Street art Milano: la guida completa (più o meno) | disagian

Street art Milano: la guida completa (più o meno)

Street Art Urban Travel
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15 Gennaio 2021

C’è voluto molto tempo per completare questo articolo, ma questa è probabilmente la più completa guida alla street art di Milano, divisa per quartieri.

L’obiettivo di questa guida non è raccontarvi la storia della street art a Milano, ma suggerirvi in che quartieri trovarla ed aiutarvi a riconoscere alcuni degli artisti che da anni lasciano opere sparse per Milano.

Ci tengo a fare una precisazione: questa guida è stata scritta per essere un invito a cercare i muri per la città e conoscerne i quartieri. Troverete una buona parte delle informazioni necessarie per scovare le opere, ma non una mappa dettagliata: perdetevi ed impegnatevi nella ricerca, questo vi aiuterà a capire anche perché sono stati scelti alcuni muri piuttosto che altri.

Quartieri di Milano

Se sei alla ricerca di street art a Milano, questo articolo potrà aiutarti: attenzione, non si tratta di una mappa della street art di Milano, ma di un elenco dei luoghi dove poterla trovare.

Faccio una premessa: questa questa guida va utilizzata come ispirazione perchè è solo cercando ed osservando che è possibile scoprire i muri nascosti.

Barona

Barona è un quartiere storico di Milano (io ci sono nato <3 ed ho mosso i miei primi passi) e si trova nella zona Sud-Ovest di Milano.

Il luogo più importante per cercare street art nel quartiere è Piazzale delle donne partigiane. Qui, sui muri del Barrio’s e delle strutture che lo circondano, potrete trovare opere di Shine Royal, ViperHaze, Mr. Wany, Prosa, Mario Jin, Foski, Frode, Ivan, Tawa, Martina Luna, Chiara Loca.

Se poi siete interessati anche al lettering ed al graffiti writing, dovete spostarvi verso i confini del quartiere, zona Famagosta, e percorrere il tratto pedonale che si trova al di sotto del grande (e mostruoso) cavalcavia di viale Famagosta (C’è anche un bellissima tag lasciata dalla 1UP).

Bovisa

Il quartiere Bovisa si trova nella zona Nord di Milano ed è caratterizzato da grandi magazzini riqualificati, dalla famosa stazione e da una delle sedi del Politecnico di Milano.

Proprio sui muri del Politecnico si è svolto qualche anno fa l’evento POLI Urban Colors che ha visto artisti del calibro di Rancy (curatore dell’evento stesso), Zedz, 2501, Luca Barcellona. In Via Privata Simone Schiaffino potrete vedere alcuni dei muri più grandi del quartiere: piccolo consiglio, percorrete completamente la via e troverete una vecchia hall of fame (Se non sai di cosa si tratta, puoi leggere qui cosa è una hall of fame nel mondo dei graffiti) e successivamente rientrate verso i campus poiché sono presenti alcune opere anche al suo interno.

Se lo stile di 2501 vi affascina, prendetevi il vostro tempo ed organizzatevi: sono infatti presenti altri suoi muri in Via Luigi Mercantini, in Via Cevedale (sui muri del birrificio La Ribalta) ed anche nel parcheggio del Penny Market di Via degli Imbriani.

Infine, se volete fare jackpot, ricordatevi di passare per Via Privata Paolo Mariani e via Raffaele Lambruschini dove troverete una serie di lettering molto interessanti.

Bruzzano

Estrema periferia Nord: solo Comasina è allo stesso livello.

La prima cosa da dire è che qui ci sono due muri veramente belli, ma raggiungerli non sarà facile.

Il primo, di Millo, è a poche centinaia di metri dalla stazione delle Ferriovie Nord, ma ben nascosto. Si tratta comunque di un muro speciale di Millo, può valerne la pena.

Il secondo, di Ericailcane, si trova invece in piena zona popolare di Bruzzano, sulla facciata dell’ex liceo Omero.

Centrale e Ponte Seveso

Questi due quartieri si trovano a ridosso di Milano Centrale, quindi non molto distante dal centro. La zona di centrale ha subito già da molti anni un fenomeno di riqualificazione importante e quindi, nonostante ci si trovi vicino ad una stazione, è rimasta davvero poca street art. Potete però segnarvi il NYX Milano, il famoso hotel dedicato alla street art di Milano.

Parlando invece del quartiere Ponte Seveso (questo sconosciuto, spesso inglobato dentro Centrale), le cose cambiano e stanno cambiando proprio in questi ultimi anni.

La prima tappa è sicuramente il campo da basket pubblico di Via Giovanni Battista Sammartini 61: qui potrete trovare due opere di modesta misura di Manu Invisible.

