Saype artista urbano unico nel suo genere

Saype è un artista unico e negli anni ha sviluppato uno stile molto personale e che lo caratterizza rispetto ai colleghi.

L’artista opera all’interno del mondo della land art, molto simile alla floor ed aerial art di cui ti ho parlato in questo articolo, ma con un approccio che mi piace definire “più street”: le sue opere infatti hanno mantenuto una delle caratteristiche più importanti di dell’arte urbana e cioè quella di essere effimere e scomparire nel tempo.

Vediamo adesso qualche particolarità su Saype, un artista che è stato in grado negli anni di farsi apprezzare in tutto il mondo.

Le differenze tra street art e graffiti writing Street Art Graffiti Disagismi Urbani

La domanda che mi fanno più spesso è "Quali sono le differenze tra street art e graffiti writing?". Si tratta di un terreno molto scivoloso, per mia esperienza è quasi impossibile mettere tutti d'accordo. In questo podcast vengono affrontate alcune delle diversità tra i due fenomeni artistici come ad esempio l'origine o il significato delle opere

La storia di Saype

Saype è lo pseudonimo di un ragazzo nato il 17 Febbraio 1989 a Belfort, in Francia, e cresciuto successivamente tra il territorio francese e quello svizzero. Il suo vero nome è Guillaume Legros e come tanti altri artisti contemporanei francesi la sua arte nasce principalmente dal mondo del graffiti writing (uno su tutti che mi sento di citare è JR il famoso fotografo francese che ha iniziato la sua carriera come tagger nelle metropolitane parigine).

Guillaume si interessa all’arte sin da giovane, ma in parallelo ad altre due grandi passioni quali la ginnastica ed il surf. Da piccolo, però, non ha mai modo di assistere a mostre oppure visitare musei: vivere in un piccolo comune non lo ha aiutato sicuramente.

Il suo primo approccio al mondo del graffiti writing risale all’età di 13 anni e gli stimoli che lo hanno portato a scrivere sui muri non sono poi diversi da quelli che spingono oggi decine di ragazzi a raccontare il proprio disagio con uno spray: noia e voglia di rompere i limiti ed i confini che la società ci impone; non va dimenticata poi la botta di adrenalina che il graffiti writing genera ogni singola volta.

Inizialmente dipingeva sui muri di una vecchia casa abbandonata e del suo giardino ed una volta apprese le tecniche e migliorate le proprie skills, si sposta nelle città limitrofe lasciando il proprio nome sotto i ponti e sopra i treni.

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In Francia Guillaume studia e si diploma per poi diventare un infermiere, mentre passa le estati al Sud, dove cerca di finanziare le sue vacanze vendendo quadri su tela ai mercatini serali (ritratti realistici)

Il lavoro lo porta a spostarsi in Svizzera, affascinato dalla possibilità di creare legami con i pazienti, ed è proprio questo confronto giornaliero con la sofferenza e l’avanzare dell’età che lo incentiva a migliorare la sua arte spostandosi sempre di più verso l’iperrealismo.

Continua comunque a coltivare la sua passione per l’arte e la street art per le vie delle città che, pian piano, inizia a trasformarsi in una vera e propria fonte di guadagno grazie alle prime apparizioni in galleria.

Il passaggio finale da arte urbana a land art è lento, ma necessario: Saype non si sente più rappresentato dalla street art, dalla sua evoluzione e soprattutto dai muri delle città; cerca quindi un nuovo mezzo per arrivare alle persone e colpito da alcuni articoli scientifici in cui viene spiegato quanto siano aumentati i problemi climatici negli ultimi anni, capisce che la sua arte può essere di grande impatto, ma anche mandare un messaggio sociale importante.

