Il Toy nel graffiti writing - disagian
Graffiti Writing

Il Toy nel graffiti writing

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17 Ottobre 2021

Ti sarà capitato di leggere la scritta TOY sui muri oppure nei commenti sui social: questo termine ha un significato molto importante nel mondo del graffiti writing.

Ho provato a fare una serie di ricerche ed approfondire per cercare di capire effettivamente da dove derivasse l’utilizzo di questo termine, ma non ho avuto un grande successo: se per caso conosci la storia di questo termine, scrivimi, sarò felice di ascoltarla!

Toy significato graffiti

Il termine TOY nel mondo del graffiti writing è molto importante e nonostante si possa utilizzare in situazioni diverse, ha quasi sempre un significato negativo.

Con il termine TOY generalmente si indicano i writer alle prime armi, soprattutto quelli con uno stile molto acerbo: ai writer più esperti un lettering ideato e dipinto su muro da un writer con poca esperienza salta subito all’occhio.

TOY quindi in questo caso viene utilizzato per indicare il fatto che il writer in questione non ha esperienza e non è skillato: molto spesso in questi casi il lettering viene coperto con la scritta toy proprio ad indicare questa informazione.

In altre situazioni il termine TOY è utilizzato come vero e proprio insulto all’interno della scena: questo succede quando nascono rivalità troppo forti e piccole guerre tra writer.

Sappiamo che crossare un lettering (senza prima aver avuto l’ok) è una delle peggiori azioni che un writer possa fare poichè questa cosa viene vista come mancanza di rispetto: in situazioni del genere una delle “vendette” che possono essere messe in atto è contro-crossare i lettering del writer che ha dato inizio a tutto con la parola TOY.

Anche in altre situazioni si parla di TOY: quando magari un writer non è a conoscenza delle regole della scena locale e quindi sbaglia, quando un writer anzichè prendere ispirazione, copia al 100% lo stile, la tag oppure i throw up di un altro writer oppure quando un writer porta il proprio ego all’estremo autodefinendosi king.

Toy-Graffiti

Ma perché si usa il termine toy?

Questo me lo sono chiesto anche io e purtroppo non ho trovato sui libri la storia della nascita di questa parola. Ho cercato e ricercato, ma ho trovato una sola fonte che non so neanche quanto sia attendibile.

Il TOY che viene oggi utilizzato in realtà ha origine dal termine inglese TOYS a cui nel tempo è stata tagliata la S finale. Questa parola era utilizzata poichè acronimo di “Trouble On Your System“, cioè “Problemi sul tuo sistema” (Forse meglio “Problemi nel tuo sistema”).

Ho provato a ragionarci: nel mondo nerd esiste già dagli anni 70 un termine simile a toy ed è newbie, italianizzato in niubbo (o nabbo o nubbo) ,e non mi vengono in mente altri contesti in cui possa essere nato.

L’unica cosa che mi viene in mente è che forse inizialmente era utilizzato per indicare il fatto che quella persona, a causa del suo stile, potesse creare solo problemi. Oppure semplicemente per dire ad una persona che “il suo sistema di lettering era pieno di problemi”

TOY-Graffiti-Verticale-id-iom

Come faccio a sapere se sono un toy?

Un writer una volta mi ha detto: “è molto semplice capire se sei un toy: se ti stai facendo questa domanda, sei sicuramente un TOY“.

Non devi però preoccuparti: perchè tutti ci sono passati quando hanno iniziato ed a volte si ritrovano ad essere considerati TOY per qualche scelta azzardata.

Se non si tratta di una guerra tra te ed un altro writer, devi accettare questa critica e prenderla come costruttiva: significa che il tuo stile non è ancora pronto per essere preso in considerazione da chi è nella scena da anni, oppure hai commesso qualche errore a cui puoi sicuramente rimediare.

Quando il tuo stile ed il tuo nome verrà riconosciuto da qualcuno della scena ed otterrai anche solo il minimo rispetto indispensabile, capirai da solo di non essere più un TOY.

Almeno fino al prossimo errore.

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MIlano

Ciao sono Gianluigi, ma la gente persiste nel chiamarmi Gianluca. Ho sempre viaggiato con l'obiettivo di farlo per passione e non per lavoro. Mi muovo alla ricerca di street art e bevo caffè e birrette nelle zone più urban delle città. Ho qualche match su Tinder, odio le candele e non credo negli ombrelli.

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