Successivamente, spostandosi verso il numero civico 30, si incrociano i muri di Nabla e Zibe (per Sinergie Urbane) e di Hot In Public.

Piccolo segreto: nella via parallela, Via Cristoforo Gluck, potrete trovare anche un muro pazzesco di King Raptuz (stile clamoroso).

Crocetta

Nascosto tra quartieri più grandi e conosciuti, Crocetta nel silenzio della sua fermata della metropolitana nasconde delle sorprese.

Da Via Mercalli fino a Via San Calimero è possibile vedere un muro degli Orticanoodles rappresentante i volti di alcune figure milanesi illustri tra le quali spicca Gaber.

A pochi metri di distanza, presso l’Archivio Storico Diocesano Milanese, si può trova la parete di Ivan Tresoldi nel suo caratteristico stile che sembra essere un’evoluzione del calligraffiti.

Infine, sempre a pochi metri di distanza, ci si può fermare ad osservare un opera di PAO sul muro in Via Gaetano Pini.

Dergano

Dergano è una zona secondo me molto sottovalutata di Milano, ma anche per le sue vie possiamo incontrare diversi muri.

Il muro più grande del quartiere è quello del Giardino di Via Porro realizzato qualche anno fa da un writer milanese storico: PAO. Il muro guarda direttamente la famosa fabbrica della distilleria Branca al cui interno potrete potrete vedere la ciminiera Fernet Branca ed i suoi super colori (Orticanoodles).

Per le vie di Dergano c’è comunque un nome principale che risuona ed è Cristian Sonda: sono infatti sue alcune delle prime opere di riqualificazione del quartiere e si trovano in Viale Jenner e Via Guerzoni. Purtroppo il tempo sta lasciando il segno su questi muri, ma siete ancora in tempo per vederli.

Sempre in Viale Jenner, al civico 44, potrete vedere un muro di Nais, una delle poche artiste donna che operano per le vie di Milano. Sempre in zona si possono notare delle installazione degli Urban Solid.

Dirigendovi infine in via Ernico Annibale Mutti, potrete vedere dei muri di Nabla e Zibe (altre opere sono all’interno del Rob de Matt tra cui 2501 e Fra Desing) e un lungo muro di Gio Pistone.

Garegnano (Certosa)

Questo quartiere di Milano è quasi sconosciuto, non perché non sia importante, ma perché spesso questa zona viene descritta più semplicemente come “Certosa”…. ed infatti è qui che passa Viale Certosa e che si trova la Certosa di Garegnano. Ci troviamo nel Municipio 8 di Milano, periferia nord-occidentale della città.

Qui si trova il muro più grande di Milano: NECESSE, presso il Giardino Ludovico di Breme. Il fatto che il muro sia isolato lo rende unico: non è difficile da raggiungere, ma non lo si potrà scovare così di passaggio, bisognerà munirsi di buona volontà ed andare!

In generale il quartiere non ha moltissimo da offrire a livello di writing e street art, anche se nei pressi del cavalcavia del Ghisallo sono presenti alcuni pezzi interessanti e proprio ai limiti del quartiere si può trovare la Cascina Occupata Torchiera.

Greco e Bicocca

In questo caso parliamo di due quartiere decisamente ampi, ma è qui che si trova uno dei muri più belli di Milano.

Alle spalle dell’Hangar Bicocca infatti potrete trovare uno dei più grandi wall di Milano ad opera dei fratello brasiliani Os Gemeos.

E se questo non vi basta, vi consiglio di percorrere tutta Via Sesto S. Giovanni direttamente dall’Hangar fino ad arrivare alla stazione di Milano Greco Pirelli.

Nel quartiere Greco rientra anche lo Spazio Pubblico Autogestito Leoncavallo (vedi sezione speciale in basso): prima di entrarci, vi consiglio di camminare per la Via Privata Nicolò Bettoni dove ultimamente ha lasciato la sua firma il famoso artista austriaco HNRX.

Isola e Porta Garibaldi

Isola è stato considerato per molto tempo uno dei peggiori quartieri di Milano, ma negli ultimi 15 anni ha totalmente cambiato volto grazie ad un importante progetto di riqualificazione e, per dirla tutta, grazie anche al classico fenomeno di gentrificazione.

In Isola potrete trovare il muro dedicato ad una delle squadra di Milano (Inter Wall) in via Pietro Borsieri 5. (Coperto)

In Isola potrete trovare il nuovo muro degli Orticanoodles dedicato ad Aida Accolla in Via Pietro Borsieri 5.

