sta subendo una trasformazione pazzesca grazie all’arte urbana: la Zona NG 6.16 (Navile-Gorki 6-16) è il luogo dove andarsi a perdere e cercare. Qui si possono trovare opere di artisti molto conosciuti come Cheko, Solo&Diamond, Bartocci, Guerrilla SPAM, Andrea Casciu e tanti altri nomi.
Update 2026: la zona di Corticella (NG 6.16) si conferma uno dei distretti più attivi per la rigenerazione urbana, con nuovi pezzi che si sono aggiunti alla stratificazione storica
I Punti Chiave
- Target: Muralismo monumentale e 3D Lettering
- Spot Iconico: Via Fioravanti (Multipiano) e Zona NG 6.16
- Da non perdere: i muri del quartiere LAME, spesso sottovalutati




Quartiere San Donato e il Ponte Stalingrado
Info rapida: Grandi muri astratti e la storica ‘arteria’ dei graffiti bolognesi. Se vuoi vedere direttamente i muri ed il mio tour alla ricerca della street art di Bologna in queste zone puoi guardare il video su YouTube.
Un altro quartiere interessato dal fenomeno dell’arte urbana a Bologna è San Donato, nello specifico Via Del Lavoro: percorrendo questo viale sarà possibile vedere 3 grandi muri di altrettanti artisti. Se preferisci opere più astratte ed elaborate, allora dirigiti verso i muri di Dado e di Etnik (ad inizio via, civici 1 e 3), altrimenti al numero 18 potrai vedere l’elefante di Honet. Prima di andare verso gli ultimi muri, che sono comunque di altissimo livello e meritano di essere rivisti, dirigiti verso il Vag61 (Via Paolo Fabbri 110), per vedere un edificio dipinto quasi totalmente da Ericailcane.
Presso la scuola Primaria Gualandi, in via Beroaldo è possibile vedere un’opera di PEETA (non è molto grande). Altri due muri si trovano in via Macchiavelli e sono di Dado e Pazo. Prosegui infine assolutamente verso Via Giovanni Spadolini 3 per vedere delle opere di Phase2 e Dado: una coppia pazzesca.
Il Ponte Stalingrado
Lungo la statale Porrettana è possibile incontrare un ponte che collega la zona di San Donato/Bolognina al centro città. Lungo questo ponte è possibile vedere un’infinità di opere di arte urbana, in continuo cambiamento. Personalmente l’opera più bella che sono riuscito a vedere è quella di Cake$ Stencil, artista sempre politicamente orientato che con pochissimi colori e semplici forme riesce a trasmettere messaggi molto forti.
I Punti Chiave
- Target: Abstract Urban Art e Hall of Fame pura
- Spot Iconico: Piloni del Ponte Stalingrado e Via del Lavoro
- Vibe: La zona con il ricambio di “pezzi” più veloce di Bologna
- Da non perdere: l’opera di Phase2

Bologna Extra-Muros: Interporto e il progetto 2025-2026
Se pensavi che la street art bolognese finisse ai viali, nel 2026 devi ricrederti. Il polo logistico dell’Interporto di Bologna è diventato una destinazione internazionale grazie a “Panorama Vibrante”, l’opera colossale di Joys. Oltre a lui sono state realizzate opere gigantesche da parte di Zed1, Moneyless, Etnik, Joys e Rame13.
- Cosa vedere: Chilometri di geometrie astratte che trasformano i magazzini in enormi tele cinetiche
- Perché andarci: È l’esempio più avanzato di come l’arte urbana possa dialogare con l’architettura industriale su scala titanica
Progetti e Festival: L’anima organizzata di Bologna
Info rapida: La storia dei festival che hanno reso Bologna una capitale dell’Urban Art. Negli anni sono stati diversi i progetti nati e che ancora vanno avanti sul territorio bolognese. Si può dire che si tratta di una città che è riuscita davvero a tendere una mano all’arte urbana.
URBANA – Underground Art Project (DumBO)
Nel 2021, tra maggio e Giugno, si è svolta la prima edizione del festival URBANA a Bologna che ha visto protagonisti alcuni nomi importanti nella scena italiana come Bartocci, Corn79 e Zamoc. 2022 e 2023 l’evento si è ripetuto: qui puoi trovare maggiori info URBANA ART PROJECT. Nella sede del DumBO, uno degli spazi urbani rigenerati secondo me più interessanti d’Italia (Ex scalo ferroviario Ravone), si sono svolte mostre, laboratori ed attività di livepainting che hanno permesso di far conoscere ai locals questo nuovo spazio e soprattutto di procedere con il lavoro di rivalorizzazione dell’ambiente.
Ti parlo di superfici di circa 1000 metri quadri, un campo da basket ed altre pareti tra cui una del Collettivo FX: è qualcosa di spaziale, devi entrarci e passarci del tempo per capire. Nel 2024, complice il mio viaggio per visitare FRONTIERA40 (una delle mostre legata al writing più importanti degli ultimi anni), sono tornato al DUMBO per vedere i nuovi muri e nonostante un tempaccio, sono contento di averli documentati in questo video!
Update 2026: Oggi il DumBO continua a essere il laboratorio principale della città, con il muro del Collettivo FX che resta una delle tappe più fotografate dai tour urban
Block The Wall e Frontier: La storia sui muri
Questo progetto organizzato dall’Associazione Culturale BLQ (Block Culture), formata ad diversi writer ed artisti bolognesi, ha permesso negli anni di portare arte urbana rigenerante in diversi angoli della periferia bolognese. Uno dei più interessanti è sicuramente via Martelli (dal civico 11 al 16), dove sono presenti grandi muri su alcune facciate delle palazzine ACER ad opera di Tawa, Mambo, Dado, Pazo e Lokiss Altri muri della BLQ si trovano in via Negrelli, in via Henghel Gualdi e presso la Stazione San Vitale.