Perchè si chiama Saype

Il nome nasce a 18 anni, un normale giorno di scuola in cui è seduto in fondo alla classe durante l’ora di filosofia. Stava disegnando alcune delle sue lettere preferite sul quaderno, in maniera molto semplice e veloce, e si accorge che unendole avrebbe dato vita al verbo inglese SAY. Pensando a “cosa voler dire” ragiona sul fatto di voler inviare un messaggio di pace e quindi unisce SAY con PEACE, tagliandone infine l’ultima parte “ACE” poiché non necessaria: nasce quindi SAYPE.

Saype artista

Saype passa quindi dal graffiti writing all’iperrealismo perfezionando sempre di più il suo stile sui ritratti umani di giovanissimi e soprattutto anziani, le figure con cui lavora per anni nelle cliniche ospedaliere svizzere.

Una volta deciso di passare alla land art, cerca una soluzione che gli permetta di creare qualcosa di diverso dalle cioè costruzioni gigantesche fatte di rocce e materiali naturali oppure dalle composizioni create incidendo e scavando all’interno del terreno che caratterizzano questa tipologia di arte; decide quindi di sfruttare ciò che ha appreso per strada con il graffiti writing e di utilizzare vernice spray.

Rimanendo sempre sull’idea di inviare un messaggio sociale ed ecologico, per anni si allena nel giardino dei suoi genitori per cercare di creare una vernice abbastanza resistente (ma non troppo) che non abbia alcun effetto negativo sull’erba e sul terreno.

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Come esegue le sue opere Saype

Il processo creativo di Saype è molto lungo: una volta scelto il soggetto ed il luogo, possono volerci settimane prima di completare l’opera.

Oggi Saype si può avvalere di collaboratori, ma in generale è lui stesso ad eseguire i ritratti giganteschi sui prati delle città o dei monti: dividendo la superficie in riquadri (utilizzando una classica griglia), si organizza per coprirne uno alla volta, dando vita quasi magicamente alla sua opera.

La sua vernice è speciale (eco sostenibile ed impatto zero): ci sono voluti anni per ottimizzarne la formula e creare qualcosa che permetta di generare le sfumature bianco/nere (Gesso/Carbone di legno), che non abbia impatti negativi e che abbia una durata di massimo qualche giorno (Proteina del latte).

Per spruzzare la vernice utilizza invece un compressore ed una canna lunga svariate decine di metri, così da potersi muovere liberamente all’interno della sua griglia.

Una cosa particolare è che, rispetto a chi lavora sui muri, Saype non ha modo di vedere la situazione della sua opera: solo alla fine di tutto si può valutare il risultato, ma dopo anni di esperienza questa cosa non è un problema.

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Saype opere

Le opere di Saype sono effimere: dopo l’inaugurazione possono durare pochissimi giorni (perchè magari la superficie è calpestabile) oppure diverse settimane, a seconda del corso della natura. Abbiamo comunque un grande archivio online di foto che raccontano l’evoluzione dei suoi progetti.

Saype Video

Puoi vedere a questo link dei video spettacolari che raccontano nel dettaglio i suoi progetti: https://www.saype-artiste.com/videos

Progetto Beyond Walls

Si tratta di un progetto gigantesco, che durerà fino al 2024 (si è rallentato a causa della pandemia) e che gli ha permesso e gli permetterà di eseguire opere in tutto il mondo. I soggetti da lui rappresentati sono principalmente mani che si stringono a simboleggiare una gigantesca catena umana che unisce tutte le popolazioni.

Collab con Lavazza per ¡Tierra!

Da qualche tempo Saype collabora con Lavazza e per il lancio di una nuova linea di caffè gli sono stati commissionati una serie di ritratti in alcune zone strategiche per il famoso gruppo italiano.

Un guardiano della Foresta Amazzonica in Perù (J. Cesar Rolin Pacaya), una formatrice nel deserto (Sheila Ampumuza) ed una imprenditrice alla base di un vulcano (Riina Mejia).

Human Story

Ritratti di persone, solitamente bambini ed anziani, di un luogo specifico, il cui obiettivo è far ragionare gli osservatori sull’innocenza e la semplicità della vita.

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