Camminando per il quartiere potrete notare qua e la alcuni piccoli personaggi di Exit.Enter ed anche alcuni vecchi stencil di HOGRE ed Espinoise, ma anche un segnale ad opera di Clet Abraham (Via Pastrengo 11).

Da non perdere sicuramente i muri del Frida in via Antonio Pollaiuolo 3: da una parte un muri ad opera di Zibe e Willow e dall’altra invece un classico muro nello stile Nabla e Zibe.

Piazzale Carlo Archinto è un’altra meta importante: qui infatti, sui muri di un autoricambi, si possono trovare alcuni dei pezzi più storici del quartiere ad opera di Zibe, Microbo, 2501, Ozmo, Santi, Bo, Endone, El gato Chimney e Ryan Spring.

Camminando per via Pergola, al numero civico 12, potrete anche incrociare il muro dedicato al piccolo principe.

Anche se secondo il muro più bello fra tutti è quello di Microbo in Piazza Tito Minniti

Percorrendo successivamente il sottopasso della stazione Garibaldi, potrete rifarvi gli occhi con diverse opere di street art (tra cui una di Mr.Blob). E non dimenticatevi di andare ad osservare i muri del cavalcavia Eugenio Bussa poiché sono sempre in continuo cambiamento.

Lambrate

Lambrate è un quartiere della zona est di Milano che quasi 100 anni fa era un comune a parte e per questo motivo è uno dei quartieri più grandi della città.

Probabilmente il muro più interessante ed importante di Lambrate si trova presso la omonima stazione: anche se molto consumato ed in parte coperto, l’occhio più esperto sarà in grado di riconoscere i tratti di una delle opere di BLU a Milano (ma c’è veramente ancora pochissimo, forse il 5%).

Un altro importante muro milanese si trova qui, in Via Giovanni Battista Viotti, ed è un’opera di Iena Cruz: si tratta di un wall dipinto con una vernice speciale, in grado di “mangiare” lo smog.

Storicamente è famoso il sottopasso di Via Edoardo Bassini per le sue opere in continuo cambiamento, ma non dimenticate di prendervi una bella pausa e percorrere per intero Via Plezzo dove vi aspetta una delle più interessanti hall of fame di Milano.

Infine uno spot meno conosciuto, ma sempre affascinante: via Caduti Marcinelle, al di sotto dell’autostrada, vi ritroverete in un luogo magico.

Navigli e Conchetta

Quando si pensa ai Navigli la prima cosa che viene in mente è la movida, ma non è solo questo. Camminando per i vicoli dei Navigli non è difficile incrociare lettering, tag e qualche opera di street art.

TvBoy è uno degli artisti italiani che ha fatto dei Navigli la sua casa a Milano: anche se purtroppo oggi i suoi paste-up durano poco, ci sono degli spot fissi dove, con fortuna, potrete vedere la sua firma.

Anche gli Urban Solid sono soliti installare opere nella zona, quindi occhi aperti.

Tra gli edifici più interessanti sicuramente va inserito l’Elicriso (Spaccio Popolare Autogestito) alla fine di via Vigevano. E proprio qualche metro più avanti, sulla Darsena, nel 2021 è stato creato il nuovo muro dedicato a DAX da parte di Volks Writerz, Ivan e Chekos.

Via Magolfa è diventata famosa negli ultimi anni grazie ad un muro molto bello ad opera di Morkone (Famoso writer) e Giorgio Bartocci (artista contemporaneo): due stili diversi che mescolati assieme hanno creato qualcosa di unico per le vie di Milano.

Per chi è poi alla ricerca del famoso ponte con lo squalo: camminate per via Emilio Gola e dirigetevi verso il Naviglio, ve lo troverete di fronte

Il quartiere Conchetta è invece tra i miei preferiti: nonostante sia decisamente piccolo, può regalare tre grandi gioie.

La prima è una delle opere di Blu ancora in perfetto stato a Milano, sui muri del COX (Cox18), la seconda è un muro degli Orticanoodles e la terza è l’enorme scritta WIIIIIIIFI ad opera di AMPPARITO.

NoLo e Turro

NoLo (North of Loreto) è forse l’ultimo quartiere di Milano ad essere emerso ed essersi ritagliato uno spazio nella mappa. Questo quartiere è il più interessante e vibrante degli ultimi anni, in fase di cambiamento ed evoluzione.

Per le vie di NoLo sono apparsi diversi paste-up di Alua (Omino Rosa), ma solo pochi sono ancora visibili. Non preoccupatevi, li potete trovare praticamente per mezza milano

I luoghi più importanti per quanto riguarda la street art del quartiere sono sicuramente Via Marco Aurelio e Via Termopili: qui potrete trovare uno dei più vecchi muri di TvBoy, un’opera di Cristian Sonda ed un’opera di Tomoko Nagao.

