Analisi → Graffiti Writing

Julio 204: il fantasma
che ha ispirato tutto

Nessuna intervista, nessuna foto, nessun documentario. Eppure senza Julio 204 il writing come lo conosciamo oggi — e TAKI 183 — non sarebbero mai esistiti.

@disagian 4 minuti di lettura Aggiornato 2026
Scheda rapida
Writer
Julio 204
Quartiere
Inwood, Manhattan
Attivo
1967 – 1970
Gang
Savage Skulls
Ha ispirato
TAKI 183
Scomparso
Estate 1970 (arresto)

Di Julio 204 non si conosce quasi nulla. Eppure è impossibile raccontare la storia del graffiti writing senza passare per lui. Non ha mai cercato la fama, non ha mai rilasciato interviste, non ha un libro, non ha un documentario, non ha nemmeno una fotografia in circolazione. Quello che sappiamo lo dobbiamo quasi interamente ai ricordi di chi lo ha incontrato, lo ha visto scrivere, o ha semplicemente trovato il suo nome su un muro e ha deciso di seguire il suo esempio.

La domanda che sorge spontanea è semplice: perché Julio 204 conta così tanto se di lui si sa così poco? Questo articolo è la risposta.

3
anni di attività, 1967-1970
1971
l’articolo NYT che lo rese leggenda
0
fotografie conosciute di Julio
Origini · Inwood, Manhattan

Chi era Julio 204

Le informazioni su Julio sono frammentarie e spesso contraddittorie. Ecco però quello su cui le fonti concordano.

Inwood e una tag nata da un indirizzo

Julio era un ragazzo cresciuto nel quartiere di Inwood, all’estremo nord di Manhattan. Viveva al 204 della 204th Street, e da lì viene il numero nella sua tag. La sua nazionalità resta incerta: alcune fonti lo indicano come colombiano, altre come portoricano, ma nessuna delle due versioni è certificata da documenti.

Il legame con i Savage Skulls

Julio era membro dei Savage Skulls, una gang nata nel Bronx e composta principalmente da portoricani e afroamericani. Un dettaglio interessante: Julio iniziò a taggare già nel 1967, prima ancora che i Savage Skulls si formalizzassero ufficialmente come gang, nel 1969. Probabilmente frequentava già quel giro di persone, e la pratica delle gang di marcare il territorio scrivendo il proprio nome sui muri fu con ogni probabilità una delle sue influenze più dirette.

L’arresto del 1970 e la scomparsa

La sua carriera da writer dura poco più di tre anni. Nell’estate del 1970 viene arrestato per vandalismo e smette. TAKI 183, nell’articolo del New York Times del 21 luglio 1971, intitolato “‘Taki 183’ Spawns Pen Pals”, lo cita con una frase secca e definitiva: “Julio was busted and stopped.” Dopo quell’estate, Julio 204 sparisce completamente: nessuna altra testimonianza, nessuna comparsa pubblica, nessun seguito della storia.

1967
Le prime tag
Julio inizia a scrivere il suo nome a Inwood, prima ancora che i Savage Skulls si formalizzino come gang.
PRIMAVERA 1968
Il quartiere si riempie
La tag “Julio 204” si diffonde in modo sistematico per Inwood, fino alla roccia della Columbia University.
1967-68 (O ESTATE 1969)
Phil T. Greek nota le scritte
Le fonti divergono sulla data esatta: Phil ne parla a Demetrius e agli amici, che iniziano a scrivere anche loro.
ESTATE 1970
L’arresto e la scomparsa
Julio viene arrestato per vandalismo e smette di scrivere. Non si avrà più nessuna sua traccia.
21 LUGLIO 1971
L’articolo che cambia tutto
Il New York Times pubblica “‘Taki 183’ Spawns Pen Pals”, citando Julio come il writer che lo ispirò.
1968 · La propagazione

La tag Julio 204: il nome più il numero della strada

Nella primavera del 1968, Julio 204 fa qualcosa che non era mai stato fatto prima in modo così sistematico a New York: propaga il proprio nome attraverso un intero quartiere.

Non era il primo a scrivere sui muri in assoluto. Ma era il primo a farlo come atto di affermazione personale e identitaria, non come marcatura territoriale di una gang. La sua tag non diceva “questo quartiere appartiene a noi”: diceva “io esisto, mi chiamo Julio, e abito al 204”.

Io esisto, mi chiamo Julio, e abito al 204

La formula è di una semplicità disarmante: il nome più il numero della strada. Non aveva bisogno di altro. Ma quella semplicità racchiudeva qualcosa di nuovo: l’idea che un individuo potesse conquistare spazio pubblico con il proprio nome, senza appartenere a nessuna struttura di potere.