Frontier
Si tratta di un progetto che oramai ha più di 10 anni, ma i suoi muri sono ancora ben visibili. Nel 2012 si è cercato di avvicinare gli abitanti di alcune zone di Bologna al writing ed alla street art, provando ad aprire un dialogo che permettesse di spiegare e rendere più comprensibile il fenomeno del writing: per questo motivo nacque “Frontier, la linea dello stile”. Il nome è molto importante per chi è appassionato di arte urbana, infatti richiama “Arte di Frontiera. New York Graffiti”, la mostra di writing per eccellenza tenutasi nel 1984. In totale i muri dedicati a questo progetto sono stati 13 e ed alcuni ancora oggi visibili: ne fanno parte i 3 muri di Via del Lavoro (Quartiere San Donato) e quelli di via Colonna (Quartiere Navile), i muri di largo Caduti del lavoro, il muro di POESIA in via XXi Aprile 1945 38 e l’opera di Bastardilla in via Tolmino (Vicino al Liceo Righi)
Cheap Festival e Utepils
Cheap Festival è probabilmente il festival di poster art più famoso ed importante di Italia: nato nel 2013 da un’idea di 6 donne, ha invaso gli spazi urbani per anni portando messaggi sempre diretti e forti con l’idea di coinvolgere l’osservatore e portarlo ad approfondire il tema esposto (ma CHEAP non è solo questo). Hanno partecipato a Cheap durante gli anni decine e decine di artisti italiani ed internazionali come Mp5, Sten&Lex, Lucamaleonte, Hyuro, Orticanoodles, Guerrilla Spam, Alberonero, Guerrilla Girls, Bifido, Nemo’s, Vinz Feel Free … e veramente tanti altri nomi conosciuti e meno conosciuti del mondo delle arti urbane. Le location attaccate da CHEAP durante gli anni sono state diverse e cambiano nel tempo: devi perderti per Bologna e seguire assiduamente i loro social per essere sempre sul pezzo!
Nel 2017, presso il vecchio Làbas (la ex caserma Masini), si è svolto il festival UTEPILS a cui hanno partecipato diversi writer e street artisti italiani ed internazionali. Oltre agli occupanti del centro sociale, hanno fatto parte dell’organizzazione del festival anche i ragazzi di Urban Lives, sempre in prima linea quando si tratta di raccontare (e vivere in prima persona) storie riguardanti il mondo underground, urban e del writing. I risultati di tale festival sono ancora ben visibili (almeno nella parte esterna): vai in via Orfeo e capirai di cosa parlo!
Writing ed Hall Of Fame: Dove batte il cuore Underground
Info rapida: I luoghi dello stile puro, dove i muri cambiano ogni settimana.
Sono diverse le hall of fame distribuite sul territorio bolognese, soprattutto nelle zone più periferiche. Alcune sono riuscito a visitarle, altre ancora no (spero di poterci passare nel mio prossimo viaggio):
- Via Emilio Zago è una delle più interessanti e si trova vicino al ponte Stalingrado citato sopra. Qui c’è un continuo via vai e cambio di pezzi, quindi vale la pena vederla anche perchè i muri sono belli alti.
- Altra interessante è in Via Vezza, praticamente la continuazione della via precedente, ma i muri si trovano più o meno all’altezza del civico 22.
- Arrivando da Via Innocenzo Malvasia, sulla ciclabile di Via del Chiu si trova un’altra hall of fame lunga più di 200 metri: anche questa, se ti interessa il writing, è da vedere.
- Infine, alle spalle di Via Martelli, si trova un’altra piccola hall of fame: se ha inserito nel tuo itinerario i muri del Block The Wall, vale la pena dedicarci 10 minuti.
Mappa della street Art di Bologna
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