Entrate anche all’interno del Parco Trotter da Via Giuseppe Giacosa per poter vedere un muro “nascosto” e meno conosciuto ad opera di Pablo Pinxit. Attraversando poi il parco e dirigendosi verso la residenza Urban Art ex Convitto Trotter è possibile vedere una delle ultime opere di street art a Milano: il muro di Sten&Lex.

Non dimenticatevi comunque di passare da Piazza Morbegno per osservare il muri di Mr. Di Maggio sulle pareti di Bici&Radici.

La parte più conosciuta di questa zona è sicuramente Via Pontano, una delle hall of fame di Milano. Non serve dire molto su questa zona, basta sapere che sono presenti alcuni grandi muri legati al Looperfest di qualche anno fa mentre altri muri sono in continuo cambiamento.

Anche se spesso si considera un “ecosistema a parte”, Via Padova è da prendere in considerazione quando si è alla ricerca di street art in questa zona: più o meno al numero 85 è possibile vedere una facciata dipinta da Giorgio Bartocci, mentre altre opere sono presenti sui muri del Liceo Artistico Caravaggio (Pao, Bros, Mr Wany ed altri).

Ortica

Il quartiere Ortica è un vero e proprio piccolo borgo tra le mura di Milano. Questo “piccolo” quartiere, che tanto piccolo non è, negli ultimi anni è saltato alla ribalta grazie ad un gigantesco lavoro aristico.

Qui si trovano alcuni dei più grandi ed interessanti muri di Milano, dedicati a Milano: il Duomo e la Madonnina ad opera degli Orticanoodles (via Pitteri 23).

Questa opera fa parte di un progetto più grande dal nome “Or.Me – Ortica Memoria” (Opere degli Orticanoodels) e che comprende altre opere dedicate a figure storiche milanesi e non, come quelle in via Tucidide (Angolo Via Cavriana), Via Trentacoste, Via San Faustino, Via Leonardo Bistolfi e Via Ortica.

In Via Ortica 12 è possibile incrociare una delle opere più conosciute del quartiere: la gigantesca facciata dedicata agli orti dell’Ortica, sempre per mano degli stessi artisti.

In via Corelli invece è possibile godersi un muro creato in collaborazione con MTV e dedicato alla storia del rap milanese.

Infine, per chi è appassionato di lettering e graffiti writing, non va dimenticata la lunghissima hall of fame (UK/TGF) di Via Camillo ed Otto Cima.

Porta Romana

Il quartiere di Porta Romana è uno di quelli che regala delle piccole gioie.

Il muro più interessante è sicuramente quello di Zed al Madama Hostel. Considerate che anche al suo interno potrete trovare delle opere di street art, ma l’ingresso è riservato agli ospiti (A fine articolo comunque vi svelo un trucco per entrare).

Anche se non è proprio Porta Romana, preferisco inserirlo in questo quartiere per la vicinanza: l’incrocio tra via Tertulliano e via Cadolini è secondo me uno degli spot più interessanti di Milano; qui infatti troverete tre opere, fuse tra loro, di Tilf, Canemorto e 1UP. Vi assicuro, roba pazzesca.

Percorrendo Corso di Porta Romana, lasciandosi Porta Romana alle spalle, si potranno incrociare altri due grandi muri: il primo di Moneyless ed il secondo di Neve.

Portello

Oggi quando pensiamo al Portello ci vengono subito in mente i bellissimi edifici, la fiera, il parco con la collina a spirale e l’omonima Piazza.

Quando invece parliamo di street art e writing, la prima cosa a cui si deve pensare è Viale Renato Serra, più facilmente conosciuto come il ponte della ghisolfa.

Al di sotto del ponte, tra pilastri e muri, si susseguono tag, lettering ed installazioni degli Urban Solid, Rancy ed ultimamente Alien

Se poi siete alla ricerca di un bel muro da fotografare: dirigetevi verso Viale Achille Papa per vedere il muro degli Art Of Sool.

Quarto Oggiaro

Se chiedete a qualcuno di Quarto Oggiaro vi dirà quasi sempre la stessa cosa: zona pericolosa. In parte può essere anche vero, ma nel 2021 non sono così convinto di questa cosa.

A Quarto Oggiare sono state effettuate diverse opere di street art per mano di altrettanti artisti, l’ultima la potete trovare in via Michele Lessona per mano del collettivo camuno Art Of Sool. La parete che fiancheggia il parco è storica: troverete qui alcuni dei più vecchi interventi di street art milanese.