Le tag iniziarono sulle basi dei semafori, poi si espansero sui muri. Inwood cominciò a riempirsi di quella scritta. Poi la scritta arrivò anche alla Columbia University, su una roccia che si affacciava sull’Harlem River — e qui la storia si intreccia con quella di un altro writer.

L’incontro · Phil T. Greek

Come Julio 204 ha ispirato TAKI 183

Phil T. Greek scopre le scritte di Julio

Phil T. Greek fu uno dei primi ad accorgersi delle scritte di Julio, tra il 1967 e il 1968. Le fece notare ai suoi amici, tra cui un certo Demetrius — che sarebbe diventato TAKI 183. (Su questo punto le fonti non sono unanimi: il sito ufficiale di TAKI 183 colloca invece il momento in cui Phil ne parlò a Demetrius nell’estate del 1969. Riporto qui la cronologia più diffusa, ma la discrepanza tra le fonti va segnalata.) Inizialmente i ragazzi pensarono che “Julio 204” fosse un messaggio in codice, un avvertimento che qualcosa sarebbe successo il 20 luglio alle 4. Solo quando capirono che l’intero quartiere era invaso da quella scritta realizzarono che doveva esserci una persona dietro a tutto quel lavoro.

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La roccia della Columbia University

Phil T. Greek ha raccontato in un’intervista un dettaglio che dice molto sull’effetto che Julio aveva sulle persone. Verso la fine degli anni ’60 la Columbia University aveva dipinto una C gigantesca su una roccia che si affacciava sull’Harlem River. Per curiosità, Phil e un amico decisero di salirci sopra: lì trovarono la scritta Julio 204. La reazione fu immediata: “Questo ragazzo è dappertutto!” E quella frase fu sufficiente a fargli decidere di iniziare anche lui.

Non fu la qualità delle lettere a colpirli, né la tecnica. Fu semplicemente il fatto di trovare un nome in un posto inaspettato: qualcosa di nuovo, apparso dal nulla, su una superficie pulita. Quella sensazione di sorpresa è esattamente quello che il writing ha cercato di replicare per i decenni successivi.

Il legame con l’articolo del New York Times

TAKI 183, nell’articolo del New York Times del 21 luglio 1971, ha dichiarato esplicitamente di essersi ispirato a Julio. Se Julio non avesse iniziato a taggare Inwood, probabilmente TAKI non avrebbe fatto lo stesso. E senza TAKI, quell’articolo non sarebbe mai esistito. Senza quell’articolo, il writing non sarebbe esploso come ha fatto.

Lo stesso TAKI 183, anni dopo, ha ridimensionato il proprio ruolo con una frase che è quasi un omaggio a Julio.

I didn’t start it, I was just the next step
— TAKI 183, dal documentario “Wall Writers” (2015, regia di Roger Gastman)
Eredità · Il primo influencer

Perché Julio 204 conta nella storia del writing

Non il primo writer, ma il punto di svolta

In ordine cronologico, Julio 204 non è stato il primo writer in assoluto. Quando le sue prime tag apparirono a Inwood, a Philadelphia c’era già Cornbread. Ma questo non sminuisce quello che Julio ha rappresentato.

La differenza è geografica e culturale: Cornbread operava a Philadelphia, Julio operava a New York. E il writing come lo conosciamo oggi, con la sua esplosione globale, nasce da New York — da quei quartieri, da quei treni, da quella scena specifica. Julio è il collegamento diretto tra la pratica di marcare il territorio delle gang e la nascita di qualcosa di completamente nuovo: un individuo che scrive il proprio nome non per il gruppo, ma per sé stesso.

Una delle prime testimonianze scritte di questa svolta si trova in un libro del 1972, Golden Boy as Anthony Cool, dello scrittore Herbert Kohl: secondo Kohl, Julio fu tra i primi a introdurre l’idea di portare il proprio nome “all-city”, cioè oltre i confini del proprio quartiere — lo stesso concetto che TAKI 183 avrebbe poi portato alle estreme conseguenze.

Il primo influencer del writing

La fonte accademica Urbanario lo sintetizza in modo preciso: “Quando i nomi iniziarono a essere scritti oltre i confini del quartiere dello scrittore, i graffiti come li conosciamo oggi erano apparsi.” Julio non ha mai superato i confini di Inwood. Ma ha ispirato chi lo ha fatto.

Per usare un termine contemporaneo, che forse a lui non piacerebbe ma che descrive esattamente quello che è stato: Julio 204 è stato il primo influencer del writing. Senza follower, senza engagement, senza nemmeno saperlo.


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Le informazioni su Julio 204 sono frammentarie e in parte contraddittorie: dove le fonti divergono, l’ho segnalato nel testo invece di scegliere una versione a caso. Le immagini sono pubblicate a scopo di documentazione e cronaca: se sei l’autore di una foto e vuoi essere citato o chiederne la rimozione, scrivimi.

Julio 204: chi era il writer che ispirò TAKI 183

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