Se ci si sposta leggermente verso la parte più “popolare” di Quarto Oggiaro è possibile incrociare tre muri: il primo degli Orticanoodles in Via Cesare Pascarella, il secondo in via Renato Simoni di 2501, il terzo in Via Vittani di Max Rippon.

Presso la rotonda dell’Esselunga di Certosa, angolo tra Via Palizzi e Via Eritrea, era un tempo presente la scritta Welcome to Quarto, oggi coperta da una bellissima opera di Cheone dedicata agli infermieri e gli operatori del Sacco (vandalizzato).

Da non dimenticare infine è la stazione delle Ferrovie Nord di Quarto Oggiaro: sui muri del sottopasso sono presenti diverse opere di Street Art

Romolo – Moncucco

Questa zona di Milano, posta tra la circonvalla, Barona e San Cristoforo, è conosciuta spesso come Romolo (Fermata Metro e RFI), ma in realtà il nome reale del quartiere è Moncucco.

La stazione è una delle tappe da inserire in un itinerario alla ricerca di street art in questa zona. Anche se forse non sono tra le più belle della zona, vale la pena dedicare qualche minuto ad osservare le opere di street art sulle pareti interne ed esterne della stazione.

Il punto forte della street art a Romolo è Via Arturo Tosi: una hall of fame alle spalle dell’Esselunga in continuo cambiamento. E se non bastasse, il sottopasso di via Enrico Schievano pullula di street art!

San Cristoforo e Giambellino

Queste due zone di Milano sono spesso sottovalutate e raramente rientrano nei quartieri di Milano da visitare se si è alla ricerca di un po’ di street art, ma possono offrire degli spunti interessanti.

Nel quartiere di San Cristoforo Sul Naviglio si è svolto il festival Amazing Day qualche anno fa ed alcuni muri sono ancora lì, pronto ad accogliervi (Altri sono stati coperti, ma comunque sempre da altri lavori di street art). I punti di riferimento in questo caso sono due: Via Malaga (Sui muri dell’Artkademy si incrocia facilmente il muro di denuncia di Mr.Blob contro l’ILVA) e lo svincolo che da Viale Cassala porta a Via Ludovico il Moro.

Inoltre in Via Alzaia Naviglio Grande, altezza Canottieri, è possibile vedere delle opere di Manu Invisible, Jin, Daster e Prosa. Se poi volete fare anche una camminata, procedete ancora per un centinaio di metri fino a superare Viale Cassala e vi troverete di fronte ad un raro muro di Duty Gorn.

Se volete concludere in bellezza il tour del quartiere, passeggiate per Via San Cristoforo fino al Mediaworld e fermatevi in via Pesto per ammirare i murales dedicati a Diabolik.

Giambellino è un quartiere che possiamo definire “più wildstyle” (come mi suggerisce la mia amica Clara di scratch), ma senza mancargli di rispetto. In Via Largo Antonio Balestra, sulle facciate dell’associazione Volontariato Handicap su la testa è possibile vedere un lavoro degli Orticanoodles nel loro classico stile: grandi forme e colori potenti. Proseguendo per qualche centinaio di metro, in Via Gonin 11 è poi possibile vedere un muro di Mr Blob.

Infine, se la vostra passione va ben oltre la semplice street art e volete vedere del puro lettering, le hall of fame di via Brunelleschi e via Rosalba Carriera sono ciò che cercate!

San Siro e Ippodromo

Se vi siete messi in testa di andare a cercare street art per il quartiere di San Siro iniziate a mettervi delle scarpe comode e non solo perché stiamo parlando di uno dei quartieri più grandi di Milano, ma anche perché qui si trova una delle hall of fame più lunghe d’Europa (se non del mondo) figlia di una grande jam del 2019.

Da Via Diomede fino alla fine di Via Federico Caprilli, a pochi passi dal bellissimo Stadio Meazza, si estende il vecchio muro di cinta dell’Ippodromo di San Siro ed è proprio su questo muro che potrete trovare circa 500 opere di 500 artisti diversi provenienti da tutte le zone d’Italia ed anche dall’estero. Parliamo di circa 5km di muri: una bell’oretta di camminata insomma (Thanks Stradedarts).

Giunti al Meazza, spostandosi verso la Curva Sud, in Via dei Rospigliosi, potrete vedere il muro creato nel 2021 per il Derby di Milano da Kayone e SteReal, ed un’altra serie di muri risalenti a qualche anno fa.

Un’altra meta da raggiungere è sicuramente piazzale Selinunte: al suo interno è possibile vedere una vecchia torre della A2A oggi ricoperta da street art (riconoscibile lo stile del Tilf). Inoltre, sulla facciata di un palazzo a vista piazza, Vesod ha lasciato la sua firma con uno spettacolare murales. Trattandosi di una zona popolare, non è difficile incrociare tag e lettering, ma ricordatevi sempre di portare rispetto di chi il quartiere lo vive.

Infine, un plus che forse è poco fuori quartiere, è il muro degli Orticanoodles sulle pareti dell’istituto tecnico Ettore Conti che si affaccia su Piazzale Fratelli Zavattari.

Sarpi (Chinatown)

Il quartiere chiamato Sarpi, conosciuto come Chinatown, è il classico quartiere della città in cui attività e popolazione cinese è presente in maggioranza.

Da segnarsi c’è sicuramente il muro di Mr. DiMaggio verso il civico 23 ed il muro di SteReal in Via Alfredo Albertini.

Infine non dimenticatevi di passare da Piazza Antonio Gramsci, vi assicuro che non ve ne pentirete.

Tortona

Il famoso quartiere a pochi passi dai navigli e considerato per anni il design district per eccellenza di Milano. Come successo per isola, anche Tortona negli ultimi anni ha subito un grande cambiamento grazie ad un enorme lavoro di recupero degli spazi industriali inutilizzati (Vedasi Base).

Camminando per le vie del quartiere è facilissimo imbattersi in tag, lettering, piccole opere e sticker di artisti come Exit.Enter, Esponoise, C215 e qualche regalo che ci ha lasciato la romana Alice Pasquini: cercate di osservare bene le piccole cabine dell’Enel per scovare i suoi disegni.

Via Tortona è sempre una fonte di ispirazione: TvBoy, Manu Invisible, Rizek, Clet ed Urban Solid sono solo alcuni degli artisti che hanno lasciato la propria firma sui muri di questa via.

Il pezzo forte oggi probabilmente è il muro nascosto di Sef, alle spalle del MUDEC (Si, proprio dietro il MUDEC).

Ricordo che un assessore il giorno dell’inaugurazione mi disse “Ehh vedi, ognuno di questi spazi sarà dedicato ad un artista”. Era l’estate 2019 e non si è più fatto nulla.

Piccola postilla amarcord: alla fine di Via Tortona si trova il Ponte degli Artisti, chiuso da diversi anni; si tratta di uno dei passaggi più interessanti artisticamente di Milano: qui settimanalmente venivano attaccati nuovi poster oppure installate piccole opere. Speriamo che in futuro verrà riaperto.

Zone speciali

Abbiamo visto sopra quasi tutti i quartieri da esplorare se siete alla ricerca di Street Art a Milano, ma ci sono delle zone specifiche della città che meritano secondo me una nota a parte

Anfiteatro Martesana e Naviglio

Camminando lungo il naviglio martesana, ad un certo punto si incrocia questo spettacolare anfiteatro che secondo me è una delle zone di Milano dove scattare delle foto clamorose.

Questa zona è stata in passato un punto importante di ritrovo per i giovani writer fino a diventare una delle più conosciute hall of fame di Milano. Nel 2019 si è deciso di rinnovare i muri e, sfruttando il Looperfest e lo Zuart Day, alcune opere sono state coperte da nuovi lettering, freschi.

Sono diverse le firme interessanti che potrete trovare, tra queste Arsek Erase e Rasko.

Lungo il naviglio si possono poi trovare altre opera sparse tra cui muri dei Figli di Oz, Mr. Di Maggio ed Ale Puro.

City Life

Chi l’avrebbe mai detto che è possibile trovare della street art a City Life? ebbene è proprio così, anzi, si tratta di uno dei muri più grandi di Milano.

Eron, storico writer italiano conosciuto in tutto il mondo, è stato chiamato nel 2018 per ricoprire una parete di quasi 1000 metri quadrati: inutile dirvi che il messaggio che l’artista è riuscito a lasciarci è davvero profondo.

Osservate il muro per capire di cosa sto parlando!

Corso Garibaldi

Lungo Corso Garibaldi negli ultimi anni ha preso piede probabilmente il fenomeno più “commerciale” di street art: è qui infatti che si trovano i più grandi muri sponsorizzati di Milano.

Il più famoso, pioniere in questo genere di attività a Milano, è il Gucci Wall: un muro stagionale, che cambia volto ogni 4 mesi per mano di artisti contemporanei o urbani (Civico 104).

Gli altri due si trovano invece ai civici 73 e 59 e non sarà difficile scovarli.

Corso Porta Ticinese e Via Pio IV

Poco più di 10 anni fa Corso di Porta Ticinese era una delle vie più alternative di Milano: dai Navigli dritti alle Colonne di San Lorenzo.

Ricordo ancora la prima volta che ho percorso la via: tag ovunque. Oggi la situazione è un po’ diversa, ma è rimasto comunque lo spirito urban grazie anche ai negozi di streetwear che popolano il corso.

A metà via si trova un parchetto e guardando in alto è possibile vedere un spazio pubblicitario utilizzato per manifesti che, però, randomaticamente, viene trasformato in pubblicità-murales da qualche artista (Ultimamente Jorit per EA Sports). La via è comunque molto conosciuta per le sue saracinesche ed i muri pieni di scritte e poster (Tra cui TvBoy).

Arrivando poi fino a Via Pio IV ci sarà modo di vedere il muro nato dal progetto “Milano Street History” a cui hanno partecipato, tra i tanti, Neve, Gatto Nero, 750ml, Mr Blob ed Encs. Il muro raffigura alcuni personaggi storici come Attila, Napoleone e Sant’Ambrogio: un mix di personalità ed un tuffo nel passato.

Domodossola-Fiera

Anche nelle vicinanze della stazione di Domodossola (FN e Metro) è possibile osservare dei muri decisamente interessanti.

Qui tutto gira attorno al Giardino Salvatore Allende: proprio all’uscita dalla stazione è visibile il muro dedicato alle donne da parte di Cheris ed Amina.

Camminando per il giardino si possono vedere diversi lettering su una parete lunga circa 200 metri, ma se la vostra passione sono i grandi muri, vi basterà girare attorno per vedere l’opera di Vim sulla parete della piscina comunale Procida.

Fabbrica del vapore

La Fabbrica del vapore è uno spazio industriale recuperato dal comune di Milano ed utilizzato per svariati eventi, soprattutto mostre.

Sui suoi muri esterni sono presenti alcuni muri ad opera di PAO, Nais, Ivan Tresoldi ed Orticanoodles dedicati a Mandela (Il muro è infatti conosciuto con Mandela Wall)

Anche se risale al 2014 è ancora mantenuto perfettamente ed è molto interessante vedere con il proprio occhio come si siano perfettamente combinati assieme quattro stili artistici differenti

Girandolo l’angolo è poi possibile intravedere un altro muro, degli stessi artisti (esclusa Nais) dedicato a Khaled Al Asaad.

Giardino delle culture

Il Giardino delle culture è una bellissima area riqualificata di ben 1250 metri quadrati a poche centinaia di metri da Piazza Cinque Giornate.

Ciò che rende unico questo spazio sono i due muri di Millo dedicati all’amore. Due grandi murate caratterizzate dallo sfondo bianco ed i tratti neri, tipici dell’artista, ed il forte rosso dei cuori rappresentati.

Leoncavallo

Uno dei centri sociali più conosciuti di Milano. La zona del Leoncavallo è un vero e proprio paradiso per gli amanti di street art e lettering.

Al suo interno, sia nell’edificio che nel giardino, è impossibile fare la conta degli artisti e dei writer che sono passati a lasciare una firma. Prendetevi quindi il vostro tempo ed indagate.

Il suo esterno è, però, la vera perla della street art milanese: anche se oggi sta un po’ svanendo, è sulla sua facciata che si trova una delle opere di BLU più belle di Milano.

Tutta la zona che circonda il Leoncavallo, fino a Via Giampietro Lucini è un continuo di colori con muri di 2501, Nemo, Zed1, Frode, Pao, Nais, Volkswriterz, Irwin, ViperHaze e tantissimi altri nomi.

Ospedale San Luca

Ha fatto il giro d’Italia l’immagine del muro dedicato agli operatori sanitari a pochi passi dall’Ospedale San Luca. L’opera di Lapo Fatai è diventata velocissimamente il simbolo della lotta al Covid.

Sorto sulla parete interna di una vecchia casa abbandonata (si racconta fosse infestata) e poi distrutta, l’opera è ancora visibile dall’esterno anche se potrebbe essere abbattuta in futuro.

PAC – Padiglione di Arte Contemporanea

Sono passati più di 10 anni dal lontano 2007 quando si tenne la mostra “Street Art, Sweet Art, dalla cultura Hip Hop alla generazione pop up“, una delle prime mostre museali dedicate a street art e writing milanesi (e bolognesi) e che diede inizio ad un grande cambiamento nella concezione artistica della street art in Italia.

Potrei dirvi: io ci sono stato, ma non è così, purtroppo nel 2007 ammetto che non ero nemmeno al corrente dell’esistenza del PAC.

Detto questo, sui muri di questo museo ancora oggi è presente la grande opera di BLU ed Ericailcane, quasi in perfette condizioni, che fece scalpore (e continua a farlo).

Passante Forlanini

Anche se questa zona è poco conosciuta, se siete in zona Forlanini può valere la pena farsi una passeggiata lungo il muro della ferrovia del passante presso la stazione Forlanini.

I muri purtroppo oggi non sono totalmente intatti, qualche tag inevitabilmente è presente, ma il messaggio dietro le opere di Danis Ascanio sono ancora ben visibili.

Passante Repubblica

Nel 2017 grazie ad un progetto chiamato Art in Transit i muri della stazione di Repubblica sono stati “abbelliti” (non mi piace questo termine, ma oramai è usato ovunque quando si parla di street art) con lo scopo di rendere il passaggio dei pendolari più piacevole e meno grigio.

Sulle pareti esterne ed interne degli accessi al passante (ma anche nelle pareti dei sottopassi) troverete diverse opere di Ascanio, Marte, Mate, Korvo ed altri aristi.

Inoltre avrete modo di vedere un vero e proprio laboratorio d’arte.

Porta Vittoria e Calvairate

In questi quartiere si mischiano perfettamente il verde ed i classici palazzi milanesi.

Sulla facciata di un palazzo in Corso 22 Marzo, zona Porta Vittoria, potrete trovare un’opera di Igor Scalisi Palminteri dedicata al santo protettore di Milano, Sant’Ambrogio.

Spostandovi invece verso Calvairate, sulle facciate delle palazzine grigie di via del Turchino, potrete vedere le tre murate con le tre lettere a formare la parola AMA di Said Dokins (Opere supportate dal festival BLOOP)

Quartiere Varesine

Piccolissimo quartiere di Milano vicino a centrale.

Qui si trova una delle ultime opere di 2501: attenzione perché ha la particolarità di presentare delle tracce di colore

Rottole

Un piccolissimo quartiere a Nord di Milano, tra Turro e Cimiano, ma che nel 2020 ha visto un exploit di street art.

In via Palmanova, sulla facciata delle case popolari al civico 59, è infatti apparsa l’opera di Lucamaleonte mentre a pochi metri di distanza, disseminati tra serrande e cabine, sono apparse delle opere di PAO.

Tempio del futuro perduto

Trovare una definizione corretta per il tempio è complicata: un luogo di controcultura, uno spazio dove potersi confrontare ed imparare, insomma più di un semplice centro culturale.

Al suo interno si può vedere due muri di Rosk e Loste: il primo dedicato a Giulio Regeni e Valeria Solesin ed il secondo dedicato al tema del climate change.

Nell’ultimo periodo, però, il Tempio era tornato a far parlare di sè grazie a due opere di Ratzo sul tetto della struttura: una dedicata a Willy ed un’altra a Ciro e Mariapaola, vittime di tragedie che hanno segnato l’Italia.

Vicolo del fontanile

Scriverlo sembra una follia, ma fino a qualche anno fa questo piccolo vicolo di Milano non aveva neanche la targa rappresentante il nome della via! Si tratta di una via chiusa a pochi metri dalla Martesana dove la street art ha agito in maniera perfetta nel progetto di riqualificazione urbana.

Sono stati proprio gli abitanti delle abitazioni del vicolo a promuovere l’iniziativa e sviluppare lo ZuArt Festival, grazie a cui diversi artisti hanno potuto ridare vita ai vecchi muri creando un ambiente più soft e con meno degrado.

Anche se i muri cambiano ogni anno (purtroppo non nel 2020), ci sono ancora delle opere che vale la pena vedere come quella di Manu Invisible.

Street art tour? Perché no!

Se quindi siete interessati ad un tour per approfondire la vostra conoscenza su street art e writing, personalmente vi posso consigliare di contattare Another scratch in the wall qui: Street Art Tour (PS: con loro potrete entrare all’interno del Madama Hostel).

Se il vostro interesse è un tour singolo e non di gruppo, contattatemi via mail o su instagram (@disagian), mi fa sapere piacere camminare e parlare con chi è interessato a questo mondo.

Infine ringrazio WALLS OF MILANO per avermi dato la possibilità di utilizzare alcune sue foto così da rendere l’articolo più interessante e vi invito a cercare il suo libro “La Fabbrica della Street Art” dedicata ad uno spazio artistico nella città metropolitana di Milano oggi non più accessibile.

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disagian
MIlano

Ciao sono Gianluigi, ma la gente persiste nel chiamarmi Gianluca. Ho sempre viaggiato con l'obiettivo di farlo per passione e non per lavoro. Mi muovo alla ricerca di street art e bevo caffè e birrette nelle zone più urban delle città. Ho qualche match su Tinder, odio le candele e non credo negli ombrelli.

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